L’effetto Francesco c’è e si vede

L’effetto Francesco c’è e si vede

Teatro gremito per l’incontro di Primo Piano sul Papa, con Vito Mancuso e Brunetto Salvarani

«L’ho trovato molto interessante».
«Un’iniziativa piacevole di cui ho apprezzato i contenuti. Spero possano esserci altri eventi di questo tipo». «Mi è piaciuto molto. Ho ascoltato con attenzione i pareri dei due relatori ed ho apprezzato il loro modo di confrontarsi sui temi su cui non erano in accordo».
Queste, alcune impressioni lasciate da coloro che hanno preso parte alla conferenza organizzata dal circolo culturale Primo Piano dal titolo “Effetto Francesco”, che ha visto la partecipazione dei due noti teologi Vito Mancuso e Brunetto Salvarani.

Una bella serata in cui si è parlato di confronto, di dialogo tra religioni, di cambiamento nella Chiesa e delle ripercussioni sulla società civile delle parole e delle azioni di un papa che sta conquistando tutti con la sua profonda autenticità.
Un uomo, papa Francesco, che non lascia certo indifferenti.

Prima questione ad essere affrontata, quella che riguarda la divisione tra chi lo sostiene e chi lo avversa. «Papa Bergoglio -secondo Vito Mancuso- è arrivato in un momento in cui la Chiesa era attraversata da forti tensioni ed è stato nominato a seguito delle dimissioni di Benedetto XVI. Ratzinger ha rappresentato l’anima conservatrice della Chiesa, quella che, fino al concilio Vaticano II, si è posta sempre “contro”. Contro la politica, la filosofia, la scienza, la richiesta di uguaglianza, libertà e fratellanza, a partire dal basso. Ma la Chiesa non è soltanto questo. È anche quella di fra’ Dolcino, di Francesco d’Assisi, di Oscar Romero. Papa Francesco sta cercando di portare a termine il percorso avviato da Giovanni XXIII con il Concilio Vaticano II che ha significato anche un’apertura nella direzione della morale sociale, dell’etica della persona, del celibato ecclesiastico».

Leggi l’articolo completo su Primo Piano di Dicembre 2015

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