L’affare dell’Allegri

D – Ispettrice-aggiunta, verbalizzi tutto. Il testimone Miranda Romano…

(l’ispettrice-aggiunta interrompe allarmata: ‹‹Ma comandante, nello spazio riservato al nome qual è il nome che devo scrivere?››)… il testimone Romano Miranda, ispettrice scriva in quest’ordine, all’uopo convocato, spontaneamente riferisce quanto sa in merito alle misteriose iscrizioni che hanno deturpato il civico monumento al pittore Antonio Allegri detto Il Correggio, sito in piazza san Quirino. Dichiari la sua professione, prego

R – Professore d’arte in pensione, con sei nipoti. Dunque devo partire da due antefatti.

D – Non esageri, il sindaco mi raccomanda sempre di essere conciso. Già abbiamo sei nipoti: di antefatti gliene concedo solo uno.

R – Sul giornalino parrocchiale un mese fa è apparso un articolo. Il periodico svolge un ruolo insostituibile per la comunità ecclesiale: annunzia matrimoni e trapassi, ma soprattutto elenca le offerte dei correggesi alla parrocchia, e tutti, fedeli e infedeli, lo leggono avidamente per misurare la taccagneria di Tizio o interrogarsi sulla generosità di Caio.

D – Mi scusi, questo che razza di antefatto è?

R – Aspetti, comandante. L’estensore dell’articolo, che si definisce giornalista per alcune modeste collaborazioni, come suo solito se la prende con Correggio e con le tradizioni profane, con le pulsioni materialistiche che spingono molti alla separatezza. E scrive che è tempo che la parrocchia chieda all’amministrazione di spostare il monumento di Antonio Allegri dalla sua attuale collocazione, da dove sfida apertamente la nostra basilica ergendosi di fronte ad essa con atteggiamento di provocazione. E, accusa il suddetto giornalista: invece il sindaco cosa fa? Lo restaura! 

D – Quest’antefatto è assurdo! Perché la Chiesa dovrebbe temere un pittore così religioso, autore di pale d’altare, affrescatore di cupole e di camere di badesse?

R – Ma quella che lei conosce è solo la versione ufficiale, che deriva da fonti storiche influenzate dalla Chiesa. Naturalmente la prestigiosa fondazione che porta il suo nome ha tutto l’interesse a sostenerle. La realtà è ben diversa. Dan Brown ci sta facendo un best-seller.

D – L’Allegri secondo il suddetto Brown non era un artigiano-sant’uomo?

R – Un assatanato, comandante, pare affetto da priapismo e desiderio sessuale compulsivo! Con un mucchio di figli. Basta passare per piazza san Quirino di notte (voi della polizia municipale non lo fate mai, eh?) e si scopre subito contro il muro del Kahlua la siluette dell’Allegri dotato di un membro virile in tutta evidenza. 

Le autorità laiche del paese, minimizzando come al solito, sostengono che si tratta dell’ombra del pennello (ma intanto, dice il bellicoso giornalista, con il restauro hanno aggiunto al pennello il pennacchio!).  I correggesi sanno benissimo che lo spirito libertino del pittore di notte si anima. Ad una certa ora, ben oltre la mezzanotte, il pittore nella sua palandrana scende dal basamento e circola spudoratamente per il paese brandendo il proprio impudico affare. Tant’è che molte donne, così si dice, da secoli vanno la notte in piazza per toccarlo ritenendolo un potente talismano contro l’impotenza. Ci vanno in segreto, ovviamente, perché si tratta di una pratica vergognosa, e si mettono ad attendere sotto il monumento che il grande pittore compia il suo giro notturno e dia loro udienza per fare il miracolo. Io sono un laico, ma…

D – Ma mi faccia il piacere, queste sono favole a cui non credono nemmeno i suoi nipotini!

R – Proprio loro me l’hanno raccontato, comandante.

D – Quindi secondo lei l’atto vandalico potrebbe essere opera di mariti gelosi? 

R – Esaminiamo la misteriosa scritta: MEMENTO INANIMA INANIMAM VIRGAM NON ANIMARE, profondamente scalpellata nel marmo del basamento della statua. Il senso manifesta il disprezzo verso le notturne inquietudini delle donne correggesi. Tuttavia, a rifletterci, io credo si tratti di un complotto per motivi di fede.

D – Ci siamo coi complotti… 

R – Comandante, l’iscrizione misteriosa ci aiuta a capire. Da anni un gruppetto di fedeli ha deciso di tornare, si badi, non alla semplicità delle origini ma al formalismo della Chiesa, diciamo ai secoli immediatamente seguenti la Controriforma. Ora, mi segua, io non sostengo che ci sia qualcosa di male a farsi la messa in latino e rispolverare i canoni  estetici delle vecchie liturgie, le litanie ipnotiche che hanno segnato la nostra fanciullezza. In fondo potremmo giudicarlo un innocente gioco di ruolo in ambito spirituale e non secolare, cioè riti e cerimonie al posto di play station e mazzi di carte.

D – E secondo Lei l’atto criminoso sarebbe nato in questo ambiente?

R – Beh, i formalisti guardano al sesso con grande diffidenza, perché può essere un atto liberatorio e quindi pericoloso. È una specie di fissazione. Lei come spiega altrimenti l’accusa all’Allegri di  sfidare la basilica? Immagino la riunione dei neo-controriformisti: è probabile che il solito giornalista abbia condannato lo scandalo generato dal comportamento libertino della statua, pardon del pittore, e che il gruppo di rigidi difensori della famiglia e del pudore decida che bisogna intervenire. Se no, comandante, come spieghiamo la strana scelta del latino, di una lingua morta ormai in disuso? Un marito esasperato, per quanto colto, avrebbe tirato via!

D – Francamente non frequento il latino, e mi pare che lei e i suoi nipotini abbiate troppa fantasia.

R – L’ho avvisata perché il prossimo passo dei congiurati porterebbe sicuramente alla mutilazione dell’Allegri. Le lascio immaginare di cosa.

D – Comunque ci guarderemo in giro. Per favore firmi la copia del verbale che l’ispettrice-aggiunta le sottoporrà.

R – Non voglio annoiarla, ma come firmo la deposizione?

D – Come la vuole firmare? Con nome e cognome, naturalmente!

R – Ecco comandante… non vorrei creare uno scandalo: Romano Miranda o Miranda Romano… anche l’ispettrice-aggiunta ha colto questa imbarazzante ambivalenza… basta un momento che il diabolico giornalista mi accusa di essere la prova vivente della propaganda di “gender”… (si accorge dello sconforto che ha colpito l’intero corpo di polizia municipale) ma sì, quella teoria che nega la necessità di definire nei bimbi le identità di maschio e di femmina… Il giornalista ha già ripetutamente scritto che il gender è un terribile complotto contro la Chiesa… e io non vorrei fare la fine dell’Allegri, lei mi capisce.

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