Nasce il registro nazionale per il biotestamento

A correggio sono già cento gli aderenti

Dopo gli ultimi rintocchi attuativi da parte del Parlamento, ha visto la sua definitiva istituzione il Registro Nazionale per le disposizioni anticipate di trattamento (DAT). Con questo provvedimento si è resa legittima e vincolante per tutta l’Italia la legge 205/209 inerente il Testamento biologico, legge definita  più esattamente come “Disposizioni Anticipate di Volontà nei trattamenti sanitari”.

Una legge, quindi, che disciplina la possibilità per le persone di indicare, in vita e in condizioni di lucidità mentale, quali trattamenti e quali terapie si intendano o non si intendano accettare nei casi in cui si venga a trovarsi nelle condizioni di incapacità per esprimere il proprio diritto, nell’acconsentire o non acconsentire alle cure sanitarie proposte dall’Ente medico.

In tal modo il cittadino italiano, sottoscrivendo il documento in essere, acquista il pieno  possesso della propria vita in diritto, in piena garanzia e in rispetto agli articoli 2,3 e 32 della Costituzione, concernenti la tutela dei diritti del cittadino nella scelta, che il medesimo fa  per un fine-vita coerente con i propri convincimenti.

A Correggio oltre 100 dei nostri concittadini hanno compilato il proprio Biotestamento, che ora, uscendo dagli ambiti del registro comunale, approntato con particolare attenzione dall’Ufficio di Stato civile, viene trasmesso e trascritto nel Registro Nazionale di Roma.

La legge 205/209 oggi in piena attualità legislativa, dopo avere superato quasi un ventennio di contrapposizioni politiche oltre che affrontato dure battaglie legali e compromessi in vari testi provvisori, renderà possibile rispettare il diritto dell’autodeterminazione del malato espressa in vita e in piena coscienza, per tutte quelle cure mediche alle quali può venire sottoposto.

Un forte stimolo all’approvazione parlamentare della legge in questione è stato dato dalla recente sentenza del Consiglio di Stato, che dice: “..nessuna visione della malattia e della salute, nessuna concezione della sofferenza e della relativa cura, per quanto moralmente elevata o scientificamente accettata, può essere contrapposta o, addirittura, sovrapposta e comunque legittimamente opposta dallo Stato o dalla Amministrazione sanitaria o da qualsivoglia altro soggetto pubblico o privato, in un ordinamento che ha nel principio della persona il suo fondamento, nella cognizione della propria sofferenza e, correlativamente, nella cura che viene prescritta al singolo malato”.

A nulla, quindi, sono valse le affermazioni e le campagne di contrarietà degli obiettori.

Il Ministro della Salute con le proprie specifiche competenze dovrà ora assicurare l’applicazione delle norme di legge, con le quali si stabilisce che ogni struttura sanitaria  pubblica o privata debba garantire con le proprie modalità organizzative la piena e corretta attuazione dei principi della legge in vigore, sollevando nel contempo i medici dal grave peso di scelte complesse e spesso dolorose.

La libertà di scelta etica che fa il cittadino, sottoscrivendo il testo DAT, tutela il proprio diritto personale all’autodeterminazione in caso di malattia. Logicamente la libertà di scelta esplicitamente espressa attraverso il biotestamento non estende la tutela dei diritti indicati nel testo legislativo a coloro che non hanno proceduto alla relativa sua compilazione e convalida legale.

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