Mille colori hanno sfilato per la pace

La Comunità Sikh di Correggio ha festeggiato il Vaisakhi

In una bellissima giornata di sole primaverile, l’ultimo sabato di aprile, le strade di Correggio si sono riempite di colori accesi, di fiori profumati, di uomini, giovani, donne e bambini che hanno festeggiato il Vaisakhi, la principale festa religiosa della Comunità Sikh.
Per cercare di conoscere più da vicino questa realtà e per coglierne la ricchezza ho incontrato Sharnjit Kaur Sarao, mamma di tre ragazzi, in Italia dal 1997 e lavoratrice a tempo pieno. Incontro Sharnjit nel suo negozio di abiti indiani, in Via Roma, e mi racconta che da quando è arrivata in Italia ha avviato un’attività di import-export di prodotti alimentari indiani: oggi, oltre a queste due attività, gestisce due attività di ristorazione, Sharnjit è la Presidente del Tempio Sikh di Correggio, aperto in via Mons. Bonacini nel 2017.

Sharnjit, ci racconti come si svolge e che significato ha il Vaisakhi?
«Il Vaisakhi celebra la nascita del Sikhismo e si festeggia con una processione ricca di colori, canti e profumi che parte dal luogo di culto per poi snodarsi lungo diverse vie del paese. Questa festa rappresenta il battesimo di questa nostra religione, ricordando la nascita nel 1699 del Khalsa ad opera del decimo Guru Sikh. Ma il Vaisakhi è anche la festa del raccolto, dell’arrivo della primavera e del nuovo anno. Quindi per gli indiani Sikh è sia un momento festoso per celebrare la nuova stagione che l’occasione per ricordare con orgoglio le proprie origini e la propria identità religiosa. Migliaia di persone hanno sfilato lungo le vie di Correggio. Dalle auto gli altoparlanti trasmettevano preghiere e musica. Gli uomini spargevano l’acqua per pulire le strade e per permettere il passaggio del Libro Sacro e dei cinque beniamini. Lungo questo corteo coloratissimo è inoltre possibile assistere alle esibizioni di gatka, un’arte marziale indiana, ed al rientro presso il Tempio ogni fedele e ogni visitatore è invitato a degustare specialità di cibo indiano».

La Comunità indiana, in particolare proveniente dalla regione del Punjab, è certamente una delle comunità migranti più numerose a Correggio: grazie all’Associazione Benessere Sikh, di cui sei Presidente, avete aperto da ormai cinque anni il vostro luogo di culto. Quali sono le attività che svolgete all’interno?
«Il Tempio Sikh viene chiamato “Gurdwara”: nella stanza principale è presente la Sacra Scrittura che viene utilizzata per la preghiera quotidiana. All’interno è inoltre sempre aperto il langar, dove chiunque ne faccia richiesta può ottenere gratuitamente un pasto vegetariano; nel weekend è possibile frequentare corsi di lingua italiana e di lingua punjabi, oltre che partecipare a lezioni di gatka e di strumenti musicali tipici indiani (tabla, harmonium, sitar)».

Per i sikh il Vaisakhi è una grande occasione per potersi conoscere e per condividere sentimenti di pace con tutti i correggesi

Passeggiando lungo il vostro corteo, così come quando ci incontriamo sotto ai portici, è piuttosto semplice notare simboli esteriori che contraddistinguono un fedele di religione Sikh…
«È proprio così, i membri osservanti della Comunità sono riconoscibili da alcuni elementi come il turbante e le barbe lunghe. Alcuni altri poi sono i simboli che ogni fedele è tenuto a portare sempre con sé, alcuni visibili come un bracciale di ferro nella mano destra ed altri più nascosti come il pettine per raccogliere i capelli sotto al turbante. Emblemi che raccontano la complessità di questa nostra religione che si fonda sull’onestà, sull’impegno nel lavoro e nelle relazioni umane e sulla condivisione con gli altri di tutto ciò che si ha».

È per questo vostro spirito solidaristico che avete deciso di intitolare questa vostra iniziativa “Camminata per la Pace”?
«Sì, per noi è importante che questa iniziativa possa essere la festa di tutti, di tutte le religioni, che possa essere una giornata di pace e di condivisione, un’occasione per poterci conoscere, per poter raccontare le nostre tradizioni e per poter trascorrere una giornata insieme. Per noi è davvero uno scambio e un’occasione di conoscenza importante. Speriamo di poter continuare a fare questa iniziativa con l’auspicio ed il desiderio che possano partecipare sempre più cittadini di Correggio, perché è proprio grazie alla conoscenza ed alla costruzione insieme che possiamo crescere ed imparare a non aver paura della diversità e del pregiudizio».

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