La verità scientifica è una cosa seria

Maurizio scaltriti su youtube per la nostra biblioteca

«Dicono che… Quando sentiamo questa frase la prima domanda che dobbiamo porci è: chi lo dice, chi dice cosa». Maurizio Scaltriti inizia così l’incontro che si è svolto sabato 14 novembre, in diretta streaming sul canale YouTube della Biblioteca di Correggio, in occasione del Festival della Cultura Tecnica, dal titolo “La Ricerca e la Verità – Come distinguere la cultura scientifica dalle opinioni”. 

Nel momento in cui una pandemia ha messo sotto scacco il mondo intero, scatenato il fiorire di false notizie su web e stampa e aizzato complottisti, negazionisti, antivaccinisti, il dottor Scaltriti è la persona più qualificata per spiegarci come tentare di riconoscere una verità scientifica.

Correggese doc, vanta una prestigiosa carriera internazionale nell’ambito della ricerca terapica e farmacologica per la cura delle malattie oncologiche. Dal 12 ottobre 2020 è vicepresidente del dipartimento oncologico di medicina traslazionale della multinazionale farmaceutica AstraZeneca.
Più di una volta è apparso sulle pagine di Primo Piano.

Scaltriti ci spiega che la verità scientifica si basa sui risultati del metodo scientifico applicato dal ricercatore per verificare se la sua ipotesi è vera o falsa.
Il vero ricercatore dovrà effettuare qualsiasi esperimento utile a smentire la propria teoria. Se al  termine di questi tentativi l’ipotesi avrà mantenuto la sua validità, il risultato insieme a tutti gli esperimenti effettuati, potrà essere pubblicato su una rivista di divulgazione scientifica, meglio se prestigiosa come Nature e Science, e messo a disposizione di tutto il mondo accademico.

L’intera comunità scientifica potrà quindi a sua volta utilizzare i risultati pubblicati, replicare esperimenti e confermare o confutare tali risultati. Può accadere purtroppo che una teoria, nonostante sia stata confutata da numerosi studi pubblicati, continui ad essere diffusa da una stampa scorretta e da scienziati non riconosciuti dalla comunità scientifica.

È il caso questo, ad esempio, della presunta correlazione tra autismo e vaccini, smentita dai dati oggettivi riportati da numerosi studi scientifici ma che ancora continua a diffondersi in una specie di “isteria collettiva”, come la definisce Scaltriti.

Proprio di vaccini si parla tanto ora su media e social: ammettendo che il rischio zero di effetti collaterali non esiste, sarà necessario valutare gli enormi benefici che ne deriveranno e tenere in considerazione che a riprova della messa in commercio di un determinato vaccino ci sono dati oggettivi, risultato di sperimentazione e ricerca.

Il diffondersi di false teorie mediche non è cosa solo di questo ultimo anno.
Scaltriti ricorda con rammarico il metodo Di Bella e Stamina e paragona l’Omeopatia e la Medicina Alternativa all’astrologia.  Tutte teorie pseudoscientifiche accomunate dall’essere state ripetutamente smentite da moltissimi studi, ma che continuano a far breccia su tante persone.

Riprendendo il discorso sulle false notizie, le fake news, che girano sul web, spesso create in malafede, accenna ad alcuni siti che si occupano di sbugiardare le falsità pubblicate, il cosiddetto debunking.
Divulgare in modo corretto e approfondito le notizie citando sempre le fonti da cui si traggono è il compito di un buon giornalista, sia che si tratti di vaccini che di nuovi farmaci e da parte degli stessi scienziati deve esserci la volontà di argomentare dati e risultati scientifici nel modo più semplice possibile.

Scaltriti chiude l’incontro rivolgendo a noi lo stesso suggerimento: per districarci tra opinioni, articoli, post sui social chiediamoci sempre «chi dice cosa, in base a cosa e perché».

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