L’altra strada, la sicurezza per pedoni e ciclisti

La ciclopedonale di Fosdondo e i nuovi passi della mobilità sostenibile

Il Comune di Correggio possiede una rete di ciclopedonali di circa 90 km e su di esso l’Amministrazione continua ad investire ingenti risorse. Il nuovo strumento urbanistico in fase di elaborazione, il PUG, avrà una sezione dedicata alla mobilità sostenibile e alla rete di ciclabili del territorio comunale. È stato da poco ultimato il tratto che collega la frazione di Fosdondo al centro storico. 
All’assessore Fabio Testi abbiamo chiesto di parlarcene. «Il primo stralcio venne realizzato tra il 2008 e il 2009 nel tratto compreso tra via Felicità e via Fornacelle, grazie ad un investimento a carico di Unieco nell’ambito della convenzione per gli scavi di argilla nella “cava Trentina”. Sempre nel 2008 venne approvato il progetto preliminare dell’intero tracciato, lungo la Provinciale SP47. Si abbandonò presto l’ipotesi di utilizzare via Macero e la vecchia ferrovia, percorsi ritenuti poco sicuri dai cittadini perché troppo isolati. La scelta è stata sicuramente più onerosa e ha comportato tempi di realizzazione superiori, ma la ciclopedonale realizzata consente ora l’accesso diretto a tutti i residenti con maggiore sicurezza», spiega Testi. «Nel 2012-13 venne realizzato il primo stralcio extraurbano, coprendo un tratto di novecento metri. Nel giugno 2014, col primo mandato di Ilenia Malavasi, ci si attivò per la progettazione esecutiva degli stralci mancanti e, soprattutto, per la ricerca di finanziamenti attraverso bandi ministeriali e regionali. Dopo il confronto coi cittadini si diede il via alle trattative con la Bonifica per realizzare al meglio le opere di tombamento del cavo irriguo, al fine di garantire la perfetta funzionalità delle prese irrigue a servizio degli agricoltori. Si decise anche di ricorrere ad un cordolo monoblocco in calcestruzzo prefabbricato, che avrebbe dato maggiori garanzie di durata alle sollecitazioni dei mezzi pesanti in transito: il cordolo precedente, realizzato in opera con otto pezzi accostati, non aveva dato risposte adeguate, deformandosi in più punti.

Il terzo stralcio venne così realizzato nel corso del 2018-19, periodo durante il quale si diede il via alla progettazione esecutiva del secondo oltre che di una nuova rotatoria nell’intersezione di via Fosdondo con via Canolo, modificando ulteriormente il progetto iniziale. La realizzazione del secondo stralcio di cinquecentocinquanta metri e la sostituzione del cordolo precedente di novecento metri vennero completati nel 2020. L’ultimo stralcio è stato completato a inizio anno. Complessivamente l’investimento è stato di 2.150.000 € per uno sviluppo totale di 3,4 km: 1.100.000 € sono derivanti da contributi provinciali, regionali o statali, 570.840 € sostenuti da privati in attuazione della convenzione per la coltivazione della cava Trentina e la restante quota di 475.000 € coperta da risorse proprie del Comune. Occorre ricordare che l’Amministrazione di Correggio oggi può contare su meno di un terzo delle risorse che si avevano ad inizio anni 2000. Risulta quindi molto più difficile realizzare simili opere se non accedendo a bandi pubblici. La volontà da parte nostra non manca di certo, mancano le risorse e, a mio avviso, una riforma nazionale della finanza locale che possa garantire agli enti locali l’autonomia gestionale per la manutenzione del patrimonio. Senza risorse non si possono fare le manutenzioni necessarie e di conseguenza con il passare degli anni il patrimonio (scuole, strade, ciclabili) degrada divenendo meno sicuro per i cittadini».

 

Perchè la ciclopedonale è così strategica?

«È un collegamento che permette oggi spostamenti sicuri, in particolare ad anziani e bambini ma anche a tutti coloro che non utilizzano l’auto negli spostamenti verso il lavoro o la scuola. Tutta la ciclabile ha la predisposizione per la posa della fibra ottica e di eventuale impianto di illuminazione. Va inoltre ricordato che le opere di tombamento del fossato laterale hanno permesso un ampliamento della sezione stradale, rendendo più sicuro il passaggio degli automezzi. Inoltre la rotatoria sta funzionando perfettamente nonostante vi fossero dei vincoli importanti sotto il profilo della progettazione, visto che si interveniva su assi viari già esistenti e non ortogonali tra loro. È dotata di illuminazione a Led e di attraversamenti pedonali con ottica per illuminamento orizzontale e verticale, al fine di mettere in risalto il pedone o ciclista in attraversamento. Infine abbiamo fatto inserire nella programmazione della Provincia il collegamento da Fosdondo alla ciclabile di Bagnolo, un ulteriore tassello dello sviluppo della rete ciclabile territoriale».

 

Quali sono i progetti futuri per ampliare la rete delle ciclabili?

«La priorità è il collegamento con le frazioni: la prossima è Canolo, su cui è già stato sviluppato un progetto che prevede il collegamento con Correggio sfruttando via Carletti, per poi realizzare il tratto mancante per raggiungere lo stabilimento della Cantina Lini. Un domani si potrà inoltre collegare Canolo con via Fosdondo, innestandosi nella rotatoria appena completata.

Nelle prossime settimane partiranno i lavori della ciclopedonale di via Erbosa per collegare Lemizzone con Prato, opera attesa da anni dalle due frazioni e che permetterà di migliorare un minimo anche la strada, ampliandone leggermente la sezione nei punti più critici. In programma è anche la ciclabile tra via Nuova Lemizzone e via Vittoria. In fase di progettazione esecutiva (e già finanziata con un contributo regionale legato al Piano Aria) anche la ciclabile lungo via Modena tra la rotatoria di via della Pace e il ponte sul Tresinaro, che permetterà un ulteriore collegamento con San Biagio (oltre al sottopasso di via Sinistra Tresinaro) ma soprattutto migliorerà la sicurezza degli studenti che quotidianamente raggiungono le fermate dell’autobus. Infine occorre completare il collegamento con Budrio: ad oggi la frazione è raggiungibile con “strade ciclabili”, cioè a traffico limitato perché riservate a residenti e conduttori agricoli, ovvero via Ruota e via Gavellotta. Queste si immettono entrambe su via San Prospero, strada molto trafficata in cui si andrà a tombare, in una prima fase, i cento metri di canale compresi tra via Monache e via Galeotto permettendo in tal modo la chiusura del collegamento ciclabile.

Vorrei infine ricordare il progetto di riqualificazione della mobilità nel comparto dell’industria che si sviluppa verso Carpi, che abbiamo presentato e condiviso con molti imprenditori subito prima dell’inizio della pandemia e che prevedeva, oltre al rifacimento della pubblica illuminazione e l’installazione di un moderno sistema di videosorveglianza (già ultimati), anche una rete di ciclabili lungo tutte le strade del comparto. Stiamo quindi lavorando su più obiettivi per poter convogliare sul territorio le risorse necessarie a rendere Correggio una città sempre più a misura di pedone e ciclista».

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