Le nostre piscine colpite dalle ondate covid

Il presidente Gualdi: ma Coopernuoto, guarda al futuro

Un anticipo d’estate particolarmente “vigoroso” obbliga le persone a cercare sollievo e refrigerio. Le piscine rispondono in pieno a questa esigenza fisica, per qualsiasi età. E a Correggio, negli impianti di via Terracchini gestiti dalla società Coopernuoto, questo bisogno trova risposte molto valide e variegate. Provare per credere.

Quindi ci apprestiamo a conoscere una realtà imprenditoriale correggese nata trent’anni fa, cresciuta e consolidatasi nel tempo, che ora gestisce sei impianti acquatici tra le province di Modena, Parma e Reggio Emilia. In queste piscine si è allenato anche Gregorio Paltrinieri, una leggenda del nuoto. Ne discutiamo col suo Presidente, Gianluca Gualdi: parliamo di problemi d’impresa, di sport, ma anche del ruolo sociale importante che riveste per Correggio.

 

Presidente, partiamo dal presente. Ci dia una fotografia di Coopernuoto come azienda oggi, nell’anno 2022 quasi post Covid (volendo essere ottimisti).

«Coopernuoto è una impresa di gestione di impianti natatori, fondata per volontà delle società sportive di Correggio e Novellara, precedentemente unificatesi nella società sportiva UNINUOTO. Si voleva promuovere e gestire impianti per avviare all’attività agonistica del nuoto. Coopernuoto agisce come impresa, prendendo in concessione strutture attraverso appalti pubblici o privati. Attualmente sono sei gli impianti che la cooperativa gestisce: Correggio, Novellara, Carpi, Soliera, Mirandola, Parma (in località Moletolo) con un totale di settantacinque addetti tra allenatori, istruttori, assistenti, manutentori e personale amministrativo. È una impresa in forma cooperativa, in cui i soci sono circa l’80% dei dipendenti. Comunque tutti i lavoratori sono assunti a tempo indeterminato.

Il nostro settore è stato chiuso come tanti altri nel peggior periodo della pandemia. Poi, a fronte di graduali aperture concesse a svariati settori sportivi, è stato l’ultimo in ordine di tempo a poter riaprire le attività. Forse colpa dello scarso peso politico che avevamo? Può darsi, non avendo un organo rappresentativo nazionale di tutte le strutture».

 

Presidente, pur contando “poco” come lei dice, come altri settori avete però di certo usufruito dei cosiddetti “ristori” siano essi governativi, regionali o locali.

«Certamente: in totale sono stati 140.000 euro tra quelli statali sul 3% del fatturato pregresso e quelli regionali, fino ad un massimo di 15.000 euro per gli impianti più grandi. I comuni più lungimiranti ci hanno aiutato con un prolungamento della convenzione di alcuni anni, per darci il tempo di provare ad ammortizzare le perdite. Considerate che abbiamo perso l’80% del fatturato del gruppo, dagli oltre 6,7 milioni di euro negli anni precedenti, ai 3,5 milioni negli anni Covid: siamo tuttavia riusciti a difendere l’occupazione. Questo, insieme alla natura sociale dell’impresa, è il motivo che ci ha fatto sopportare, seppur tra mille difficoltà e con rilevanti perdite economiche, il periodo di avvilente, forzata inattività e ci consente oggi di riprendere con intatta professionalità ed efficienza. Chi ha interrotto i contratti di lavoro non riuscirà più a recuperare le professionalità che aveva a disposizione».

 

Abbiamo accennato alla parte agonistica. Che collocazione trova all’interno della vostra programmazione e come viene gestita?

«Coopernuoto è nata per questo servizio all’attività sportiva, ma è diventata molto altro. La società sportiva che allena i potenziali campioni e partecipa ai tornei e ai campionati è UNINUOTO, che recentemente ha cambiato nome in UNISPORT perché ha voluto mantenere l’attività di ginnastica ritmica che si svolgeva nella struttura di Soliera acquisita recentemente; si propone quindi anche per attività sportive diverse dal nuoto. L’attività agonistica comincia solo ora a partecipare a gare ufficiali della FISDIR. Per quanto riguarda Correggio, per problemi di limite degli impianti seguiamo assiduamente il settore giovanile fino alle prime competizioni; poi, se alcuni atleti e le famiglie ritengono di proseguire verso una maggiore attività agonistica dobbiamo indirizzarli ai nostri impianti di Carpi e Novellara, dove operano istruttori qualificati ai massimi livelli. La concessione della piscina di Correggio scade nel 2030: bisognerà ripensarne attentamente la struttura perché è ormai vecchia».

 

Poi Coopernuoto sviluppa tante collaborazioni con altre entità del territorio con servizi dedicati ai più fragili, siano essi adulti o bambini.

«Queste attività esistono da sempre e per quel che ci riguarda continueranno con rinnovato vigore per qualsiasi esigenza connessa al recupero di attività motorie. Abbiamo una programmazione e un’organizzazione specificamente rivolta agli anziani, ai bambini, alle persone diversamente abili, in collaborazione con le istituzioni pubbliche e di volontariato del territorio. Sebbene in questi anni anche a loro siano venuti a meno aiuti finanziari pubblici per svolgere attività sportive, non abbiamo mai fatto mancare il nostro appoggio».

 

Un’altra attività che di svolge dentro il perimetro della piscina di Correggio nelle sere d’estate è quella nel bar “Pineapple”: a che punto siamo?

«Il bar funziona nelle ore di frequenza della piscina al servizio degli utenti. Fuori da questi orari è gestito in completa autonomia, in accordo con Comune e forze dell’ordine per quel che riguarda sicurezza e regole. Coopernuoto mette solo a disposizione un addetto che tiene monitorata la parte vietata all’accesso, affinché non ci siano infrazioni del perimetro di sicurezza che circonda l’area assegnata al bar e alla piscina».

 

Parliamo del futuro. Avendo acquisito anche una società di progettazione di impianti: pensate di allargarvi ulteriormente?

«Certo, di fronte a occasioni che rientrino nei nostri parametri, per sufficiente lunghezza di gestione e per sostenibilità economica, non ci faremo trovare impreparati: non parteciperemo a concessioni troppo brevi o ad altre con impianti fatiscenti, ma cercheremo di essere parte attiva nei progetti, nuovi o con un totale ripensamento, strutturale e di offerta di servizi, di quelli in essere. Soprattutto pensando al bisogno di strutture idonee al percorso riabilitativo da traumi, operazioni, infortuni, sia per giovani ma soprattutto per la terza età, servizi che sono un po’ carenti sui nostri territori. Ad onor del vero, non è che tiri una gran aria: il caro-energia causa aumenti che sfiorano il 300%. Se non ci saranno interventi calmieranti o la situazione non si invertirà, l’aggravio di spese a carico della cooperativa sarà nel ordine di molte migliaia di euro: la spesa energetica in un impianto natatorio rappresenta circa il 40% dei costi di gestione. Certamente non possiamo aumentare il costo del biglietto o dei corsi, poiché la crisi economica e dei consumi tocca la maggioranza dei cittadini».

 

Facciamo gli scongiuri e ringraziamo il Presidente Gualdi. Ci ha rappresentato con passione una  realtà aziendale che è più complessa e impegnativa di quel che si può pensare, avendo in mente solo la parte esteriore: slip, cuffia, ciabatte, accappatoio e… “splash”.

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