Nada, la combattente

Asioli esaurito per la serata organizzata da Primo Piano "Parole che si cantano anche"

“Forse ho sempre voluto combattere, fin dalla nascita”. In un Teatro Asioli tutto esaurito per l’evento organizzato da Primo Piano, “Nada – Parole che si cantano anche” il 21 marzo scorso, Nada Malanima ha concesso qualcosa di speciale: una conversazione prima del concerto. «Finora non lo avevo mai fatto» ha esordito.

Per una buona mezz’ora si è raccontata al pubblico, insieme alla Sindaca Ilenia Malavasi e a chi scrive, poi un’ora intensa di concerto applauditissimo con Andrea Mucciarelli alla chitarra. In sala, Massimo Zamboni, fondatore Cccp e Csi, con cui Nada ha stretto una lunga collaborazione.

Combattente fin dalla nascita, dunque. “Prima non dovevo nascere (per problemi di salute della madre ndr), e ho dovuto combattere, poi mi volevano far cantare e io non volevo, e ho dovuto combattere, poi non volevano più che cantassi, e ho dovuto combattere. Un combattimento continuo!”

Nada rappresenta un caso nella musica italiana. Debutta come cantante nel 1969 a 16 anni a Sanremo con “Ma che freddo fa”, poi, dopo pochi anni, con tenacia, passione e duro lavoro è autrice dei propri testi e della musica, attrice, danzatrice, scrittrice (ha pubblicato cinque libri), affrancandosi dalle major, scegliendo etichette indipendenti, attraversando generi diversi e mantenendo sempre credibilità e coerenza. 

Una vita segnata da grandi sentimenti e profondi dolori, tinte che si ritrovano nella sua opera e di cui ha parlato con noi. «Più divento grande più voglio capire che cosa è il dolore nella nostra vita. Bisogna imparare a conviverci, a elaborarlo, a farlo diventare una forza. Ne parlo molto, soprattutto nei miei libri». 

Il cantare è un bisogno interiore. «Ci ho messo un po’ di tempo a capire la bellezza di quello che faccio. Penso che attraverso la voce, il canto, esca il mio modo di essere. Raccontare un punto in cui io mi trovo, quello che sento, quello che vedo».

Nada ha raccontato l’infanzia nel libro “Il mio cuore umano” del 2008 diventato film nel 2019 “La bambina che non voleva cantare”, visibile su Rai Play. Il percorso musicale è invece raccontato nell’essenzialità con parole e musica nel libro e nei cd “Materiale domestico. Un’autobiografia 2019-1969”. Tra le ultime produzioni il cd “E’ un momento difficile, tesoro” e la stupenda “Mille stelle” scritta e cantata sulla musica di Andrea Farri per la serie tv “Noi” in onda in questo periodo su Rai Uno.

Tra i brani più famosi cantati nello spettacolo, “Luna In Piena”, “Sul porto di Livorno”, “Senza un Perché”, “O Madre”, “Stasera non piove”, “Ma che freddo fa”, “Amore disperato”, “Grazie”, una “Maremma” da brividi.

Una grande coerenza nonostante tante scelte diverse. “Seguo me stessa. Ho sempre pensato che le cose che faccio è bene le decida io, nel bene e nel male. Quando fai musica ci sei tu, la tua vita, è una cosa importante. Quindi non mi butto nelle situazioni per profitto o perché qualcuno dice ‘ti conviene’. Ho rinunciato a tante cose, ma con consapevolezza e ho seguito il mio istinto».

L’evento, originariamente pensato per l’8 marzo, ha piuttosto incontrato i drammi del conflitto presente. Rispetto alle mamme e ai bambini in arrivo dall’Ucraina, la Sindaca ha descritto l’accoglienza in provincia e a Correggio. «Dovremmo essere sempre così» ha commentato Nada. La Sindaca ha infatti descritto la grande solidarietà manifestata sempre dai correggesi verso tutte le emergenze umanitarie e migratorie, e ha anticipato che si sta lavorando per ospitare a Correggio una compagnia di balletto di Kiev, «anche la cultura va sostenuta». 

La serata con Nada organizzata da Primo Piano è stata possibile grazie collaborazione del Comune di Correggio e al contributo di Conad Correggio, Mini Motor spa, Cantine Riunite & Civ, CRI-Man spa.

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