L’invasione dei Pokemon a Correggio

L’invasione dei Pokemon a Correggio

Da luglio impazza anche qui il videogioco mobile

A Fabbrico due ragazzi che si aggiravano con fare sospetto intorno alla banca locale sono stati fermati dai carabinieri, allertati dai vicini. In realtà erano alla ricerca di un Pokemon selvatico, segnalato sul loro cellulare da un fruscio di foglie. Niente di paragonabile agli allarmi scattati negli aeroporti e nelle stazioni tedesche per il mancato rispetto delle misure di sicurezza da parte di intraprendenti allenatori di Pokemon.
“Pokemon Go” è il fenomeno di questo 2016 e non vi è paese o continente che non ne sia stato contagiato. Basta pensare al traffico in tilt a New York per l’avvistamento in Central Park di Dragonite, uno dei Pokemon più forti e rari, con auto abbandonate per strada e gente che accorreva da ogni parte. Purtroppo si sono registrati anche alcuni incidenti dovuti alla disattenzione di chi guidava con un occhio allo smartphone.
A Correggio gli esseri fantastici creati dalla ditta giapponese Nintendo, quella che lanciò i videogiochi col celebre Super Mario Bros, appaiono e scompaiono improvvisamente ovunque, come in ogni parte del mondo.
Lo smartphone vibra e segnala la loro presenza, il giocatore può localizzarli grazie alla mappa satellitare scaricata gratuitamente e tentare così di catturarli.
charmanderPer questo a Correggio, sia in centro che in periferia, si incontrano giovani rabdomanti che, invece di cercare acqua con una forcella o vene aurifere con una bacinella, provano ad inquadrare un Pokemon impugnando il cellulare in modalità fotocamera, casomai in bici o di corsa…
Quando compare un Pokemon, un sussulto è d’obbligo e si spera sempre che sia uno di quelli che ancora non fanno parte della collezione. La cattura avviene attraverso lo smartphone, inquadrando il Pokemon e lanciando le famosissime sfere Pokè; ma attenzione non è scontata la cattura perché molte volte i Pokemon scappano via e non si rivedono più!
Vi sono poi i Pokestop, ossia delle torrette virtuali che servono come rifornimento di sfere. A Correggio ad esempio, sono virtualmente collocate vicino al monumento dei caduti, al municipio, al teatro, in via Roma, al monumento al “bocciatore”, alle poste; o in luoghi un po’ misteriosi come “la mano nel muro”, “il santone”, “la statua del guerriero”, “la madonna in gabbia”. Noi non ce ne accorgiamo, ma i Pokemon sono davvero ovunque tra noi!
Ci sono diversi tipi di mostriciattoli, a seconda degli ambienti che frequentano (di acqua, di terra, di fuoco, e così via) ma soprattutto a seconda della loro forza. Una volta catturati, il giocatore li può allenare e potenziare. Ad esempio si può incubare un uovo di Pokemon: per farlo schiudere bisogna muoversi, più ci si muove (tra i 2 e i 10 km) più il nascituro sarà raro e potente.
Quindi, possiamo certamente dire che un uso consapevole del gioco ti mantiene anche in forma.
Il fine del gioco non è solamente uno ma possiamo distinguere diverse categorie di allenatori.
Ci sono i collezionisti, ossia quelli che giocano per catturare i diversi Pokemon e riempire il Pokedex mentre non hanno ambizioni di battaglia.
Un’altra categoria è quella dei cacciatori, catturano ogni Pokemon sulla loro strada, lo fanno evolvere e acquisiscono sempre più punti salendo velocemente di livello (ci sono ben 40 livelli da scalare!). Infine ci sono i conquistatori, che potenziano al massimo i loro Pokemon e vanno alla conquista di più palestre possibili sconfiggendo i Pokemon degli avversari: insomma vanno a comandare!
A proposito delle palestre, questi ring a Correggio si trovano nei pressi del “torrione”, della “rocchetta”, di Santa Chiara, di San Francesco e in varie frazioni.
C’è anche la possibilità di allearsi. Infatti si può entrare liberamente a far parte di una delle tre squadre (rossa, gialla e blu) e mettere insieme le forze per difendere le palestre dagli attacchi avversari. E pensate che c’è chi si offre a 15 € all’ora per giocare a Pokemon Go e farti crescere mentre sei al lavoro… una vera e propria mania!
Comunque, ho litigato sotto i portici di corso Mazzini con un signore che, cellulare alla mano, insisteva che io avevo il Pokemon Pikachu intrappolato nelle mutande. Per creare nuovi aneddoti non dovete fare altro che scaricare Pokemon Go e tornare ragazzini!

Erik Sassi

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