L’eleganza del glicine

C’è una via di Correggio che nel pieno rispetto di un’odonomastica puntuale ed attendibile, potrebbe tranquillamente chiamarsi “Via dei glicini”.

Si tratta di una nota via della frazione di Mandrio intitolata ad un’arte-mestiere che, in un passato ormai lontano doveva trovare, in quella strada un punto di riferimento importante, oggi scomparso. In compenso però ad ogni inizio primavera, ormai da diversi anni, chi si trova a passare per Via del Fabbro può osservare la spettacolare fioritura di una quindicina di maestosi esemplari di glicine, che si inerpicano altissimi aggrappandosi alle palificazioni della linea elettrica.

Uno spettacolo che, soprattutto per chi non avesse ancora avuto l’occasione di osservarlo, vale sicuramente una passeggiata a piedi o in bicicletta in una bella giornata di sole. E le occasioni non mancheranno, visto che quella fioritura si procrastina per quasi tutto il mese di aprile.

Quei glicini, ovviamente, non sono sorti spontaneamente ai piedi di quei pali, anche se oggi crescono quasi esclusivamente in forma libera e non potata, se non altro alle altezze maggiori e più complesse da gestire.

Evidentemente gli interessanti risultati sia vegetativi che di fioritura, dovuti al fatto che in quel luogo molto probabilmente quel tipo di pianta, peraltro non autoctona, ha trovato terreno particolarmente favorevole, ha di fatto creato un effetto domino fra i frontisti, che hanno dato vita a questa sinergia decorativa.
Sinergia che, al momento, non interferisce con la servitù che sostiene quegli eleganti esemplari, ma che non è detto possa un domani essere soggetta a provvedimenti di ridimensionamento; la nostra speranza è che non vadano a coinvolgere questo singolare patrimonio verde.

Quei rampicanti nel mese di aprile sfoggeranno la loro classica maestosa fioritura di abbondantissimi grappoli lilla che decoreranno e profumeranno, in modo elegante e delicato, quel breve percorso di poco meno di un chilometro.

 

Una leguminosa vigorosa e longeva

Il Glicine, pur essendo molto diffuso anche nel nostro territorio, è una pianta di origine asiatica, sufficientemente rustica e poco esigente. Appartiene al genere delle leguminose, dette anche fabacee o papilionacee, tanto che fruttifica con il classico bacello, in dialetto correggese la cosiddetta “scurnècìa”, in modo del tutto simile al pisello, al fagiolo o alla soia. É una pianta rampicante in grado di svilupparsi tranquillamente oltre i 10 metri di altezza e spingersi per una lunghezza anche di 20.

Ha una vigoria elevata ed una longevità superiore ai 50 anni. Non ha particolari esigenze di temperature e si adatta bene alle varie condizioni ambientali, sopportando anche il freddo invernale del nostro territorio visto che tollera temperature minime anche di – 15° centigradi. Il suo utilizzo più diffuso è nei nostri giardini, in particolar modo legato alla creazione di pergolati: le caratteristiche vegetative rampicanti di questo albero si prestano allo scopo in modo del tutto naturale.

Il suo nome botanico è Wisteria, della quale esistono diverse varietà. Nel nostro territorio le più diffuse sono la Wisteria giapponese, riconoscibile perché sviluppa i tralci annodandoli su se stessi in senso orario, e la Wisteria cinese, che li ritorce in senso antiorario. Il tipo di esposizione che il Glicine predilige è notoriamente quella in pieno sole, che peraltro favorisce una abbondante fioritura, il cui profumo attira api e insetti pronubi.

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