Le marionette, testimonianza di arte creativa. Reggio Emilia, Palazzo Magnani, fino al 17 marzo

La mostra a Palazzo Magnani si sviluppa attorno al concetto di “quarta parete”, ovvero la capacità di coinvolgimento emotivo di uno spettacolo ben riuscito, che riesce ad immergere lo spettatore nella storia messa in scena dando all’evento il potere di sfumare quella divisione tra palcoscenico e mondo, tra arte e vita. Questo concetto è al centro del lavoro di artisti – protagonisti del mondo dell’arte e del Teatro di figura – che hanno deciso di concepire la marionetta come una modalità d’espressione seria, in grado persino di tradurre e criticare le condizioni politiche e sociali del tempo. La mostra espone i costumi a grandezza naturale disegnati da Pablo Picasso per Parade, il balletto coreografico che i Ballets russes del direttore Sergej Djaghilev portarono in scena a Parigi nel 1917; le opere di Enrico Prampolini (Modena, 1894 – Roma, 1956) e Fortunato Depero ispirate proprio al mondo delle marionette e dei burattini. Si potranno vedere anche le opere di quegli artisti che consideravano le marionette, i giocattoli e i giochi per bambini un elemento centrale della pratica del Bauhaus nella Weimar degli anni Venti: Paul Klee, Sophie Täuber Arp e Oskar Schlemmer. E poi anche moltissimi puppets: dai pulcinella agli arlecchino della Commedia dell’Arte, fino ad arrivare ai burattini di Otello Sarzi (Vigasio, 1922 – Reggio Emilia, 2001), artista reggiano d’adozione che ha realizzato le sue creazioni con materiali sperimentali. Nelle due sale espositive al piano terra saranno allestiti due palcoscenici, che durante i weekend di tutto il periodo della mostra vedranno un susseguirsi di micro-spettacoli e performance, realizzati in collaborazione con la compagnia marionettistica Carlo Colla di Milano e l’Associazione 5T di Reggio Emilia.

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