Libertà è partecipazione

Grande successo per l’iniziativa referendaria sull’eutanasia

Uno dei tanti aspetti deleteri della pandemia è consistito nel suo influsso sulle dinamiche della democrazia rappresentativa e, di conseguenza, sulla partecipazione dei cittadini al gioco politico. La situazione di emergenza ha imposto l’applicazione di misure draconiane tramite gli ormai arcinoti DPCM, i Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, uno strumento normalmente applicato di rado proprio perché, in un certo qual modo, aggira l’importanza del Parlamento. Per quanto necessario, l’uso di questo strumento legislativo ha contribuito ad allargare la frattura fra la classe politica e la società civile, oltre che ad innalzare ulteriormente i toni dello scontro.

Alcuni segnali positivi di partecipazione politica dal basso, tuttavia, ci sono. Il più evidente è il grande riscontro avuto da due raccolte di firme a scopo referendario, che hanno come oggetto tematiche prettamente “etiche”: l’introduzione dell’eutanasia e la legalizzazione della cannabis. Entrambe le proposte hanno raggiunto rapidamente la soglia necessaria delle 500.000 firme, andando persino oltre il milione nel caso della “dolce morte”.

Per quanto siano due misure da sempre oggetto di dibattito da parte dei cittadini e di alcuni partiti, in particolar modo dei Radicali, considero queste iniziative una lodevole boccata d’aria fresca, specie perché hanno avuto luogo durante una situazione di instabilità socio-politica e per di più in estate, un periodo dell’anno che di solito vede gli italiani più impegnati a godersi le vacanze che non ad interessarsi di argomenti così delicati.

Un altro aspetto fondamentale da sottolineare è il ruolo chiave dei giovani, che, come vedremo, sono stati encomiabili nell’organizzare banchetti e nel comunicare i loro sforzi, soprattutto tramite i social media. Ne ho parlato con Alex Begliardi, nato a Reggio Emilia nel 1996, da sempre appassionato di storia e politica, attivista nei Giovani Democratici. «Sono sempre stato favorevole all’eutanasia, perciò seguivo da tempo con interesse l’attività svolta sul tema da Marco Cappato e dall’Associazione Luca Coscioni. Quando ho saputo della raccolta firme mi sono subito mobilitato: ho scritto al comitato nazionale, per capire come potevo rendermi utile; poi, tramite i GD, sono riuscito ad avere diversi contatti con le associazioni regionali e provinciali, che mi hanno fatto avere molto materiale fra cui moduli, magliette, bandiere, spille etc. A quel punto ero pronto per cominciare a fare campagna attivamente».

L’impegno di Alex è partito proprio da Correggio, durante le serate estive organizzate dal Partito Democratico nell’area della Festa dell’Unità. «Ho scelto questo contesto per iniziare perché meno complesso da un punto di vista burocratico, non comportando l’occupazione di suolo pubblico. Poi, rinfrancato dai risultati, mi sono spostato anche nelle piazze, dove questi adempimenti sono necessari: ottenere i permessi è stato meno macchinoso di quanto mi aspettassi. Mi ha stupito molto l’entusiasmo e la proattività da parte dei cittadini, soprattutto dei giovani».

Alex sottolinea con enfasi l’importanza di alcune strategie da lui usate per raggiungere la massima compenetrazione sui nuovi media digitali: «visto il successo immediato della raccolta firme, ho cominciato a fotografarmi in luoghi turistici con la bandiera di “Eutanasia Legale”, attirando l’attenzione dei presenti e dei miei contatti sui social. Si è subito creato dibattito ed interesse, poiché molti erano interessati al tema ma non erano al corrente di questa opportunità. Dare la possibilità alle persone di firmare nei luoghi di vacanza è stato cruciale: spesso per sottoscrivere queste campagne occorre fare lunghe code nel proprio comune; molti municipi non sono attrezzati di moduli e materiale conoscitivo. Essere ben radicati sul territorio ha comportato il grande successo dell’iniziativa referendaria».

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