L’eccellenza è Modelleria Brambilla

Motori da corsa made in Correggio

Pochi sanno che la Ferrari e la BMW, per produrre le testate e i motori che dovranno avere prestazioni di assoluta eccellenza, si rivolgono a Correggio, in via del Progresso, nel cuore del villaggio industriale, e sottopongono i progetti ai tecnici di Modelleria Brambilla. L’azienda collabora già in fase progettuale elaborando il modello matematico in 3D che guiderà le lavorazioni successive. Poi, con macchinari sofisticati lavora i blocchi grezzi di acciaio, vi ricava con straordinaria precisione i condotti, le camere di scoppio o le canne ove scorrono i pistoni, fino ad ottenere lo stampo completo del motore; effettua le simulazioni di colata e studia l’ottimizzazione per la produzione su scala industriale che avverrà a Maranello o a Monaco di Baviera. Schumacher ha vinto i suoi campionati mondiali con motori nati in questo modo, a Correggio.
«Andiamo in giro per il mondo a cercare problemi di fusione da risolvere» è solito dire Giancarlo Brambilla, l’anima commerciale. E l’altro fratello, Aldo, che segue la produzione, racconta che la scuola della Brambilla è stata la FIAT, il loro principale cliente negli anni settanta e ottanta. Modelleria Brambilla oggi compete sul mercato globale con le omologhe imprese tedesche e poche altre, uniche in grado di fornire pacchetti completi per l’industria dei propulsori per veicoli da competizione civili o industriali. La tecnologia applicata nelle “fusioni complesse” resta europea, poiché non richiede grandi dimensioni e forza finanziaria, ma ha un alto contenuto tecnico ed è vincente la proattività (capacità di anticipare i problemi e proporre soluzioni) col cliente.
Il fatturato di Modelleria Brambilla, di circa 17 milioni di €, è indirizzato per l’80% verso l’estero. Ed è triplicato in questi anni di crisi dell’auto.
Mi dice Gabriele Bonfiglioli, dal 2011 amministratore delegato dell’azienda: «Con la crisi, le case automobilistiche hanno dovuto accelerare l’innovazione. A volumi stabili di auto prodotte, la concorrenza avviene sui tempi sempre più brevi di rinnovamento dei modelli. Ma non si tratta più di modifiche estetiche, bensì di innovazioni che riguardano il motore: prestazioni, rapporto con l’ambiente, consumi; come ad esempio la nuova frontiera del “motore ibrido”.
E noi siamo in grado di accompagnare questa rapida evoluzione dei produttori, perché da sempre la vocazione di Modelleria Brambilla è quella di adeguare le sue competenze all’eccellenza tecnologica». La storia dell’azienda è una sintesi della recente storia industriale italiana.
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CON MOTORI NATI IN QUESTO MODO, A CORREGGIO” show_quote_icon=”yes” text_color=”#3d3d3f” width=”100%” quote_icon_color=”#0062a7″]
Il fondatore, Eugenio Brambilla, dopo aver imparato il mestiere in Magneti Marelli, nel 1951 fondò la ditta in un garage di Carpi. Produceva modelli per i particolari meccanici delle macchine per la lavorazione del legno, settore che a Carpi stava diventando un vero distretto industriale. La “seconda generazione” dei Brambilla affrontò negli anni settanta e ottanta lo sviluppo commerciale e tecnologico, grazie al rapporto privilegiato con Fiat e Ferrari. Negli anni novanta e duemila, dopo essersi trasferita nella vicina area industriale di Correggio, l’azienda ampliò lo sviluppo all’Europa e poi al mondo. Oggi Modelleria Brambilla ha robusti rapporti di partnership non solo col gruppo Fiat, ma anche con BMW e Volkswagen, e con le fonderie fornitrici di General Motors e Ford; fino all’ultima importante commessa, vinta con la coreana Kia. Inoltre, da anni è la Modelleria di fiducia di Nemak, multinazionale leader mondiale nel settore delle fonderie, e la accompagna nella progettazione degli impianti che apre nelle nuove aree di sviluppo.
Oggi la “terza generazione” è già inserita nei settori strategici dell’azienda: amministrazione, commerciale e produzione. La scelta lungimirante dei fratelli Brambilla è stata quella di individuare come amministratore delegato un manager esterno, esperto del settore, col compito di introdurre nuove esperienze d’impresa e di fare crescere con gradualità in quei ruoli i loro figli.
Intanto, a Goa, in India, Modelleria Brambilla ha costituito il suo primo ufficio tecnico per la proiezione sui mercati asiatici. La strategia è quella di decentrare presso i mercati emergenti le fasi a minor valore aggiunto, mantenendo quelle strategiche presso la sede di Correggio. Qui lavorano in 70, soprattutto periti e ingegneri meccanici. Si stanno raddoppiando gli spazi, con l’acquisto e l’adeguamento del nuovo capannone di fianco all’attuale.
E qui si compiono gli investimenti tecnologici e in ricerca. I progetti su cui Modelleria Brambilla sta puntando in questo momento sono quelli del “processo inorganico” messo a punto con BMW per ridurre gli scarti di lavorazione e le emissioni nocive; quello per l’utilizzo di parti ceramiche nelle attrezzature che operano in condizioni critiche; e infine quello, finanziato dalla Comunità Europea, per lo sviluppo di nuove leghe con nano-particelle.
Bonfiglioli è soddisfatto: «Dal 2014 la società è quotata in borsa presso il mercato dedicato alle piccole e medie imprese (AIM Italia), con una quota di minoranza del suo capitale. Anzi, è stata la prima impresa meccanica a crederci. La quotazione, oltre a consentirci di finanziare i nostri programmi di sviluppo, ci ha permesso di ottenere una migliore valutazione bancaria e di dare alla clientela l’immagine di una società di prospettiva. Il successo dell’operazione, in un momento non facile per la Borsa, è dovuto anche alla credibilità che un’attività industriale “visibile e misurabile” come la nostra ottiene, di fronte a tante iniziative che vogliono valorizzare il virtuale e il contingente».

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