Nive Veroni, una pasionaria

Donna di cultura, protagonista del Novecento correggese

“Nive Veroni. Quasi un’autobiografia” è il nuovo libro pubblicato dal centro culturale L. L. Radice, dedicato alla nostra concittadina protagonista della vita politica di Correggio, e non solo, nella seconda metà del secolo scorso. A Lucio Levrini, autore del libro assieme a Laura Testi e Marta Garosi, abbiamo chiesto un commento. Il libro sarà presentato domenica 12 dicembre alle ore 16 presso il Palazzo Principi. Interverranno il Sindaco Ilenia Malavasi, Laura Artioli, Franca Pinnizzotto, i curatori del libro. Ingresso con prenotazione ed esibizione del green pass.

 

Una nuova biografia femminile?

«Diverse biografie prodotte dal centro culturale hanno protagoniste donne che hanno vissuto a lungo e che hanno lasciato un’impronta profonda lungo tutto il loro cammino di quasi un secolo. Il “secolo breve”, come si dice, ma in cui è capitato di tutto. Mai forse nella storia è successo che una persona nella sua vita abbia assistito a tanti e diversi scenari: dalla penna e calamaio al digitale, dalle ristrettezze al welfare e alla società dei consumi, da un regime autoritario alla repubblica democratica, nata dalla Resistenza e retta da una Costituzione (“la più bella del mondo”), nella quale le donne come la Nive si sono riconosciute adoperandosi poi, da protagoniste, per realizzarla».

 

Partiamo dalle origini di Nive.

«Sono a Mandrio, alla Berlecòuna, la casa popolare di via San Pellegrino, la casa natale di Dorando Pietri: una comunità unita e solidale, che lascerà un’impronta per tutta la sua vita. Anche la vita della Nive fu una lunga maratona. Partita da Mandrio, ha fatto il giro d’Italia dal Sud, al Centro per poi tornare nella sua provincia di origine, ricoprendo importanti ruoli nel mondo associativo, istituzionale e politico».

 

Le altre tappe di questo lungo giro d’Italia?

«A Milano alla scuola di partito, in Sicilia per la campagna elettorale del 1948; una breve sosta a Roma, alla direzione nazionale del Pci (c’è chi dice segretaria di Luigi Longo), poi a Perugia dove compì importanti esperienze politiche e situazioni sentimentali. Qui si legò a un compagno da cui ebbe la figlia Ginevra. . Infine tornò a Reggio Emilia dove ricoprì diversi incarichi: prima all’Api (Associazione Pionieri d’Italia), poi al Comune di Correggio come assessore alla pubblica istruzione, cultura, assistenza, lasciando un’impronta profonda nella costituzione degli Istituti Culturali, infine all’edilizia privata; in seguito tornò a Reggio Emilia alla scuola del Pci. Nive non abbandonò mai la militanza politica e culturale. Fu tra i fondatori del Centro Culturale L. L. Radice, aderì al Centro Luna, un’associazione che aveva come riferimento un raffinato pensiero femminista».

 

Perché quasi un’autobiografia?

«Perché il testo del libro contiene molte pagine tratte dai suoi diari, che Nive curava con tanto affetto, a cui confidava, come a veri amici, la gioia e le preoccupazioni della sua vita. Sono pagine dalle quali emerge tutta la Nive: i suoi affetti, la sua partecipazione continua ai grandi fatti della società, la sua generosità verso chi ha più  bisogno, ma anche una Nive inedita che con amore cura le piante del suo balcone e i canarini nella gabbia; che contempla le stelle con la curiosità di un’astronoma dilettante.

Una personalità complessa, un libro molto ricco, che accompagna il lettore lungo tutte quelle tappe, dove vita pubblica e vita privata si intrecciano. Il libro è arricchito da testimonianze di amici e amiche, di compagni e compagne, che riflettono sui momenti salienti e significativi della vita della Nive».

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