Nuovi cittadini d’Europa crescono

Gli istituti correggesi in prima linea nei progetti di interscambio scolastico

Tutti gli studenti, durante il loro percorso scolastico, si imbattono nel capitolo di geostoria che parla di Unione Europea e dei vantaggi di essere cittadini d’Europa. Si tratta di un argomento importante ma che, ahimè, difficilmente risulta essere tra i più apprezzati dai ragazzi, perché esprime concetti che spesso risultano lontani dalla loro realtà quotidiana.

Ci sono però occasioni che permettono di trasformare le belle parole dei manuali in esperienze reali. Esistono programmi che, offrendo opportunità di mobilità, consentono davvero agli studenti di sentirsi parte della realtà europea.

Uno di questi è il progetto Erasmus, il cui nome rimanda ad esperienze di scambio legate all’Università, ma che offre diverse possibilità anche per gli studenti più piccoli, come mi spiegano le maestre Cristina Catellani e Serena Zanichelli, referenti del progetto per la scuola primaria e secondaria di primo grado del Convitto Corso.

«Da diversi anni la nostra scuola partecipa ai progetti Erasmus, nei quali il nostro Preside Luca Bassi crede molto. Si tratta di esperienze di partenariato transnazionali, promosse e finanziate dalla Comunità Europea, volte a incentivare la collaborazione tra scuole, la condivisione e diffusione di buone pratiche, la formazione degli studenti e del personale scolastico.
I docenti delle varie nazioni si incontrano su piattaforme europee e scrivono insieme progetti su tematiche che accomunano le scuole partner. L’iter di valutazione e approvazione di queste proposte è particolarmente attento e selettivo: è per noi motivo di particolare orgoglio il fatto che quest’anno ben due nostri progetti sono stati approvati!», mi riferiscono con gioia le due insegnanti.

I due progetti attivati pongono al centro l’informatica: spiegano come insegnamento e apprendimento possano essere più efficaci e stimolanti grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie. «Lo scopo è tuttavia ben più ampio: creare occasioni di interazione tra culture diverse, di arricchire le proprie competenze osservando come si fa scuola nei vari Paesi d’Europa per poi trasferire quanto appreso nelle proprie realtà».

I progetti prevedono un lavoro a scuola su task (compiti) condivisi e dei meeting di cinque/otto giorni, durante i quali una delegazione di insegnanti e studenti viene ospitata nelle scuole partner: qui partecipa a lezioni, workshop e attività, volte a conoscere il territorio e le sue tradizioni. Tra il 4 e l’11 ottobre si è svolto il meeting italiano di uno dei due progetti, che prevede un partenariato tra Turchia, Svezia, Grecia, Spagna e Italia. Così trentaquattro ragazzi di età compresa tra i dodici e i quattordici anni, insieme ai loro docenti, sono stati accolti dalla scuola e ospitati da alcune famiglie che si sono rese disponibili.

«Durante la loro permanenza, gli studenti sono stati inseriti nelle classi delle medie e hanno così conosciuto la nostra scuola. Sono stati poi coinvolti anche in laboratori presso l’azienda agraria annessa al Convitto, cucinando con alcuni studenti dell’Istituto alberghiero. Tra i ragazzi si sono create interazioni positive e nuove amicizie, tanto che, al momento della partenza, è scesa qualche lacrima!».

Chiedo anche a Marianna Bocedi, che insieme alla sua famiglia ha accolto una coppia di studentesse provenienti dalla Turchia, un riscontro sull’esperienza vissuta.

«Ospitare Kubra e Buglem ha rappresentato per noi una bellissima opportunità, sia da un punto di vista culturale che relazionale. Ci ha infatti permesso di conoscere aspetti di una cultura diversa dalla nostra e di entrare in relazione con le nostre ospiti, che si sono dimostrate molto riconoscenti e felici di vivere quest’esperienza di condivisione quotidiana con la nostra famiglia. Devo dire che, anche se la loro permanenza è stata breve, in casa  manca la loro presenza e anche lo squisito caffè turco che la mano esperta di Kubra ci voleva preparare la mattina!». E il progetto non si conclude qui… «Il 16 ottobre partiremo a nostra volta per la Grecia, con i ragazzi di terza media e alcuni docenti, dove la scuola di Atene ci aspetta per cinque giorni che, sicuramente, resteranno nel cuore di tutti! Noi siamo particolarmente felici di potere accompagnare i nostri studenti nel corso di questi scambi che, grazie all’accoglienza dei Paesi partner e ai finanziamenti dell’Unione Europea, offrono a tutti l’opportunità di aprirsi al Mondo», mi riferiscono con entusiasmo Cristina e Serena.

Un’altra importante occasione di mobilità, forse non così nota, a cui invece partecipano tutte le scuole secondarie di Correggio è offerta dal progetto Erasmus+. Grazie al finanziamento garantito dal programma, gli studenti selezionati delle classi quarte e quinte possono vivere un’esperienza formativa di stage in diversi paesi europei a condizioni molto vantaggiose: il progetto copre infatti le spese di viaggio e alloggio, prevedendo in alcuni casi anche un pocket money, ossia un contributo finanziario a parziale copertura delle spese di vitto.

Rebecca Nicoliello, una delle studentesse del Liceo Corso che ha preso parte lo scorso agosto al progetto, mi spiega come potervi partecipare abbia rappresentato per lei un’importante occasione di crescita. «Personalmente credo che quest’esperienza mi abbia cambiata molto, perché mi ha consentito di raggiungere la consapevolezza di essere abbastanza indipendente da potermela cavare in un contesto diverso da quello in cui sono abituata a vivere. Inoltre mi ha fatto davvero percepire di essere parte di un contesto più grande di quello del Paese in cui vivo: nei trentacinque giorni che ho trascorso in Spagna, a La Coruña, ho avuto l’occasione di interagire sia lavorativamente che a livello personale con persone provenienti da tutta Europa. Mi sono confrontata con stili di vita e abitudini completamente diverse dalle mie. Sicuramente è un’esperienza che mi sento di consigliare a tutti e che rifarei altre mille volte!».Voglio augurare di cuore a tutti i giovani cittadini d’Europa di poter prendere parte ad avventure capaci di abbattere i confini, creando preziose occasioni di conoscenza e di interazione tra popoli.

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