Mattoni ma anche cuore per fare una casa

Dal muratore Lauro Tarasconi all’impresa di oggi

Sessant’anni di attività. Un traguardo. Anni che per una signora possono cominciare a segnare qualche ruga, che per un’azienda segnano invece un successo sicuro. Un successo che lascia un segno tangibile nella comunità. Se l’azienda poi è un’impresa edile, di segni tangibili ne lascia senz’altro parecchi. Parliamo della ditta Tarasconi Lauro snc, nata nel 1962, conosciutissima a Correggio per aver dato una dimora a tante famiglie. Una dimora dove vivere, non solo abitarci. Possiamo vedere un piccolo stralcio dei loro lavori nella galleria fotografica del loro sito internet, dove si legge che “per costruire un edificio servono le mani, ma solo il cuore può costruire una casa”. L’azienda è condotta oggi da Maurizio e Cinzia Tarasconi, figli del fondatore. È proprio con quest’ultima che ho potuto conoscere meglio la realtà aziendale, chi l’ha creata e fatta grande. Incontro Cinzia in viale Vittorio Veneto a Correggio, dove si trovano gli uffici della ditta che ha sede operativa in via Fosdondo 9. Mi colpisce immediatamente un quadro alle sue spalle, dove campeggia un diploma col quale si rilascia la “qualifica di muratore” a Tarasconi Lauro. Da quand’è che per fare il muratore viene rilasciato un diploma? Mi chiedo e le chiedo. Vedo che venne rilasciato a Lauro Tarasconi nel lontano 1962. A Cinzia brillano gli occhi al pensiero del papà. Immediatamente i ricordi corrono a lui, al padre, all’imprenditore e all’uomo che è stato.

 «Quando penso a mio padre mi commuovo e mi rallegro nello stesso tempo, al pensiero di quanto era allegro, positivo, capace nel suo lavoro e nella vita. Purtroppo – continua Cinzia con un velo di tristezza – è venuto a mancare troppo presto a settantasette anni. Aveva ancora molto da dare e da darci, ma esattamente tre anni fa, nel dicembre del 2020, l’avversario contro cui combatteva da tempo ha avuto la meglio. E proprio in dicembre lo voglio ricordare attraverso una tenera tradizione a cui teneva molto: gli auguri di Natale. Li inviava personalmente ai suoi clienti, ai fornitori, agli amici, per posta o telefonando. Al telefono non era necessario che si presentasse, lo riconoscevano dal suo tono, dalle sue battute e a volte dal suo carattere rigoroso».

 Una persona speciale dunque. Chiedo a Cinzia quale poteva essere una sua caratteristica, quale frase potrebbe ricordarlo e dipingerlo al meglio. «La sua testardaggine nel voler eseguire un lavoro a cui molti avrebbero rinunciato. “Non ci sono mai problemi – diceva – la soluzione si trova sempre”. Parlava sempre in dialetto; quando andava a vedere una casa, la prima cosa che guardava era il livello del marciapiede rispetto al manto stradale. Esordiva dicendo: “la cà la gà da réder, mìa da pianzer” (la casa deve ridere, non piangere). Se in cantiere vedeva persone che facevano cose sotto la sua soglia di tolleranza, commentava: “a ghè quèl in dl’aria …” (c’è qualcosa nell’aria)».

 Lauro è nato nel 1943. Giovanissimo, ha cominciato a fare il manovale per una ditta di Correggio. Ha fatto solo le scuole elementari, ma la scuola di vita e le sue capacità hanno fatto il resto (e in modo egregio, direi). Come ricorda ancora Cinzia: «Ha frequentato la scuola edile di Reggio Emilia prendendo il diploma di qualifica il 26 marzo 1962. Da qui acquistò la sua prima carriola e la sua prima betoniera, per poi creare una grande e bellissima storia che tuttora rimane nella mente delle persone a cui ha dato una casa, un luogo dove vivere e crescere la famiglia. Abbiamo continuato il suo lavoro: ancora oggi progettiamo, costruiamo e ristrutturiamo edifici con passione, serietà e professionalità, non dimenticando mai che le nostre case sono le vostre case e che ogni progetto è prima di tutto il vostro progetto di vita».

 Appassionato di motori, negli anni novanta Lauro Tarasconi aveva gareggiato in varie competizioni nazionali tra cui la Super 5 Turbo, trasferendo poi la passione per i motori anche al figlio Maurizio e successivamente al nipote Alex.

Chiedo a Cinzia se Lauro ha fatto proprio tutto da solo o se ha avuto al suo fianco qualche persona speciale. «Mia mamma Orianna è stata la sua roccia”, come diceva lui, sempre al suo fianco sin dall’inizio. Senza di lei non sarebbe arrivato ai risultati che ha ottenuto. Orianna era ed è tutt’ora una grande donna. Dagli inizi degli anni ottanta è stato accompagnato nel suo lavoro anche da mio fratello Maurizio, che tuttora continua egregiamente e con grande impegno quell’opera iniziata ormai sessant’anni fa. Mio padre diceva sempre: “Maurizio mi ha superato, sia come precisione che come ingegno”. Non posso che essere d’accordo con lui».

 Grande impegno, dunque, e grandi soddisfazioni. Cinzia mi ricorda come, con la sua testardaggine, Lauro fosse riuscito a costruire una palazzina con ben diciassette appartamenti in soli undici mesi, lavorando giorno e notte: era incredibilmente fiero di quel risultato. A seguito dei due terremoti del 1996 e del 2012, diverse persone gli telefonarono e lo ringraziarono perché la loro casa “non aveva fatto crepe”.

 Chiedo a Cinzia, che nel suo ruolo aziendale cura i rapporti con la clientela e i fornitori, cos’è oggi la Tarasconi Lauro snc. «Ad oggi mia madre, mio fratello ed io stiamo continuando a tenere alto il nome di Lauro Tarasconi seguendone le orme, affiancando passo passo i nostri clienti. Cerchiamo di soddisfare al meglio le loro richieste e ringrazio, a nome di tutti noi, le persone che ci hanno dato, ci danno e ci daranno in mano i loro sogni per costruire o ristrutturare la loro casa. Mettiamo a disposizione la nostra squadra per garantire lo studio delle soluzioni abitative più appropriate, nel giusto rispetto delle loro esigenze».

 Nel ringraziare Cinzia per la bellissima chiacchierata, voglio citare quel passaggio del loro sito dove traspare la filosofia del loro fondatore e di chi ne continua l’opera. “Chiunque, ad un certo punto della propria vita, cerca un posto non soltanto per dormire, ma anche per sognare. Un posto dove crescere una famiglia con amore, un posto non solo per trovare riparo dal freddo, ma anche un angolino speciale da cui ammirare il cambiamento delle stagioni; un posto non semplicemente dove fare passare il tempo, ma dove provare gioia per il resto della propria vita”.

Perché, come abbiamo detto sopra “per costruire un edificio servono le mani, ma solo il cuore può costruire una casa”.

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