Meningite, un’epidemia mediatica

Meningite, un’epidemia mediatica

Ogni allarmismo è ingiustificato, spiega il dottor Gherpelli

Le notizie apparse nei quotidiani e nel web sui recenti casi di meningite responsabili di malattia e a volte anche di decessi, hanno seminato l’allarme tra la popolazione. Anche a Correggio noi medici di base siamo stati assaliti da richieste di tanti assistiti che, spaventati da queste notizie, volevano fare la vaccinazione antimeningococcica. Con i servizi di igiene pubblica della nostra Ausl abbiamo analizzato il problema con rigore. Abbiamo invitato i cittadini a ragionare, senza farsi prendere dal panico. In Italia, va detto, i casi di meningite sono sostanzialmente costanti da numerosi anni. Siamo tra i Paesi europei con i numeri più bassi. Solo in Toscana c’è stato un aumento anomalo di casi, spiegato con la circolazione di un clone di meningococco particolarmente aggressivo. Lì la Regione ha prontamente intensificato l’offerta vaccinale a favore della popolazione.
In Emilia-Romagna i casi di infezione sono invariati rispetto agli anni scorsi, proprio come a livello nazionale. Pertanto l’allarme è stato giustamente ridimensionato anche in base a tali dati statistici. Non c’è nessuna emergenza meningite. Come hanno asserito autorevoli fonti mediche nazionali, l’epidemia è mediatica e il patogeno, che si è moltiplicato a dismisura, contagiando giornali e lettori, è semplicemente la notizia giornalistica.
Restando a Correggio, è bene ricordare che le vaccinazioni obbligatorie in genere nell’età infantile, oltre alla vaccinazione antiinfluenzale che quest’anno ha avuto una buona diffusione, vengono fatte metodicamente e con una affluenza molto alta. Le nostre strutture sanitarie sono ben attrezzate per la prevenzione e la nostra popolazione risponde con percentuali molto alte a tali campagne. Ciò è frutto della credibilità che la medicina di base e i servizi pubblici preposti alla salute si sono guadagnati sul campo in tanti anni.
Tornando alla meningite, il “calendario vaccinale” dell’Emilia-Romagna prevede che la vaccinazione antimeningococcica venga effettuata in età pediatrica e in utenti con particolari condizioni di rischio.
Viene fatta la chiamata attiva ai nuovi nati e agli adolescenti di 14 anni. Nel corso del 2017, anno in cui si completerà la vaccinazione con la chiamata dei nati nel 2003 e 2004, si raggiungerà la copertura vaccinale di tutti i nati dal 1990 in poi. I portatori sani del meningococco, che sostengono la trasmissione del batterio, sono più frequenti tra i più giovani. Quindi solo raggiungendo una copertura molto elevata nella fascia d’età 10-20, si può ottenere l’interruzione della catena di contagio. Negli adulti la vaccinazione non è raccomandata a meno che siano presenti fattori di rischio o patologie croniche che comportino la riduzione delle difese immunitarie. La nostra Regione offre poi gratuitamente la vaccinazione a chi si reca in maniera continuativa per studio o lavoro in Toscana. Dato che le infezioni delle prime vie respiratorie possono determinare un maggior rischio di malattia meningococcica, è naturale che la migliore prevenzione su larga scala resti la vaccinazione contro l’influenza del maggior numero di persone. Un obiettivo sempre perseguito dalla nostra Ausl.

Nemesio Gherpelli
Medico di medicina generale e referente cure primarie del distretto di Correggio

Leggi questo e altri articoli su Primo Piano di Marzo 2017

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