L’Islam senza veli

Franco Cardini e Paolo naso in una serata di grande peso culturale per la città

Un pubblico folto e attento ha seguito il convegno “L’Islam senza veli – oltre la paura per la buona convivenza” che abbiamo organizzato l’11 ottobre scorso al Centro sociale 25 aprile di Correggio. I relatori, Franco Cardini e Paolo Naso, sono due professori universitari tra i più autorevoli in materia; li ha presentati Francesca Amadei, vicepresidente del Circolo Primo Piano, ed io ho avuto l’incarico di porre loro alcune domande.
Il professor Cardini, che è stato tra l’altro consigliere RAI di nomina berlusconiana (non un pericoloso estremista, dunque), è autore di importanti saggi in cui ripercorre la storia del rapporto tra mondo islamico e mondo occidentale. Ha esordito ricordando come il Mediterraneo sia stato l’ambito naturale nel quale i due mondi hanno nei secoli intessuto relazioni e alimentato un incontro di culture che ha segnato l’affermarsi della modernità.
Parlare di scontro di civiltà non solo è frutto di isteria, è semplicemente fuori dalla storia. Cardini ha spiegato come nel mondo islamico convivano anime diverse e differenze molto forti, complicate da questioni etniche e tribali. E come il fondamentalismo, che può portare alla barbarie terroristica, sia contrastato e combattuto da un Islam moderato che è di gran lunga maggioritario, anche se sui mass media occidentali troppo spesso non fa notizia.
Ha dimostrato che descrivere il Corano come un libro di violenza e di guerra sia un esercizio scorretto di estrapolazione di alcune frasi, analogo a quello che si può fare per la Bibbia, dove pure abbondano espressioni provenienti da fonte divina che incitano alla vendetta e alla violenza. Ha poi tratteggiato un quadro della geopolitica, evidenziando gli errori che fin dal processo di decolonizzazione hanno commesso le potenze occidentali, interessate a relazioni dettate da natura economica e commerciale di corto respiro. Queste scelte hanno finito per violare le stesse aspirazioni di tipo laico e ”occidentale” che caratterizzano le rivendicazioni popolari arabe, finendo per favorire disegni di potere che usano strumentalmente le differenti interpretazioni dell’Islam.

Il professor Naso ha parlato della realtà musulmana presente in Italia e del rapporto tra la religione islamica e il nostro Stato, ricordando come i fedeli di Allah nel mondo sono più di un miliardo e mezzo e rappresentano la realtà religiosa più diffusa dopo quella cristiana. Ha evidenziato come, a differenza del cattolicesimo, nell’Islam non ci sia un’autorità centrale e una conformazione gerarchica, ma coesistano tante comunità che dal punto di vista religioso si autoregolano.
Proprio per questo è difficile l’interlocuzione e la costruzione di un rapporto tra autorità italiane e mondo musulmano. Infatti un riconoscimento formale e giuridico non è ancora stato raggiunto come invece è accaduto per decine di altre confessioni religiose.
Al Ministero dell’Interno, dove il professor Naso collabora come coordinatore del Consiglio dell’Islam, si sta cercando di stabilire, in stretta relazione con la Consulta composta da rappresentanti dell’islamismo italiano, una serie di regole per il riconoscimento degli imam, autorità diffuse nelle varie comunità di fedeli con funzione di interpreti delle scritture coraniche. Si vuole arrivare così a consentire la piena espressione della libertà di culto, come garantito dalla nostra Costituzione, ma garantendo il rispetto della laicità e delle leggi in vigore nel nostro Paese. Il modello italiano, a differenza di quelli francese e inglese, vuole puntare ad una vera integrazione basata sul dialogo e sul rapporto interculturale per una civile convivenza di tutti i movimenti religiosi.
Comunque, entrambi i relatori, sollecitati dalle domande e dagli interventi del pubblico, tra cui quello di apprezzamento per la serata espresso da un rappresentante di origine tunisina della comunità islamica correggese, hanno ribadito che il sentimento della paura nei confronti del mondo islamico, su cui gioca tanta pubblicistica e tanta politica, non ha senso alcuno.

FRANCO CARDINI PARLA AI LICEALI CORREGGESI

Il giorno dopo il convegno, Primo Piano ha portato il prof. Franco Cardini a parlare di Islam a 250 studenti del Liceo Rinaldo Corso. L’incontro, approvato e condiviso dal collegio dei docenti, ha coinvolto classi dalla prima alla quinta: tutte le età di scuola superiore dunque erano rappresentate.
Le domande dei giovani, hanno toccato molti punti caldi: come mai l’ISIS? Perché non si riesce a vincerlo? Esistono i musulmani moderati? Il Corano è un libro di violenza? Come si concilia il rispetto della tradizione islamica con la laicità e la democrazia dei Paesi occidentali? Perché l’Europa alza dei muri contro i migranti?
Il professor Cardini non si è risparmiato: ha descritto le caratteristiche principali della realtà dell’Islam, la storia dei suoi intrecci con la civiltà occidentale. Ha confutato la tesi del Corano come testo ispiratore della violenza, soffermandosi sull’interpretazione corretta da attribuire alle sue parti più controverse. La libertà è un diritto, ma esige anche responsabilità, comporta il dovere della conoscenza, e perciò lo studio e l’esercizio della memoria contro l’ignoranza e il pregiudizio sono gli attrezzi fondamentali che i giovani debbono maneggiare per la loro crescita: questo l’appello lanciato da Cardini e da Primo Piano. Un lungo applauso e tanta, tanta attenzione, a conclusione dell’incontro, inducono a pensare che questo invito, nella scuola correggese, non cadrà nel vuoto.

G.F.

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