La vita, la morte, la famiglia

Dimitri Bertolaso, un caro amico, uno di noi

Se di una cosa abbiamo certezza nella vita, questa è la morte. La precarietà che ci accompagna, incredibilmente, modula le azioni attraverso cui celebriamo ogni giorno il nostro esserci. La letteratura ha scritto e continua a scrivere di lei continuamente e da lei trae continua ispirazione, nel tentativo di indurci ad avere cura del tempo che ci è concesso.

La morte semina dolore e ci colpisce ancora di più se ci sfiora da vicino. Nel mese di giugno è mancato all’affetto dei suoi cari Dimitri Bertolaso, in modo inaspettato e rapido. Lo sforzo di comprendere la morte nel destino della vita, improvvisamente sembra non servire più. Come elaborare un lutto come questo?

Molti di noi conoscono la famiglia Bertolaso per l’impegno civile e democratico, per la sensibilità sociale che hanno sempre mostrato e di cui ci hanno fatto dono. Ora dovranno proseguire senza Dimitri. Noi, conosciamo Dimitri attraverso alcuni suoi contributi pubblicati nel libro “Esercizi di scrittura” del Gruppo di lettura Punto Sud del Centro Culturale L.L. Radice e ne abbiamo apprezzato la sensibilità di artista, il pragmatismo fattuale e quella naturale ritrosia che lo poneva ben lontano dalla vanagloria. In lui abbiamo riconosciuto una ricchezza umana, una passione ideale ed una competenza che è la stessa che riscontriamo in suo padre Bruno, in sua madre Elisa e in suo fratello Andrei.

Per questa famiglia, la vita privata e l’impegno civile si compenetrano armonicamente. Sono animati dall’interesse per la lettura, per la scrittura, per la poesia, per la pittura, per la politica. Il figlio maggiore Andrei è un eclettico scrittore e Dimitri, invece, ha coltivato un profondo interesse per i fossili. In questo campo ha condotto ricerche e ha fatto scoperte che gli sono valse l’attenzione di diversi atenei e Istituti scientifici, anche stranieri. La famiglia Bertolaso è un esempio di coesione, creatività, sensibilità straordinarie, che hanno reso particolarmente significative le loro vite e hanno consentito alla breve vita di Dimitri di essere piena. Tutto questo è frutto di un successo educativo ricco di amore, di responsabilità, di dedizione, che ci è di esempio e restituisce fiducia nel ruolo della famiglia.

Tutti i figli sono indimenticabili, ma sicuramente lo è Dimitri che ha un posto indelebile nel nostro pensiero e in quello della sua famiglia. Laicamente, ci sembra di individuare in questo l’idea di eternità, fatta per grande parte di bei ricordi, che, mentre contribuiscono a rendere ulteriormente acuto il dolore per la sua perdita, sono anche la parte di Dimitri che continuerà a vivere per sempre, custodita nella nostra interiorità.

Siamo certi che Dimitri vorrebbe che il ricordo di sé possa proteggerci dalla devastazione ed essere tale da cominciare, col tempo, a regalarci un sorriso. La sua morte, per quanto lenita dalle parole, chiede innanzitutto un riconoscimento della sua esistenza. A chi resta il compito di trovare le azioni e le parole giuste.

Un primo omaggio alla sua memoria, potrebbe essere una mostra dei suoi quadri, disegni, miniature e fossili, per la quale la famiglia e il Centro Culturale L.L. Radice cercheranno la collaborazione del Comune e degli Istituti culturali.

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