L’opera del correggio, un inno gioioso

Un nuovo volume di Giuseppe Adani

La singolare carenza di notizie storiche certe sulla figura e sull’opera del Correggio, alcuni fraintendimenti, anche cronologici, non poche difficoltà di interpretazione di varie opere, fanno del nostro Antonio Allegri un enigmatico, originale, immenso artista, la cui grandezza è motivo di indagini sempre nuove, ricerche iconografiche, consultazioni degli archivi e delle opere.

Per quanto se ne sia già discusso e scritto da parte di appassionati e critici illustri, nonché nuove conoscenze e recenti ritrovamenti, il grande amore (aggiungo io) per il più illustre concittadino, hanno spinto Giuseppe Adani a questa nuova impresa: Correggio, il genio, le opere. Il professor Adani ha lavorato una vita per l’insegnamento nella scuola e per la cultura, per il Correggio e la fama della nostra città, per la Fondazione dedicata al pittore e il Museo Civico. Questo nuovo studio globale è un vero e proprio nuovo catalogo, edito da Silvana Editoriale. Nelle duecentoquaranta pagine del libro, attraverso le splendide riproduzioni ed il racconto puntuale, colto, elegante si ripercorre l’avventura pittorica di Antonio Allegri, se ne spiega l’estetica, si interpretano le opere, si decodificano figure, avvenimenti, grazie alla conoscenza delle numerose fonti religiose e laiche e a qualche intuizione nuova e sorprendente. Approfittiamo della amicizia per porre all’autore alcune domande.

Quali motivazioni, caro Giuseppe,

ti hanno spinto a questa impresa?

«Il primo motivo scaturisce dalla gioia continua che provoca la vicinanza con il Correggio; questa monografia è tutta un inno gioioso. Ogni persona deve parteciparvi.

Il secondo motivo, concomitante, è quello di onorare sempre più la nostra città, il cui nome è celebre nel mondo grazie a lui, il pittore universale. Vi è un terzo motivo contingente: stanno scorrendo tutti i quinti centenari delle opere celebri del Correggio. Abbiamo celebrato quello della “Madonna di Fan Francesco” e quello della “Camera di San Paolo”, con due splendide pubblicazioni speciali. Ora scocca il quinto centenario (1521) della meravigliosa e nuovissima cupola di San Giovanni a Parma. Qui la nostra città deve concordare con Parma un evento che abbia una eco internazionale fortissima».

 

Mi dicevi che il Correggio è una fonte inesauribile da studiare e attorno al quale scrivere. Si scoprono ancora fatti nuovi ed interessanti?

«Per chi lo studia continuamente avvengono delle maturazioni sempre più interessanti sul grande pittore. Un motivo importante è stato poter dare questa composizione, dopo molti anni nei quali al cittadino, al ricercatore, è mancata una monografia.  Si tratta di una monografia in senso moderno, ovvero una “guida” per tutti coloro che desiderano conoscere il Correggio, studiarlo di più e goderne l’opera completa nelle bellissime riproduzioni d’arte di Silvana Editoriale. Abbiamo potuto riordinare in modo importante la cronologia dell’Allegri e pubblicare le ultime opere autografe, che sono state identificate con studi e analisi».

 

Ripercorriamo alcune mostre, come quella del 2008 a Parma, quella alla Galleria Borghese di Roma e quella alle Scuderie del Quirinale del 2016, di Mosca nello stesso anno, di Senigallia e il Cinquecento a Polirone a San Benedetto Po nel 2019-2020.

Ma torniamo al libro del professor Adani. Le preziose, eccellenti riproduzioni e l’attenta lettura di ogni opera dell’Allegri suscitano una profonda nostalgia per le opere originali. Sgorga immediato il desiderio di tornare a contemplarle.

Ci soffermiamo a conversare, con l’entusiasmo degli esploratori, a proposito della scoperta di nuovi originali come la Sant’Agata martire, La Maddalena leggente, (prossimamente verrà pubblicato un libro interamente dedicato a lei), la ricomparsa del Giovane che fugge durante la cattura di Cristo, gli affreschi restaurati nel refettorio di San Benedetto in Polirone (ai quali Adani dedica ben venticinque pagine della monografia), la teologia insita nella grande opera, la filosofia, i richiami biblici.    Continua Adani, riferendosi alla sua opera: «Qui si rivaluta sommamente il ruolo trainante del Correggio su tutta la pittura europea nel momento stesso in cui il classicismo rinascimentale italiano segna il suo limite estremo. Il recente plauso del popolo di Correggio e di molti studiosi sulla trasmissione televisiva di RAI Cultura è una prova vivissima del gradimento che si espande intorno al Correggio. È l’artista nuovo che apre i secoli moderni».

Grazie Giuseppe. Conversando con te, il Correggio riemerge in tutta la sua bellezza.

Leggendo la monografia se ne apprezza la bellezza delle immagini, le splendide riproduzioni, la capacità di sintesi e di semplicità nelle spiegazioni delle opere, la chiarezza della cronologia, ma soprattutto la suggestiva e insita atmosfera che ne scaturisce. Ci fa sentire quel piacere che faceva dire a Stendhal: “Di concreto c’è soltanto il piacere tenero e sublime che ci danno la musica di Mozart e i quadri del Correggio”.

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