L’eredità del sovrano

Luca Bizzarri conduce i lettori in un universo cavalleresco e fantastico

I draghi concessero all’uomo tre gemme: il fuoco della terra, il vento del cielo e la corrente dell’acqua.
(da “L’eredità del sovrano”)

Il correggese Luca Bizzarri è l’autore de “L’eredità del sovrano”, un romanzo fantasy pubblicato quest’anno dalle edizioni Booksprint.
L’amore per il genere dei maghi, dei guerrieri, degli orchi e degli elfi nasce in Luca, classe ‘75, fin da ragazzo, attraverso i giochi di ruolo come Dungeons & Dragons, i giochi da tavolo come Hero Quest o i libro-game di Lupo Solitario. Poi evolve nella lettura dei classici del genere: il Signore degli Anelli, il ciclo di Shannara e Game of Thrones, fra gli altri.
L’entusiasmo per le imprese cavalleresche e le battaglie l’ha spinto, nel corso degli ultimi tre anni, a trasformare in un romanzo compiuto la sua passione per la scrittura.
Scrivere un romanzo è stata una vera impresa epica, che Luca ha portato a compimento con successo. Tutto era chiaro nella sua mente fin dall’inizio, ma, mentre procedeva con la storia, le idee si moltiplicavano, tanto che la cosa più difficile è stata scrivere l’ultima pagina.
La storia si sposta attraverso i punti di vista dei personaggi, facendo procedere il lettore in modo frenetico ma perfettamente cronologico attraverso la battaglia, fra orchi e draghi, per conquistare un prezioso artefatto.

 Cosa si trova in questo romanzo che non c’è nelle altre opere fantasy?
«È un romanzo molto umano, anche se i personaggi sono fantastici.
Nonostante ci sia dell’azione è un romanzo “pulito”: ho preso spunto dal Signore degli Anelli, che non è mai volgare (al contrario, ad esempio, della saga di Game of Thrones, che si stacca molto dal mio modo di vedere il fantasy).
Io ho incentrato tutto il racconto su valori fondamentali come l’amicizia e la famiglia: il personaggio del paladino è attaccato alla sua famiglia e rischia di perderla, l’amicizia fra i nani li rende una vera squadra… Non ho voluto fare il passo più lungo della gamba e nella mia visione del genere fantasy non c’è spazio per il brutto, lo sporco che è la vita di tutti i giorni.
Nonostante questo i personaggi sono molto umani: chiunque si può rispecchiare nelle loro vicende».

Un elemento fondamentale della narrativa fantastica è la magia. I detrattori del genere fantastico sostengono che con i trucchi magici un autore può “fare quello che vuole”, rendendo la storia poco credibile. Tu come hai gestito l’elemento magico del tuo romanzo?
«Ne L’Eredità del Sovrano più che maghi ci sono sciamani o druidi, che utilizzano energie elementali.
Ho voluto sfruttare poco la magia e tutto il mondo che ho creato è legato alle energie della terra: utilizzano soprattutto pozioni o portali magici… non ho voluto strafare.
Per lo stesso motivo non ho inserito l’aspetto religioso: non era funzionale alla storia».

Del resto, anche in saghe come il Signore degli Anelli e Harry Potter l’aspetto religioso è praticamente inesistente, al contrario della saga del Trono di Spade, dove invece le religioni hanno un ruolo importante. Sappiamo che il genere fantasy, sotto la metafora della magia, parla della vita vera. Quanto c’è nel tuo romanzo della tua vita?
«Oltre ai valori a cui ho già accennato posso dire che ho inserito alcuni miei amici come personaggi
della storia. E poi anche la mia passione per le rievocazioni storiche è confluita all’interno del romanzo».

Se volete cavalcare coi draghi e combattere insieme agli elfi de L’Eredità del Sovrano, non mancate di ordinarlo! Si trova anche in formato ebook… e poi andate a trovare Luca al Centro Carni di San Martino per commentare insieme a lui!

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