Merito e solidarietà per una crescita sostenibile

Carlo Cottarelli agli studenti dell'Einaudi

«Quanto ancora può aumentare il debito pubblico, dato che ad oggi è superiore al 160%? Si possono correggere gli errori fatti in passato? I finanziamenti ottenuti dall’Unione Europea sono davvero così convenienti?». Questi sono solo alcuni dei quesiti che gli studenti delle classi terminali dell’indirizzo economico dell’Istituto Luigi Einaudi di Correggio hanno posto al professor Carlo Cottarelli, nel corso dell’incontro on-line, tenutosi lo scorso 29 aprile, dal titolo “Per riveder le stelle – Oltre il nostro resistibile declino” organizzato da Primo Piano Incontri e condotto da Giacomo Bigliardi.

«La situazione che attualmente stiamo vivendo necessita di essere compresa, in modo da attuare scelte consapevoli. Seppur in ritardo, siamo ancora in tempo», dicono i ragazzi.

Carlo Cottarelli – economista famoso a livello internazionale, già Commissario alla Spending Review e volto noto anche al pubblico televisivo – ripercorrendo i principali temi trattati all’interno del suo ultimo libro “All’inferno e ritorno – per una ripresa economica e sociale”, ha esposto con parole chiare e ponderate il proprio punto di vista rispetto alla situazione italiana attuale.

Partendo dalle crisi sanitarie ed economiche dettate dalla pandemia, con una crisi finanziaria solo sfiorata, Cottarelli ha esposto un’analisi critica della differenza tra debito buono (quello contratto per favorire la crescita) e debito cattivo, per poi fornire una propria chiave di lettura della ripresa economica e sociale sulla quale interrogarsi. Le politiche economiche degli ultimi anni hanno mirato ad obiettivi immediati e poco lungimiranti, viceversa occorre adottare politiche orientate ad una giustizia sociale ispirata da principi chiave come quello dell’uguaglianza di possibilità e del merito, accompagnati da un certo grado di solidarietà. Così sostiene l’economista.

In che modo il principio di uguaglianza di opportunità è rispettato nel nostro Paese? I ragazzi studiano, si informano, fanno del loro meglio. Tuttavia spesso si vedono superati da coetanei con mezzi differenti dai loro, mezzi superiori, e non si vedono riconosciuti i loro meriti.

«Dovremmo essere noi giovani a parlare di questo, a tentare di porre rimedio a queste disfunzioni, ad impiegare il tempo in modo più costruttivo, invece di preoccuparci unicamente di ricevere quanti più like possibili da una foto pubblicata sui social», affermano.

Un altro aspetto che è stato tenuto in considerazione è quello di uno sviluppo che, oltre ad essere economico, sia rispettoso dell’ambiente. Sicuramente per poter conseguire un obiettivo di tale portata sono necessari investimenti sia in ambito pubblico che privato, che purtroppo non tutti (famiglie e imprese) sono disposti a sostenere. Una crescita di questo genere può presentare una percentuale di vantaggi molto elevata, ma per poter arrivare a questo è necessario partire a monte, dalla mentalità delle persone, che al giorno d’oggi non hanno fatto propria l’ottica del cambiamento sostenibile ma continuano a vedere come unico scopo del proprio lavoro l’arricchimento materiale.

I ragazzi sono ben consapevoli che il cambiamento deve venire in primis da loro, come singoli cittadini, che uniti possono fare la differenza. «Consideriamo inutile lamentarci continuamente di provvedimenti presi da persone alle quali siamo stati noi cittadini ad attribuire potere. Crediamo dunque che questa situazione di emergenza possa lasciare qualcosa di positivo alle persone, se in grado di coglierlo, e che sia arrivato il momento di guardare ad un futuro rinnovato e più giusto», concludono infine i ragazzi che hanno partecipato all’incontro.

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