L’irrigazione: non solo acqua ma razionalità

La prima metà del 2023 non è stata avara di precipitazioni, ma il caldo di questi giorni ci porta nuovamente a riflettere sull’importanza dell’acqua e del risparmio idrico nell’irrigazione. Questo sia in ambito agricolo che nel verde ornamentale, tenendo ben presenti alcuni aspetti particolarmente rilevanti. L’irrigazione dev’essere mirata e non casuale, conoscendo sempre i volumi distribuiti (anche in relazione alle piante da servire). Non tutti i metodi d’irrigazione sono paragonabili per precisione d’erogazione ed efficienza irrigua. Basta pensare a quella che un tempo era definita irrigazione a scorrimento: questa tecnica sfruttava le pendenze del terreno e utilizzava indistintamente enormi volumi di acqua, saturando gli spazi vuoti. C’erano anche forti differenze di volume assorbito fra il punto d’immissione dell’acqua e quello più distante da raggiungere, situato sul lato opposto. Oggi questo tipo d’irrigazione è bandito da tutti i disciplinari di produzione, sia per l’irrazionalità che per la sua improponibilità etica. Saturare il terreno significa peraltro renderlo incapace di assorbire le precipitazioni estive, concetto fondamentale in un’irrigazione razionale e mai eccessiva. Dall’esempio estremo dell’irrigazione per scorrimento emerge come i vari metodi irrigui possiedano una differente efficienza: questa si determina in base alla localizzazione degli apposti, alla precisione della somministrazione rispetto alle essenze da irrigare ed alla limitazione delle perdite, cioè la quantità d’acqua che non raggiunge il bersaglio a cui è destinata.

Per efficienza irrigua si intende un valore che indica la percentuale di acqua effettivamente assorbita dalla pianta rispetto a quella distribuita: l’ideale ovviamente è il 100%. Oltre che dalla tecnica d’irrigazione, dipende in modo rilevante da come viene utilizzata l’acqua. Prendiamo il classico caso dell’irrigazione a pioggia che, se effettuata di giorno, sottoporrà l’acqua ad una notevole evaporazione: in tal caso l’efficienza irrigua si abbassa al 65/70%, mentre sarà vicina al 100% se effettuata di notte. Altri fattori che possono influire in modo rilevante sull’efficienza irrigua sono i tempi di irrigazione rispetto al metodo irriguo utilizzato, che imporrebbe un’appropriata conoscenza delle portate per unità di tempo. Per irrigare il tappeto erboso di un giardino, che ha un apparato radicale superficiale, non è necessario distribuire volumi d’acqua tali da raggiungere una profondità significativa. Per irrigare invece una pianta ad alto fusto, che ha un apparato radicale espanso oltre il metro di profondità, sarà del tutto inutile erogare la stessa quantità d’acqua che è funzionale per il prato. Facciamo un esempio banale di vita quotidiana: il classico goccio d’acqua rimasto in una bottiglia dimenticata in auto. Se la versiamo ai piedi di una quercia risulterà completamente inutile, mentre se lo utilizziamo in un vaso di fiori apporterà il suo beneficio.

Vanno il più possibile evitate le irrigazioni fuori bersaglio: l’acqua deve essere distribuita con la massima precisione possibile, nel punto in cui effettivamente serve e nelle quantità richieste dalle singole specie; nel caso dell’irrigazione del verde ornamentale possono essere molto differenti fra loro. Di fatto quindi l’efficienza irrigua dipende prevalentemente da come noi utilizziamo il sistema irriguo di cui disponiamo, ancor prima che dal sistema stesso, e da quanto conosciamo le esigenze idriche delle piante che dobbiamo servire. Esistono piante più esigenti di altre: questo potrebbe causare una modificazione, seppur graduale e non sostanziale, della flora della nostra pianura.

In certi casi potrebbe essere addirittura opportuno irrigare seguendo delle priorità, al fine di risparmiare acqua. Le piante ad alto fusto, se non di recente messa a dimora, sono generalmente autosufficienti e comunque, per la profondità del loro apparato radicale, hanno minori esigenze irrigue rispetto a piante con radici superficiali. Gli arbusti e le aiuole hanno invece un apparato radicale meno profondo, che le porta a sviluppare i sintomi della siccità più velocemente rispetto ai grandi alberi. Sia gli alberi che gli arbusti, comunque, devono poter ricevere nutrimento sufficiente ad assicurargli un buon equilibrio vegetativo, poiché costituiscono un patrimonio molto più rilevante del manto erboso sul piano ambientale. Quest’ultimo invece è l’elemento sacrificabile, nel caso si rendesse necessario: un prato ingiallito e leggermente più popolato di infestanti non è la fine del mondo. Si potrebbe addirittura realizzarlo con la rustica ed indistruttibile gramigna, Cynodom dactylon, un’essenza da rivalutare per i tappeti erbosi. In ambito agricolo già da diversi anni si adotta lo stress idrico controllato, una forte limitazione dell’irrigazione nei periodi in cui la pianta non ne ha bisogno, seguita da somministrazioni controllate nei momenti più importanti per la vegetazione della pianta: molto probabilmente questo concetto dovrà presto essere trasferito anche in ambito ornamentale.

Non si dimentichi che l’acqua utilizzata per scopi irrigui non è mai totalmente sprecata poiché viene reimmessa nell’ambiente, sia quando viene assorbita dalle piante che quando viene “persa” a causa dell’evaporazione o della profondità eccessiva. La mancata valorizzazione dell’irrigazione, tuttavia, è sempre da evitare, soprattutto nei periodi in cui questa risorsa è limitata, anche alla luce dei costi energetici comunque necessari per la sua fruizione.

Il bilancio idrico del primo semestre di quest’anno è decisamente positivo: fino ad oggi sono piovuti ben 357 mm, rispetto ai soli 203 del primo semestre 2022. Di fatto ad oggi è piovuto il 75% in più dell’anno scorso. Negli ultimi quindici anni la piovosità media del semestre gennaio-giugno è stata di 366 millimetri (dati Arpa Meteo Emilia Romagna). Relativamente alle temperature, va osservato che la somma delle temperature medie è stata leggermente inferiore a quella dell’anno precedente. Le temperature medie registrate sono state l’1,8% meno calde rispetto al giugno dello scorso anno (una variazione comunque inferiore al grado centigrado). Nel giugno 2022 le temperature massime superarono i 36°C, attestandosi per diversi giorni a quei livelli; quelle del 2023 si sono spinte poco oltre i 32°C.

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