L’attaccabottone? Stavolta non è un rompiscatole!

Un laboratorio che insegna il valore del cucito e della moda sostenibile

Sono già le 20.30, ma lo storico negozio di abbigliamento donna “Norma” è ancora aperto e illuminato. Una decina di donne e un uomo, in assoluto silenzio, stanno attaccando una piccola cerniera ad un pezzetto di stoffa che diventerà una pochette, un coloratissimo tetraedro per riporre monetine o altro. La cucitura a mano andrà poi ribattuta con precisione.
È l’ultima serata del corso “L’attaccabottone: salotto di cucito a mano per sopravvivere a un bottone staccato, un orlo scucito, una tasca bucata…”, giunto alla sesta edizione. Il tutto avviene sotto l’occhio vigile della maestra d’ago Rosalia (la trovate su Facebook al profilo “Langolocreativodirosy”), grazie all’accoglienza di Rita Incerti, che mette a disposizione gli spazi del suo negozio.
I presenti sospendono i lavori per rispondere a qualche domanda. Hanno partecipato al corso per imparare a cucire e risolvere in proprio i piccoli problemi della cura del guardaroba familiare. La maestra d’ago ha guidato per quattro incontri i corsisti, alcuni dei quali non avevano mai infilato un ago in vita loro, facendogli apprendere le basi del cucito a mano: eseguire vari tipi di cuciture con diversi tessuti, attaccare bottoni a due o a quattro buchi, attaccare un automatico, fare un’asola, attaccare una toppa o un’applicazione, fare vari tipi di orlo, il sottopunto, il punto festone, il punto lineare o il disegno di un cartamodello per un piccolo accessorio; ascoltato, cucito, scucito e ricucito.
Ma la parola “attaccabottone”, per lo staff di Norma,
ha un doppio buon senso. Seguire le lezioni del salotto di cucito, ma anche creare uno spazio comune, conoscersi, ridere, in breve “attaccare bottone”; è una meraviglia ascoltare prima il silenzio della concentrazione e poi il chiacchiericcio rilassante, il confrontarsi e il condividere davanti a una tisana e ai biscotti delle pasticcerie locali.
A fine marzo 2024 il corso riprenderà con la sua settima edizione. L’Attaccabottone è nato da un’idea dello staff del negozio “Norma – abbigliamento donna” di Correggio, nell’ ottobre 2017. Per tre edizioni ha visto la collaborazione delle maestre d’ago Antonella e Monica che scelsero, nel gennaio 2018, la nostra città per creare la loro sartoria “La stanza del cucito”, nei locali della merceria Aderita in piazza San Quirino.
Rita è la promotrice di questo corso, ma è anche l’instancabile organizzatrice, insieme ai colleghi del commercio del centro cittadino, di tante iniziative tese a dare vita e visibilità ai negozi, oltre che coordinare le vetrine dei negozi, condividendo gli eventi e le iniziative con l’Amministrazione Comunale e la Pro-Loco.
Sabato 7 ottobre 2023, “Norma” ha organizzato una passerella di moda nel sottoportico davanti al negozio e, sostenendo che i negozi possono fare anche altro, ha invitato il pubblico ad ascoltare musica dal vivo e ha ospitato le volontarie dell’Associazione A.N.D.O.S. in occasione dell’ “Ottobre Rosa”, il mese di sensibilizzazione alla campagna di prevenzione al tumore femminile al seno. La passerella rispondeva a finalità non solo estetiche, ma anche ecologiche. Lo staff di Norma ha invitato infatti il pubblico a riflettere sulla frase “La nostra svolta sostenibile comincia nell’armadio” e a scoprire che, con le nostre scelte, possiamo ridurre l’impatto negativo su persone e ambiente.
«Possiamo scegliere di aggiustare e rimodellare, per avere un guardaroba sostenibile che rispetta l’ambiente. Possiamo scegliere di sensibilizzarci su un acquisto responsabile dell’abbigliamento, comprendendo anche l’importanza di conservare i capi correttamente. Possiamo scegliere di non buttare capi presenti nel guardaroba, rimettendoli a modello con interventi sartoriali oppure trovando nuovi abbinamenti con l’uso di accessori».
L’idea è geniale e allo stesso tempo semplice, utile. Negli ultimi anni quello della sostenibilità è stato il principale problema che l’industria della moda ha dovuto affrontare: in effetti, quella tessile è la seconda industria più inquinante al mondo, dopo quella petrolifera.
Secondo Al Jazeera, ogni anno 39.000 tonnellate di abiti, per lo più prodotti della cosiddetta fast fashion, finiscono la loro (breve) vita venendo trasportati in giro per il mondo, in luoghi dove spesso non possono essere più venduti né riciclati né smaltiti nelle discariche: così vengono semplicemente gettati nel mezzo del deserto.«L’acquisto e l’uso di abbigliamento fast fashion – continua Rita – ha travolto e centrifugato l’arte del cucito, della filiera del tessile, delle scuole di formazione del designer, dello stile, delle piccole e grandi sartorie, del made in Italy, delle certificazioni di qualità e anche della tutela dei lavoratori; ha rimodellato i gusti del consumatore, abituandolo alla voracità isterica dell’abbigliamento “usa e getta”, una “moda veloce” appunto».
Ne deriva che ai marchi virtuosi della moda che si impegnano per la sostenibilità ambientale deve corrispondere un comportamento individuale responsabile del consumatore. La soluzione proposta da “Norma” è la più immediata. «Chiudere il cerchio! Perché nell’economia circolare tutti i prodotti debbono poter essere scomposti per realizzarne dei nuovi», chiedendo magari anche i consigli ad un personal stylist. Perciò vogliamo dire a tutti: godetevi il vostro shopping sostenibile!

Tel. 0522 692822
Mail norma.ritaincerti@libero.it
La stanza del cucito cell. 3495848564 e 3394422209
L’angolo di Rosy cell. 3490600431

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