Occhio al cartello e acquolina in bocca

É una segnaletica piacevole ed elegante, che tramette un senso di genuinità ed anticipa un territorio importante dal punto di vista enogastronomico. Siamo ormai abituati a vederli ovunque e, purtroppo, per questo troppo spesso passano inosservati, anche perché non si tratta si indicazioni finalizzate a condurre in un luogo specifico bensì a segnalare itinerari enogastronomici che, trovandosi nel cuore del territorio tipico di produzione, meritano di essere osservati e scoperti.

Si tratta delle indicazioni dei percorsi strade del vino e dei sapori”. Itinerari che esistono veramente e che sono disegnati, tanto nel correggese come in tutta la regione, con l’intento di valorizzare i territori a vocazione agroalimentare, con particolare riferimento ai luoghi tipici delle produzioni ed i loro contorni enogastronomici. Percorsi che, ovviamente, non tralasciano di toccare anche aspetti culturali ed ambientali che sono alla base di un’offerta enogastronomica-turistica integrata. Non dobbiamo in effetti dimenticare che anche la nostra pianura, da questo punto di vista, ha un potenziale enorme che merita di essere valorizzato al meglio. Se volessimo fare un esempio basta pensare alla produzione del Parmigiano – Reggiano, che è uno dei più piacevoli spettacoli che possa essere offerto ad un turista e che almeno una volta nella vita merita di essere visto. Ovviamente non siamo un territorio per vacanze ferragostane di 15 giorni, ma è altrettanto vero che dal Lambrusco ai salumi, passando ovviamente per i caseifici, abbiamo un potenziale di tradizioni agroalimentari da fare invidia a chiunque. Forse dovremo essere noi stessi a crederci di più e farci carico dell’onere e dell’onore di raccontare le nostre arti e tradizioni trasmettendo la passione che ha sempre animato i nostri nonni. In questo modo sarà possibile evitare che quegli accattivanti cartelli lungo le strade restino semplici segnali che nessuno sa cosa stiano ad indicare e dove portino.

 

Valorizzare la tipicità senza compromessi

Fra i quindici itinerari ufficiali delle “strade dei vini e dei sapori” della Regione Emilia Romagna quello che comprende l’area correggese è classificato come “strade dei vini e dei sapori delle corti reggiane”. Tutta l’Italia è cosparsa di itinerari di questo tipo, che cambiano leggermente nome al variare della regione o della specificità del percorso, tanto che esistono molte strade del vino ma per esempio anche strade dell’olio. Indicazioni che, pur indirizzando il percorso attraverso i luoghi della produzione tipica di un territorio, non conducono ad una meta finale specifica. Saranno poi le scelte imprenditoriali delle aziende agricole, delle cantine e dei caseifici, a creare la giusta visibilità ed eventualmente gli eventi adeguati per farsi promozione. Una certezza resta l’importanza di saper promuovere le tipicità del territorio, senza mai scendere a compromessi. Chi si trova a passare per Correggio, dopo aver transitato per strade costeggiate da infiniti ed eleganti vigneti, e si ferma anche solo fugacemente per un spuntino non deve sentirsi offrire del Prosecco. Con tutto il rispetto per il vino più alla moda del momento, e più facile da vendere, è innegabile che questo sia squalificante, una sconfitta, tanto per il ristoratore che lo propone quanto per i produttori del territorio che non sono capaci di essere profeti in patria. Ed in questo momento particolare come quello attuale, nel quale ogni persona vuole sentire il territorio in cui si trova in quello che mangia e in quello che beve, questo è più che mai importante.

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