Lo sport correggese ha retto alla pandemia

L’assessore Elena Veneri: ora si riparte con entusiasmo

Tempo di ferie, tempo di vaccini, tempo di green pass: quale miglior momento per fare il punto sulla situazione istituzionale dello sport correggese, prima dell’auspicabile ritorno alla normalità?

Dopo tanti mesi di difficoltà, a che punto sono le società, gli enti sportivi con gli investimenti, i finanziamenti? Hanno ricevuto sostegni pubblici le società sportive correggesi? Questo il nostro interesse.

Ne parliamo con Elena Veneri, assessore allo sport del nostro Comune.

 

Assessore Veneri, mettiamola giù facile, per modo di dire: come siamo messi? Facendo un quadro generale dello sport a Correggio, possiamo essere ottimisti?

«È tutto fuorché semplice “dirla facile”, ma, se vogliamo semplificare, possiamo dire che lo Sport Correggese ha resistito e, finalmente, RIPARTE.

Correggio può davvero contare su un patrimonio sportivo di Società, Dirigenti e Volontari davvero straordinario, che ha saputo farsi carico delle complicazioni della Pandemia gestendole in maniera esemplare. Non solo. Nei momenti di grande emergenza sanitaria, hanno manifestato un forte senso di responsabilità e, mi permetto di sottolinearlo, di grande senso della comunità, condividendo anche insieme all’Amministrazione la scelta difficile di sospendere alcune attività prima che la normativa lo imponesse.

Adesso è il momento di ricominciare: in sicurezza e con attenzione, nel pieno rispetto di tutte le norme anti-covid, ma con tutto l’entusiasmo e l’energia di cui di cui siamo capaci».

 

Quali sono state le richieste più pressanti delle società?

«Una delle richieste principali di questo anno e mezzo è stata quella di un supporto nell’interpretazione ed applicazione della normativa, per coniugare in maniera coerente le indicazioni nazionali con le linee guida federali e degli enti di promozione sportiva.

Il Forum è stato senz’altro un luogo di confronto molto importante, oltre al ruolo indispensabile dell’Ufficio Sport nel raccogliere e gestire le richieste quotidiane.

Sono pervenute anche diverse richieste di poter utilizzare spazi esterni per l’attività sportiva, per rispondere alle quali abbiamo messo a disposizione alcune aree verdi e la pista di Basket all’aperto.

Ovviamente non sono mancate richieste di sostegno, anche economico, da destinare prevalentemente alle famiglie: oltre al bonus comunale, ci sono stati interventi da parte della Regione e da alcune Federazioni. Come Unione, abbiamo dato alle Società la possibilità di chiedere dei rimborsi diretti per le maggiori spese dovute al Covid».

 

Alcune società svolgevano e vorrebbero continuare a svolgere un importante complemento di aiuto verso il nostro mondo giovanile. Saranno aiutate ed incentivate a riprendere?

«Ad oggi non mi risulta che ci siano società che abbiano sospeso l’attività o abbiano chiuso i battenti. Da parte nostra abbiamo continuato ad onorare gli impegni, anche economici, con le Società che gestiscono gli impianti di proprietà Comunale, garantendo loro le entrate previste dalle Convenzioni.

Molte società ed associazioni sportive sono ripartite proprio dai bambini e dai giovani con i Centri Estivi: l’anno scorso, viste le maggior spese legate al Covid, abbiamo erogato dei contributi diretti alle società che si erano assunte l’impegno di organizzare i centri; quest’anno, tenuto conto del grande numero di partecipanti, abbiamo messo a disposizione risorse che, insieme a quelle stanziate delle Regione nell’ambito degli interventi legati alla conciliazione Vita-Lavoro, andranno alle famiglie dei ragazzi iscritti per calmierare o addirittura coprire i costi delle rette di frequenza.

Come ho detto prima, resta attivo il buono sport, ossia un contributo che aiuta le famiglie in difficoltà a sostenere i costi dell’attività sportiva dei figli.

Un tema, però, di sicuro c’è, ed è quello del calo demografico. In ambito Forum dovremo cercare di capirne l’impatto sulle iscrizioni.

Abbiamo anche l’obiettivo di monitorare lo sport giovanile, cercando di capire effettivamente la “mobilità sportiva”, cioè chi smette un’attività per iniziare una nuova disciplina, oltre alla percentuale di chi abbandona o proprio non fa sport».

 

L’Amministrazione ha fatto investimenti nel settore impiantistico? Ce ne sono altri in programma? Con che tempi previsti?

«Credo di poter dire che gli investimenti sull’impiantistica sportiva a Correggio non siano affatto mancati negli ultimi sette anni: oltre a numerosi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria (in particolare al Palazzetto, alla palestra di Budrio e alla Piscina), penso alla nuova tribuna a Lemizzone, al nuovo settore ospiti del Borelli con l’innalzamento delle reti contenitive, ad un nuovo pallone al circolo tennis, alla ristrutturazione della palestra delle scuole medie, alla tanto attesa ristrutturazione della pista di atletica, alla nuova palestra Einaudi 2 e una nuova palestra presso la scuola Cantona in via di realizzazione, alla ristrutturazione della pista scoperta dell’espansione sud in collaborazione con la nuova gestione.

A differenza di altri Comuni, anche vicini, possiamo dire che Correggio non soffre una carenza di impianti».

 

Esistono anche bandi nazionali, regionali, dai quali provare ad attingere eventualmente risorse a sostegno dello sport?

«Rispondo con uno slogan: se c’è un bando, noi partecipiamo! E spesso vinciamo…

Battute a parte, ogni volta che si presenta l’occasione, lavoriamo per progettare e raccogliere nuove risorse, anche in collaborazione con le società sportive.

Attualmente sono aperti i due bandi regionali, aperti sia ad amministrazioni che alle società sportive, uno per grandi eventi, uno per progetti sportivi a cui, naturalmente, abbiamo partecipato.

Inoltre, il credito sportivo propone misure di sostegno ad interesse zero fino a 30mila Euro e ad interessi molto bassi fino a 60mila euro».

 

Esistono privati che vorrebbero investire nello sport, anche come business? Se sì, quali sono i criteri a cui debbono sottostare?

«Non mi risultano privati interessati al “business”, oltre a quelli che già operano sul territorio, i quali devono possedere i requisiti previsti dall’apposita normativa».

 

Ringraziamo l’assessore Veneri per le sue risposte. Allo sport correggese assicuriamo tutta l’attenzione di Primo Piano, affinché l’impegno dei suoi protagonisti ed il sostegno dell’Amministrazione possano svilupparsi e collaborare al meglio, nell’interesse di tutta la città. Perché lo sport è benessere, lo sport è vita.

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