Le conquiste femminili non si scordano mai

Da una bella mostra della rivista Noidonne a Correggio

In occasione della fiera di San Luca, al Palazzo dei Principi di Correggio, si è tenuta la mostra “NoiDonne – Una lunga storia”. è stata promossa dal Coordinamento donne dello SPI-CGIL di Correggio e Reggio Emilia, patrocinata dal Comune di Correggio e costruita attraverso un lavoro di stretta collaborazione con l’Archivio storico di “NoiDonne”. Ha tagliato il nastro per l’inaugurazione il sub commissario prefettizio Gabriele Gavazzi.

La mostra ha esposto una raccolta di copertine uscite in occasione dell’8 marzo e una serie di pannelli che ripercorrono gli intrecci tra i passaggi più importanti del protagonismo delle donne ed il ruolo fondamentale della rivista NOIDONNE, concentrandosi dal periodo della lotta clandestina fino alla fine degli anni ‘70.

Dice Costanza Fanelli, responsabile dell’Archivio storico NOIDONNE, sul sito noidonne.org: «Parlare di NOIDONNE è sempre parlare della storia delle donne. Dentro a quel NOI, scelto con slancio e lungimiranza politica dalle fondatrici in una fase davvero difficile, c’è sempre un filo rosso da cercare, tirare, mostrare, raccontare. Un filo che collega il passato col presente ed il futuro, un filo di lotte per i diritti sociali e civili, di faticose conquiste politiche e legislative che ogni volta richiamano non solo una memoria ma una consapevolezza che, malgrado tutta la strada fatta, nulla sia mai acquisito completamente per le donne».

Quanto mai attuale ricordare che la conquista dei diritti è sempre in pericolo e, particolarmente per le donne, sempre rimessa in discussione: ancora oggi i regimi dittatoriali, gli stati teocratici e gli integralismi di vario stampo non sanno fare di meglio che punire le donne e ricacciarle nella preistoria.

È doloroso ascoltare le notizie provenienti dall’Iran: con commozione assistiamo al coraggio di quelle donne, giovani e anziane, che sfidano un’autorità pietrificata e autodistruttiva; sì, perché quelle donne sono madri, sorelle, mogli e figlie.

Anche la rivista testimonia la determinazione con la quale sono stati perseguiti i diritti civili e sociali in Italia, da donne che hanno partecipato alla lotta contro il nazifascismo e si sono guadagnate il diritto di parola e di scelta; ricordiamo infatti che le donne italiane votano per la prima volta solo nel giugno del 1946.

La Resistenza, la nascita dell’Unione Donne Italiane (UDI, l’editrice di NOIDONNE), il suffragio universale, il lavoro delle costituenti, l’attivismo solidale per aiutare donne e bambini nel dopoguerra, il contributo alla ricostruzione (materiale e democratica) del Paese, le battaglie per la pace, le lotte contro lo sfruttamento nel lavoro e poi via via i processi di cambiamento politico e culturale impressi alla condizione femminile negli anni sessanta e settanta: con lo sviluppo del femminismo si è aperta la strada ad una fase di nuovi protagonismi delle donne, in tutti i campi.

La scelta della Mostra è quella di raccontare velocemente tutto questo, attraverso richiami e immagini che vengono dall’archivio giornalistico di NOIDONNE di quegli anni.

La giornata del 15 ottobre non si è limitata all’inaugurazione della mostra ma ha voluto dare anche vita ad un confronto sul senso di fare memoria. Dopo i saluti di Costanza Fanelli e di Marianella Casali, responsabile del coordinamento donne SPI – CGIL di Reggio Emilia, è stata proiettata una videointervista ad una protagonista delle lotte legate alla storia del territorio di Reggio Emilia, Anna Bianchi. La sua infanzia in una famiglia povera di braccianti, il lavoro precoce e faticoso, la partecipazione alle lotte bracciantili di quelle zone, il suo impegno nell’UDI e nel sindacato CGIL stanno dentro a questa storia collettiva. Anna ha ricordato anche il ruolo di Nilde Iotti, prima come attivista locale e poi come parlamentare.
Nei ricordi di Anna Bianchi la giornata dell’8 marzo è centrale: da qui è nata l’idea di ridare alle copertine di NOIDONNE un valore concreto alla testimonianza di un protagonismo che dura negli anni. L’intervista è parte del progetto “La memoria che ci lega”, presentato quel giorno dai curatori Simone Gennari e Andrea Foroni. La conclusione della giornata è stata affidata a Emanuela Tonacci, responsabile coordinamento donne di Correggio.

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