Onorio Moto, tra passato e futuro

Il regno dei centauri raccontato dai fratelli Davoli

Chi non ha mai desiderato percorrere la route 66 in sella a una Harley-Davidson o guadagnare i più alti passi alpini a cavallo di una BMW? Figuriamoci poi quando un motoamatore incallito come me entra nei scintillanti show room di Onorio Moto, ben visibili da Viale dei Mille: il desiderio ti accende subito, anche se fuori vien giù una fitta neve marzolina. In due splendidi negozi, attigui e con annessa officina, gestiti da Marco e Andrea, i fratelli Davoli, un gran numero di modelli di queste affascinanti moto sono lì per accendere o rinfocolare le passioni dei nostri tanti centauri padani.

«Mio padre, Onorio Davoli, grande appassionato di moto, inizia a lavorare giovanissimo come garzone in varie officine meccaniche correggesi» dice Marco, il primogenito, «ma nel 1951 si mette in proprio in Via Asioli. In pochi anni l’attività della sua officina si sviluppa e si trasferisce, ampliandosi, in Via Circondaria, dove diventa concessionario di noti marchi italiani, quali Demm, Mondial e Gilera. Grazie alla sua abilità in campo meccanico papà è richiesto come preparatore di moto anche da competizione. Dietro il trionfo di Walter Villa, a Imola nel ‘64, c’è anche il magico cacciavite di un tal Davoli da Correggio».

“NEGLI ANNI ‘50
ONORIO DIEDE VITA ALLA
BEFANA DEL VIGILE URBANO

 

Poi arriva la Moto Befana, arcinoto brand correggese. È Andrea a ricordarne l’epifania. «Negli anni ’50 papà dà vita alla “befana del vigile urbano”, che consisteva nel depositare doni sulla rotatoria di Porta Modena, a favore dei vigili urbani di Correggio.
Sono tanti i donatori, in auto e in moto, che la manifestazione, poi gestita dal Moto Club Correggio, diventa quel magnifico motoraduno che ogni anno richiama appassionati da tutta Italia nonostante il clima gelido di gennaio».
Verso la fine degli anni ’60, con l’arrivo massiccio delle veloci e potenti moto giapponesi e con le vendite in aumento, il negozio-officina amplia il suo giro, in una nuova sede, sempre in via Circondaria. Ma nel 1983 Onorio viene a mancare. Marco e Andrea sono giovanissimi, 21 e 16 anni. A risolvere il dilemma sul da farsi dopo la triste evenienza ci pensa mamma Enrica, mite e gentile fuori, tempra d’acciaio dentro.
È lei a prendere le redini del negozio, a tenere unite impresa e famiglia, a vendere, a tener di conto, a curare i clienti, onnipresente, infaticabile. La clientela è affezionata e fedele, le vendite vanno bene e i due ragazzi, a suon di pesanti sacrifici, diventano ottimi meccanici e attenti operatori di marketing.
«Nel 1990 si presenta l’opportunità di costruire un nuovo capannone per ingrandire l’attività in Via Matteotti a Correggio. È l’occasione per fare scelte di prodotto, in relazione ai nostri desideri e alle prospettive di mercato» dice Andrea.
«Noi eravamo orientati a prodotti stabili – racconta Marco – con un grado di differenziazione riconosciuto dal cliente rispetto ad altre marche e con un elevato apprezzamento.
Rivolgemmo così la nostra attenzione alle moto BMW e Harley-Davidson, a quei tempi prodotti di nicchia, che ancora in Italia non avevano grandi volumi di vendite. Andai negli Stati Uniti, a Milwaukee (Wisconsin), alla casa madre, per importare direttamente le Harley-Davidson attraverso il cosiddetto mercato parallelo. Con il miglioramento tecnico che la nuova proprietà apportò al prodotto e con le ampie possibilità di personalizzare la moto, le vendite iniziarono a decollare. Nel ’95 trovammo un accordo con l’importatore ufficiale italiano e diventammo concessionari per le province di Reggio e Modena».

E come andò con BMW? «Intorno al 1990, la casa bavarese stava cercando in provincia di Reggio un concessionario» racconta Andrea «ma noi stavamo costruendo il nuovo locale e non eravamo ancora pronti; BMW, tuttavia, ci diede fiducia, attese che le opere finissero, e nel ’93 diventammo concessionari ufficiali. Anche a Monaco, sfruttando le tecnologie del settore auto, in quegli anni si iniziò ad investire sulle moto, sia nella tecnica che nell’immagine, tenendo fede a quello stile distintivo di grande affidabilità che ne caratterizzava la storia. Le vendite da allora furono sempre in crescita fino ad arrivare ad oggi, dove la BMW è la più venduta in Italia tra le moto di grossa cilindrata».
«Con l’aumento delle vendite non potevamo più esporre i due marchi nello stesso spazio espositivo; si sarebbero create situazioni di sovrapposizione e di conflitti che non sarebbero stati accettati né dalla clientela né dalle case madri» continua Marco «anche perché sono due marchi fortissimi. Ognuna ha una propria linea di abbigliamento specializzato, una propria linea di accessori e un proprio “stile di vita” da proporre che la caratterizza. Così nel 2005 abbiamo trasferito il marchio Harley-Davidson nel nuovo capannone sempre in Via Matteotti a poca distanza dalla sede iniziale». Attualmente, pur essendo una unica ragione sociale, la società Onorio Moto, è divisa in due settori che gestiscono i marchi e i cui responsabili sono i due soci, vale a dire Marco per Harley Davidson e Andrea per BMW. Oggi sono occupati in azienda 15 addetti tra meccanici, servizi di vendita e post vendita, amministrazione.
Anche il mondo della moto ha dovuto fare i conti con la crisi generale del 2008. «Ha subito quasi un crollo che si è protratto fino al 2013, anno da cui la curva delle vendite è in risalita. Anche il 2017 si è chiuso positivamente: la classifica delle moto più vendute in Italia nel 2017 vede in testa la BMW R 1200 GS» risponde Andrea. «Avete una clientela solo al maschile? Donne e moto, quale rapporto?». Marco risponde: «le donne appassionate di moto sono in crescita costante, con particolare predilezione per le Harley-Davidson. Probabilmente per le linee morbide della carrozzeria e per lo stile evocato, quel modo di viaggiare libero e tranquillo. Poi piace la possibilità di esprimere un look personale grazie alla infinita serie di accessori e di capi d’abbigliamento. Meno le donne interessate alle BMW. Mia figlia Veronica, che lavora qui con me occupandosi del sito internet e della linea abbigliamento e accessori è una grande appassionata della Harley-Davidson».

Concludiamo la nostra visita con uno sguardo al futuro: «crediamo che la passione per le moto non si esaurirà a breve o medio termine, anche se ogni giorno si deve essere attenti agli andamenti dei mercati, soggetti a cambiamenti sempre più rapidi sia nelle preferenze della clientela che nelle politiche di marketing dei produttori» affermano Marco e Andrea. Le loro prospettive si basano anche sui figli. Tre quelli di Marco, quattro quelli di Andrea. Difficile che venga a meno il futuro per la Onorio Moto dei fratelli Davoli.
Nell’uscire dalla sede, eccoci al cospetto della tangenziale di Correggio, un paesaggio a metà strada tra Monaco di Baviera e Milwaukee. Qui continua a nevicare forte. Aspettiamo che anche la primavera … si metta in moto.

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