L’Ovile porta accoglienza e solidarietà a Correggio

Un nuovo direttore, l’impegno di sempre

Cambio di guardia alla Cooperativa di solidarietà sociale “L’Ovile” di Reggio Emilia: Daniele Marchi è stato nominato assessore al bilancio al Comune di Reggio Emilia, ha preso il suo posto alla direzione della cooperativa il correggese Gabriele Mariani, già vicedirettore.
Abbiamo incontrato lui e Valerio Maramotti, presidente della cooperativa, per conoscere meglio questa realtà che opera anche sul territorio di Correggio.

Valerio Maramotti, 44 anni, sposato e con una figlia affidataria 19enne, è presidente e socio fin dalla fondazione della Cooperativa nel 1993.

«La Cooperativa è nata per rispondere al bisogno lavorativo delle persone accolte presso la Casa dei Servi della Chiesa, con l’obiettivo di offrire inserimento lavorativo a persone in stato di bisogno o disagio, ed è diventata Cooperativa mista di tipo A-B nel 1996 aggiungendo i servizi di accoglienza. Condividere e cercare di rispondere ai bisogni delle persone che si incontrano, soprattutto le più emarginate e in difficoltà: questo è il punto di partenza della cooperativa.

Le attività e i servizi sono fra loro molto diversificati e questo ha permesso a L’Ovile di affrontare gli anni di crisi senza particolari criticità, alcuni settori e servizi hanno trascinato quelli più colpiti dalla contingenza economica».

 

Gabriele Mariani, 40 anni, correggese, sposato con 3 figli, lavora per la Cooperativa dal 2008, si occupava prevalentemente di inserimenti lavorativi in laboratori di assemblaggio. «Il 12% dei dipendenti è inserito nei laboratori dove è possibile un accompagnamento e un’osservazione costante delle persone, prevalentemente pazienti psichiatrici, ex-detenuti, ex-tossicodipendenti, invalidi civili; ma si offrono opportunità anche a persone in condizione di svantaggio sociale, come ragazze che escono da percorsi di sfruttamento della prostituzione e persone in gravi difficoltà economiche».

Da segnalare il progetto del laboratorio in carcere attivato nel 2015, grazie alla collaborazione con l’azienda Veroni Salumi di Correggio.

Il servizio delle pulizie è nato con l’idea di dare risposta al bisogno lavorativo di donne in difficoltà e ha visto crescere rapidamente il numero di occupati e di fatturato arrivando a coinvolgere il 21% dei dipendenti (di cui l’80% donne).

Il settore ambientale (raccolta carta e spazzatura delle strade) accoglie ancora un terzo dei dipendenti della cooperativa.

Tre strutture sono destinate all’accoglienza di persone sottoposte a misure penali alternative con le quali si predispone un progetto di educazione e risocializzazione, quattro strutture sono deputate all’accoglienza di persone in uscita dall’ex OPG (Ospedale Psichiatrico Giudiziario) o in carico ai servizi di salute mentale.

I laboratori socio-occupazionali del settore assistenziale a Mancasale e a Rubiera accolgono circa 55 adulti in condizione di disabilità tali da pregiudicare l’inserimento lavorativo. Questi progetti sono realizzati in collaborazione con i servizi sociali dei comuni della provincia, anche di Correggio.

Non solo. La Cooperativa promuove esperienze di economia solidale attraverso la produzione di prodotti a marchio “L’Ovile”, sostenendo progetti di agricoltura sociale e gruppi di acquisto solidale. Inoltre, attraverso le proposte educative del settore formazione “Ecosapiens”, promuove nelle scuole e in ambienti pubblici la diffusione di stili di vita corretti, di consumo consapevole e rispetto dell’ambiente.

«Infine, -aggiunge Gabriele Mariani- ci occupiamo di accoglienza di migranti e richiedenti asilo. La cooperativa partecipa alla rete temporanea d’impresa con la cooperativa “Dimora d’Abramo”: in particolare si occupa di seconda accoglienza gestendo i migranti in piccoli appartamenti, della capienza di 3-4 persone, come quelli presenti in via Lidice a Correggio. Il Consiglio d’Amministrazione ha deciso di reinvestire tutto l’utile di questo settore in progetti risocializzanti e in tirocini per i migranti stessi».

Abbiamo chiesto al presidente quali sono le difficoltà che incontrano su questi progetti: «Sicuramente, i tempi di attesa per la valutazione delle pratiche da parte delle commissioni generano lungaggini burocratiche frustranti e incomprensibili sia per i cittadini che per i richiedenti stessi. Difficile risulta anche reperire alloggi sul mercato: ci sono paura e rabbia da parte dei cittadini, in parte legate alla disinformazione e alla non conoscenza, in parte ai tempi lunghi della burocrazia. L’Ovile cerca di fare un lavoro di mediazione, accompagnando le persone nel contesto sociale, aiutandole a costruire relazioni: solo attraverso la conoscenza e la relazione si possono superare le paure».

Ci salutiamo facendo al presidente e al nuovo Direttore i nostri migliori auguri di buon anno e di buon lavoro.

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