Le notti bianche

Il nastro rosso

Immaginiamo per un attimo una scena perfetta.

È inverno (qui non ci vuole un grosso sforzo, d’accordo).
È domenica sera e non avete in programma di uscire con nessuno; anzi, avete deciso volutamente di negarvi al telefono e su Whatsapp (e qui lo sforzo è notevole).
L’idea è di dedicarvi completamente al vostro lui/alla vostra lei.
Perciò televisione spenta e candele accese, per creare atmosfera.
I risultati attesi sono fuochi d’artificio sotto le lenzuola, quello immediato è un sorriso ebete stampato sulla vostra faccia.

Tutto meraviglioso, insomma. Ma facciamo un balzo in avanti di qualche ora e vi ritrovate a letto da soli, mentre l’altra metà della vostra mela è sul divano o ha deciso di farsi la ceretta alle gambe (adesso anche “lui” potrebbe dedicarsi a tale attività).
A voi la cosa non crea particolari problemi, perché così potete mettervi nel mezzo e avere tutto lo spazio per stendervi. Spegnete la luce e buonanotte.

Non so quante volte vi capiti effettivamente una cosa del genere. Si sta insieme, si passano bei momenti, ma all’ora di andare a dormire ci si ritrova separati.
A volte può essere colpa dei troppi impegni di entrambi, che costringono la coppia a dedicarsi solo piccoli pezzi di quotidianità.
Ma molto spesso, soprattutto quando la relazione non è più così “fresca”, ci si dimentica semplicemente dell’altro, perché è più comodo così.
Dopotutto lui russa, o lei ha l’abitudine di leggere fino a tardi.

All’inizio di una storia d’amore questi piccoli inconvenienti notturni ci fanno ridere e poco più, perché ci sembrano nulla rispetto al sentimento che proviamo.
Poi però il tempo passa, subentrano l’abitudine e la scarsa flessibilità verso l’altro.
Così finiamo per evitare le situazioni che ormai non sono più una barzelletta, ma che ci danno seriamente sui nervi.

Ci dimentichiamo sempre di più che amare significa anche sacrificarsi. E non parlo del sacrificio teatrale, titanico, ma proprio della difficoltà del venirsi incontro nelle piccole cose di ogni giorno. Non provare ad andare verso l’altro ci fa diventare pian piano indifferenti, solitari.
Ci costruiamo la nostra bolla, una stanza di sicurezza che permettiamo all’altro di valicare solo in ben determinate occasioni.
Quante coppie decidono di dormire separate in nome di una non ben chiara comodità?
Certo, poter leggere fino alle due senza avere qualcuno di fianco che si lamenta perché per dormire ha bisogno di un buio tombale manco fosse Tutankhamon piacerebbe a tutti (o almeno agli appassionati di lettura), ma dove sarebbe allora l’idea di vita a due? Condividiamo le amicizie, le bollette, i problemi quotidiani… perché allora decidiamo di eliminare dalla nostra vita insieme un momento di intimità assoluta come il riposo?
Negli istanti prima di addormentarci siamo nudi, perché la nostra mente si sta liberando dai pesi della giornata. Possiamo permetterci di ridere di quello che ci sembrava irreparabile e che invece non lo è, o chiarirci dopo un litigio.
Sono istanti preziosi per la serenità del singolo e per la complicità che si instaura nella coppia.
Diciamocelo, a tutto c’è una soluzione: cerottini per il naso e lampade che non abbiano la potenza dell’albero di natale di Rockefeller Plaza si trovano ovunque e riportano la pace laddove c’era la guerra.
Dolci sogni a tutti!

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