Mabo, artisti della minuteria

L’azienda di Malavasi e Bonaccini compie 50 anni

Non si tratta soltanto di mezzo secolo. Per un’azienda come MABO i 50 anni sono un traguardo fatto di fatica e conquiste da festeggiare alla grande, con preparativi accurati, coinvolgendo tutte le persone protagoniste nell’impresa: soci, dirigenti, dipendenti. Così, sabato 21 settembre, il grande capannone di Via Martiri di Cervarolo, che solitamente ospita il cuore dell’attività produttiva, si è trasformato in un’accogliente sala dove si sono celebrati i cinque decenni di vita di un impresa nata per iniziativa dei due soci, Salvatore Bonaccini e Ivan Malavasi. Due ragazzi, allora, con storie e ideali diversi, ma con la stessa aspirazione: non essere più semplici operai dipendenti e diventare imprenditori.

Nasce così nel 1969 nel piccolo garage di Salvatore a Mandrio, in via Spagnoli, la Ma.Bo.Elettromeccanica: l’ambizione, grazie all’acquisto del primo tornio parallelo, è quella di creare prodotti elettromeccanici oltre che particolari torniti per conto terzi. La produzione di automazioni per campane ed orologi per le torri campanarie sarà per un decennio una parte importante del fatturato e darà la possibilità ai soci fondatori di essere parte integrante del tessuto produttivo correggese, stimolando e partecipando alla vita pubblica cittadina, allora come oggi. Gli anni ‘80 sono per MABO uno spartiacque tecnologico: dai settori di riferimento ci si orienta sulle minuterie meccaniche di precisione.

Grazie alla voglia di innovare e all’intuito imprenditoriale, gli investimenti tecnologici in quegli anni si concentrano sull’allora poco conosciuta tecnologia della “fantina mobile”.

Pochi in quegli anni, sul territorio reggiano, erano in grado di offrire know-how nell’ambito di quei piccolissimi particolati torniti. Grazie alla lungimiranza di Ivan e Salvatore, la crescita e l’ampliamento sono costanti e danno la possibilità all’inizio degli anni 90 di attuare una vera e propria rivoluzione, sostituendo i macchinari meccanici con quelli a controllo numerico. La flessibilità e la qualità diventano la forza che fa progressivamente incrementare il pacchetto clienti. Dalla provincia di Reggio Emilia si superano i confini regionali fino ad annoverare tra i clienti alcune multinazionali che hanno sede nel nord Italia.

Arriva poi il tempo della certificazione di Qualità, che fa crescere MABO e la qualifica come azienda leader nella subfornitura di minuterie meccaniche di precisione. Inizia così la produzione di particolari automotive e oleodinamici.

Le parole chiave che accompagnano gli anni 2000 sono quelle della riflessione sulla crescita dei clienti, sull’inserimento di nuove tecnologie e sulla differenziazione dei vari mercati.

Salvatore ed Ivan hanno sempre avuto ben chiaro il progetto di crescita. La loro passione ha fatto maturare con gli anni il loro spirito artigianale facendolo diventare imprenditoriale.

Nel 2008 viene posata la prima pietra del nuovo insediamento produttivo che da lì a dieci anni trasformerà la MABO da piccola a media impresa, raddoppiando la superficie produttiva, le risorse umane ed il fatturato.

Dal 2010, grazie alla nuova policy commerciale e di marketing, i mercati esteri ed importanti player internazionali conoscono il nome MABO. e la accreditano come partner per sviluppare importanti progetti. Lo stesso senso di responsabilità nei confronti del proprio territorio, l’attenzione e la stima dei dipendenti ha portato l’azienda a trasformare il suo modello di gestione ambientale in certificazione ambientale installando inoltre pannelli fotovoltaici. Arriva così nel 2016 la certificazione automotive che fa rientrare MABO nel club dei fornitori accreditati del settore.

A distanza di 50 anni la consapevolezza di voler investire si trasforma in ambizione di espansione e di posizionamento del brand MABO sui mercati più importanti. La conclusione di questo mezzo secolo è il vanto di avere un +26% di fatturato nel 2018 rispetto all’anno precedente.

Il territorio come valore ha fornito lo spunto per partecipare a progetti in ambito locale come l’elettrificazione per il suono delle campane della torre campanaria della chiesa di San Quirino a Correggio. La sostituzione dell’orologio a carica meccanica con uno a carica elettrica nella torre civica oltre che il montaggio dell’orologio all’interno del teatro Asioli.

Questa attenzione allo sviluppo del tessuto socioeconomico locale e al coinvolgimento delle maestranze persistono tutt’ora. La serata del 21 settembre, preceduta da una giornata di porte aperte alla cittadinanza, è stata l’occasione per ringraziare tutte le persone che ogni giorno, da cinquant’anni a questa parte, hanno dato impulso a questa realtà produttiva correggese.

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