Nonno Germano, sapete, è un uomo buono

Una grande fortuna essere sua nipote

Ciao Francesca, ci parleresti di tuo nonno? Del rapporto che hai con lui?”: non può esistere domanda più complicata. Un viaggio interiore intenso, che mi porta faccia a faccia con i ricordi. Da quando ero più bassa del tavolo della sua sala e chiedevo di essere presa in braccio ad ora, che mi ritrovo a sorreggerlo tenendolo sotto braccio per brevi spostamenti domestici.

A 5 anni Germano per me era “il nonno di Correggio”, l’unico che ho conosciuto, perché l’altro, quello materno, ci ha lasciati troppo presto. E dal nonno di Correggio andavo con Stefano, mio fratello, a giocare in giardino, nel retro della casa. Quante corse, quante cadute, quanti danni, quante risate, quanta libertà.

A 10 anni Germano diventa per me “il nonno che parla molto”, che racconta della sua vita a persone estranee, che vengono anche da molto lontano. E non capisco bene perché abbiano così tanto bisogno di ascoltarlo, ma soprattutto mi sfugge il perché gli pongano così tante domande. Per l’età? Ma ci saranno bene altri anziani che possono rispondere, o è lui particolarmente saggio? Perché proprio lui? E poi questo nome ricorrente “Diavolo”. Perché? A me sembra così buono con noi nipoti.

Poi il 26 marzo del 2007 il buio. Ci saluta Riccarda, lasciando un vuoto inestimabile, che viene quotidianamente colmato dall’amore trasmesso in vita. La nostra famiglia perde un diamante prezioso, molto più di una figlia, una zia, una sorella. E Germano inevitabilmente cambia, dovendo fare i conti con un addio.

Dopo pochi mesi devo affrontare l’esame di terza media e la mia tesina è sulla Resistenza. Un tuffo nel passato che mi permette di capire che mio nonno da giovane era uno di quelli coraggiosi. Eppure a casa non parla tanto della guerra, sono ricordi che vorrebbe rimuovere, anche durante la notte. E così inizio a vivere più da vicino il suo passato e non solo scopro che è rimasto un uomo lucido e coraggioso, ma anche estremamente buono. Perché gente devota al male ha cercato di annullarlo con dieci anni di ingiusta galera, senza ricordarsi però che aveva di fronte un Resistente devoto al bene.

Francesca Nicolini

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