La vita in famiglia, si sa, non è sempre un idillio

L’Unione dei nostri Comuni offre un supporto qualificato

Sotto i portici di Corso Mazzini ‘è il portone aperto che introduce al Centro Famiglie dell’Unione Comuni Pianura Reggiana. Si annuncia con una intestazione rassicurante: “Come in Famiglia”. Primo Piano è entrato per scoprire e far conoscere quali sono le attività e i servizi offerti ai cittadini di Correggio, Campagnola Emilia, Fabbrico, Rio Saliceto, Rolo e San Martino in Rio. Ad accoglierci è Angela Campari, responsabile del Centro, insieme a Barbara Motti e Giuseppina Iosue, operatrici. «Il Centro è stato inaugurato nel 2010, dopo un anno di percorso partecipato che ha coinvolto gli amministratori dei sei Comuni dell’Unione, associazioni di volontariato e rappresentanti di istituti del territorio: lo scopo di questo percorso era capire se anche nei Comuni dell’Unione ci fosse la necessità di un Centro a sostegno del benessere delle famiglie con figli, come da progetto della Regione», racconta Angela Campari.

Devono essere garantite tre aree su cui operare: informazione, genitorialità, progetti di comunità. I servizi si possono riassumere in consulenza genitoriale, consulenza alla coppia, mediazione familiare, orientamento legale per genitori con figli da zero a diciassette anni. Le indicazioni fornite dalla Regione devono essere rispettate anche per accedere ai finanziamenti destinati ai progetti, indicati dalla Regione stessa. «L’obiettivo del Centro è accompagnare in quella che è una genitorialità quotidiana. Ci rivolgiamo quindi alle famiglie che affrontano i momenti di difficoltà e cambiamento che possono presentarsi nella vita: la nascita dei figli, i vari passaggi della crescita, l’adolescenza, la separazione dei genitori, la malattia e la morte. Ad esempio, si ammala una persona del nucleo familiare: come affronto la malattia con i figli? É giunto il momento di passaggio dalla scuola primaria alle scuole medie: come posso accompagnare mio figlio al cambiamento? Il Centro per le famiglie organizza occasioni di incontro per gruppi di genitori, da un minimo di dieci ad un massimo di venticinque persone, dove il ruolo dell’operatore è stimolare i partecipanti a fare riflessioni e a mediare e coordinare il confronto», ci spiega Barbara Motti.

«Lavoriamo principalmente con i genitori. L’unica attività del Centro rivolta ai bambini è quella dei Gruppi di Parola per figli di separati. I bimbi hanno uno spazio protetto dove vengono aiutati a parlare della separazione, ma fatichiamo a trovare quattro o cinque bambini per creare il piccolo gruppo. La separazione sembra coinvolgere solo gli adulti», aggiunge Angela.

 

Chi indirizza i genitori a rivolgersi al Centro?
«Arrivano a noi principalmente con il passaparola delle famiglie. A volte consigliati dai colleghi dei servizi sociali, dal pediatra o dall’insegnante. C’è un primo incontro per capire se possiamo essere d’aiuto: in caso positivo fissiamo un appuntamento. Molte volte può bastare anche un solo colloquio, con un solo genitore o entrambi», dice Barbara.

 

Quali sono le figure professionali che operano nel Centro?
«Noi tre siamo assistenti sociali, poi ci sono i collaboratori esterni: una psicologa, per consulenza genitoriale e alla coppia o per progetti di gruppo, e una mediatrice familiare pedagogista per le coppie separate. Alcune avvocatesse del distretto offrono uno spazio di orientamento legale a titolo volontario», risponde Angela. Tutte donne, noto. «Sì, ma per gli incontri specifici per padri e figli che abbiamo organizzato nel 2022 abbiamo coinvolto operatori maschi».

 

Come avviene decisa la programmazione del Centro?
«Avviene di anno in anno e cambia in base ai bisogni che emergono, sia nelle consulenze offerte dal Centro che dal lavoro di rete con i vari istituti e associazioni del distretto. Anche le indicazioni che arrivano dalla Regione hanno un peso importante. Oltre alle attività di consulenza continuative, organizziamo iniziative pubbliche come quella partita in marzo: “É arrivato un bambino”. Sono sei incontri a partecipazione gratuita, ai quali però è necessario iscriversi», racconta Barbara.

 

Le varie iniziative come vengono pubblicizzate?
«Abbiamo aperto da poco la pagina Facebook (Centro per le famiglie – Unione Comuni Pianura Reggiana) quindi ora possiamo pubblicare i corsi in partenza e i servizi del Centro. Teniamo una piccola rubrica mensile, “Mi leggi una storia”, dove diamo indicazioni di libri da leggere con i bambini. Abbiamo un sito internet legato all’Unione dei Comuni e chiediamo alle Amministrazioni di aiutarci a diffondere le iniziative. Poi ci sono i classici volantini cartacei», conclude Giuseppina Iosue.

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