L’opera silenziosa della Caritas

L’opera silenziosa della Caritas

Paolo Giovanardi ci parla del servizio per i bisognosi

Nell’esperienza del cittadino comune, quando si dice “Caritas” si pensa subito ad una realtà che entra in gioco quando si verificano delle emergenze, italiane o internazionali: terremoti, tsunami, guerre… Con la crisi economica Caritas è entrata nel gergo quotidiano, sinonimo di aiuto ai più poveri, cibo, beni di prima necessità e vestiti raccolti nei ben noti cassonetti gialli. Anche a Correggio Caritas è presente e arricchisce la nostra comunità con un servizio prezioso e silenzioso. Paolo Giovanardi, vicepresidente Caritas, consulente indipendente nell’ambito della finanza e padre di famiglia, ci spiega meglio questa preziosa realtà.

A Correggio, Caritas opera ormai da molti anni. Cos’è e quali funzioni svolge?
«Si tratta di un organismo pastorale che la Chiesa ha sempre avuto: nel corso del tempo è arrivato a strutturarsi, anche con personalità giuridica, per poter svolgere i propri servizi nei confronti della specifica comunità locale».

Quali sono i servizi che la Caritas fornisce nella nostra realtà correggese?
«Il nostro servizio ruota attorno ad una attività continuativa ed una di carattere più straordinario. Un servizio costante è nell’ascolto alle persone bisognose, svolto dagli operatori del Centro d’ascolto che settimanalmente accolgono centinaia di persone con le esigenze più disparate. C’è poi un centro di distribuzione alimenti ed uno per il vestiario, che ogni settimana si impegnano a dare un contributo concreto a chi è nel bisogno. Ci sono inoltre volontari che si occupano di recuperare materiale di scarto affinché possa essere riutilizzato a vantaggio di persone in stato di necessità: ormai da tanto tempo ogni giorno dell’anno un grande numero di persone si reca in diversi nostri supermercati per ricevere gli alimenti invenduti e consegnarli prontamente, spesso a domicilio, ad altre famiglie bisognose. In ne, ma non per importanza, sono numerose le circostanze in cui i volontari si “mobilitano” per partecipare attivamente alla raccolta di materiale alimentare o scolastico da destinare a persone in difficoltà. Per certi versi è un piccolo esercito paci co che continuamente si muove nel silenzio a vantaggio di chi è provato dalla vita».

Sono solo “servizi” o c’è un particolare approccio con cui viene vissuto quello che la Caritas offre?
«La Caritas è una delle forme in cui si esprime la carità nella vita della Chiesa. Così come altre realtà molto ricche e preziose presenti sul nostro territorio
(si pensi ad esempio alla Casa della Carità o al Centro di Aiuto alla Vita), la missione è sempre quella di portare alle persone la vicinanza cristiana e la speranza che riponiamo in Gesù. Spesso questa stessa speranza la possiamo trovare nelle tante persone che accudiscono quotidianamente i loro anziani in casa o nei tanti nonni che si prendono cura dei nipoti: tutto questo fa parte della Chiesa in cammino a fianco del povero e la Caritas è una di questi componenti, alla costante ricerca di avvicinarsi alle tante povertà del nostro tempo».

Si sente spesso parlare di periferie. Quali sono le “periferie” di Correggio?
«Penso che la più grande periferia di Correggio sia quella della solitudine. Prima ancora della mancanza di lavoro, della malattia, della lontananza dai propri cari, forse ciò che più opprime chi soffre è proprio il ritrovarsi a combattere le s de quotidiane senza un appoggio con cui condividerle. È un evidente riflesso della crisi della famiglia e della frammentazione della nostra società, anche a Correggio. In questa situazione spesso mancano i congiunti più stretti, parenti, amici o meglio ancora comunità che accompagnino e che si rendano disponibili a fare un cammino insieme. È proprio qui che siamo chiamati a operare, senza l’ambizione di risolvere problemi a volte quasi insormontabili ma cercando di dare il proprio contributo, prima di tutto di vicinanza, di amore. In questo nutriamo tanta speranza anche sui nostri giovani, che con la passione e l’entusiasmo che li contraddistingue, possono davvero arricchire la propria vita e quella altrui.»

Chi può contribuire? In quale forma?
«Tutti possiamo contribuire! Un bel modo per approfondire questo tema è partecipare ai 3 incontri, aperti a tutti, che proporremo fra ne settembre e inizio ottobre (25/9, 2/10 e 9/10). Questi incontri hanno anche lo scopo di presentare, in primis proprio ai giovani, alcune esperienze del nostro territorio dalle parole stesse di chi vi partecipa. Sarà un occasione molto preziosa, anche per toccare con mano la grande ricchezza del donarsi. Un altro modo di iniziare ad approcciarsi a Caritas è contattare la segreteria dell’unità pastorale (con sede nel l’oratorio di San Quirino) oppure scrivere al nostro indirizzo mail info@caritascorreggese.it per poi essere ricontattati. Aspettiamo tutti a braccia aperte per camminare insieme!».

Da meno di un anno è cambiato il consiglio di amministrazione della Caritas Correggese. Quale fase sta attraversando questa associazione e quali obiettivi si pone?
«Come la maggior parte delle realtà di volontariato constatiamo che è sempre più difficile vedere persone che dedichino tempo e sacri ci per gli altri e a volte questo può arrivare anche a mettere a repentaglio l’esistenza dell’associazione stessa. Stiamo cercando di legarci sempre più al nostro territorio, a partire dalle stesse parrocchie. Vorremmo che Caritas costituisse il legame fra le nostre comunità e chi è nel bisogno, visto anche come opportunità di incontro di Gesù stesso nei sofferenti».

Quale “valore aggiunto” può ricevere un volontario che si impegna alla Caritas?
«Mi viene in mente un recente slogan pubblicitario che ho trovato molto riuscito: “sii egoista, fai del bene”. Venendo a contatto con i poveri “della porta accanto” è davvero possibile riuscire ad instaurare rapporti veri e mettere al centro la persona. Questo dà valore anzitutto a noi stessi e, ancor più nel caso dei giovani, aiuta ad avere relazioni vere (non solo “virtuali”). Quando questo accade riusciamo a dare la giusta importanza ai vari aspetti della nostra vita e sperimentiamo che vi è davvero più gioia nel dare che nel ricevere, nell’aprirsi piuttosto che nel rinchiudersi».

Ecco quindi cos’è la Caritas correggese: occasione di servizio e ma soprattutto di incontro, di scoperta, di relazioni significative con chi vive accanto a noi!

Maria Chiara Oleari

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