La stoltezza del coraggio

Armin Wegner, giusto tra le nazioni, nel racconto dello storico Gabriele Nissim

Armin Wegner: chi è costui?

In pochi forse lo conoscono, anche se Reggio Emilia ha ospitato dall’11 al 23 settembre, nei locali della sinagoga, una mostra di sue fotografie.

Wegner, ufficiale medico tedesco della Prima Guerra mondiale, ha documentato il genocidio degli armeni di cui quest’anno ricorre il centenario.

Wegner ha ricevuto sia il riconoscimento di Giusto tra le nazioni allo Yad Vashem (l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Israele) di Gerusalemme che dagli Armeni a Erevan, per aver preso posizione contro le politiche antisemite tedesche e aver scritto la famosa “Lettera ad Hitler” in cui  gli chiedeva conto del suo operato.

È un personaggio simbolo del secolo scorso, testimone di due guerre mondiali, delle logiche genocidarie dei totalitarismi, della deriva ideologica del comunismo.

Il 17 settembre, Gabriele Nissim, storico, saggista e giornalista, ha presentato il suo libro “La lettera a Hitler. Storia di Armin Wegner, combattente solitario contro i genocidi del Novecento” presso la sinagoga di Reggio, e ha incontrato a Correggio gli studenti della classe 5 B linguistico del Liceo “R. Corso” che hanno letto il suo saggio durante l’estate.

Nissim ha fondato a Milano il Giardino dei giusti e la rivista on-line Gariwo. A lui e ad alcune associazioni si deve l’istituzione, dal 2012, della Giornata dei Giusti, da parte del Parlamento Europeo, che si celebra il 6 marzo di ogni anno.

Nissim, parlando di Wegner non ha voluto descrivere né un santo né un eroe, perché Armin è stato anche un uomo fragile e imperfetto, ma ha voluto restituirne la vicenda umana e politica con onestà. 

La sua testimonianza?
Interrogarsi e chiedere ragione al suo popolo della Shoah e della colpa collettiva di tanti che hanno accettato di collaborare, con il silenzio o l’indifferenza, all’ossessionante tentativo dei totalitarismi di realizzare la “società perfetta”, eliminandone i “parassiti”.

Incontrando i ragazzi, Nissim ha ricordato loro che è sbagliato un approccio manicheo al male politico che si compie nella storia: spesso chi compie il male lo presenta come il bene, come il paradiso, la felicità per gli uomini. 

Questo “paradigma” si ripete: bisogna ritrovarlo e riconoscerlo anche oggi in ciò che accade. 

Lo scrittore Vasilij Grossman, in “Vita e destino”, mostra come, in nome del bene universale, si siano compiute le cose peggiori. Egli afferma che non esiste il “bene”, esiste la Bontà, cioè l’azione concreta di chi è buono. È il “bene” astratto che permette e giustifica la violenza, mistificandola come inevitabile necessità. 

Noi abbiamo emozioni innate come la “pietas”: coloro i quali ribaltano valori come “non uccidere” ritengono necessario soffocare la nostra umanità per fare qualcosa di più grande. 

Pensiamo alle scene dell’ISIS oggi, dice Nissim: qualcuno sgozza, con tanta rilevanza mediatica, un nemico e lo fa come adepto della causa. Deve superare la sua compassione e perciò diventa eroe, deve fare un atto contro la sua umanità. 

Allora chi sono i giusti, come Armin Wegner? 

Questo termine è nato dopo la Shoah per indicare i non ebrei che, a rischio della vita, hanno salvato gli ebrei. Nissim ne ha fatto una categoria universale che comprende tutti coloro che si oppongono al male e alla disumanizzazione degli altri. 

Per la filosofa Hanna Arendt, il giusto è colui che è capace di giudicare, di pensare da solo. 

A quale condizione agisce così? 

Prima di tutto stando in solitudine, come ricordava Socrate, perché “pensare” significa porsi delle domande, decidere dentro di sé ciò che è giusto e sbagliato.

Poi avere un comportamento empatico e assumersi delle responsabilità. Il bene non è semplicemente indignarsi, prendere le distanze, dire «non sono d’accordo» ma chiedersi: «cosa posso fare io?».

Il giusto agisce sempre in una situazione di supplenza: i giusti non vogliono e non possono salvare il mondo ma fanno un atto di umanità concreta, subito, per le donne e gli uomini che incontrano.

Citando Spinoza, Nissim dice che così si diventa “dio” per l’altro.

Il “miracolo” è avere il coraggio di mettere nel mondo qualcosa di nuovo: l’azione responsabile nei confronti degli altri. 

Wegner dice: «quando mi è stato chiesto che cos’era il coraggio, io ho risposto con una battuta: la stoltezza».

Confessava di aver scritto a Hitler per denunciare le leggi antisemite, soltanto per incoscienza… ma precisando che “stolto” è chi ha fede e fiducia in sé, nel mondo e nelle altre persone.

Nissim conclude l’incontro con i ragazzi ricordando che la fragilità è un valore, non un ostacolo: non siamo esseri perfetti, abbiamo l’istinto di sopravvivenza di fronte al pericolo, abbiamo paura, abbiamo legami importanti da difendere… fare del bene non è facile. 

Eppure il segreto degli uomini giusti è proprio questo: avere fiducia negli uomini e nel mondo. 

Se non fossero stati stolti, ingenui e incoscienti non avrebbero mai aiutato nessuno.

 

GENOCIDIO ARMENO

È stato il primo genocidio del XX secolo, compiuto nell’area dell’ex impero ottomano in Turchia, tra il 1915 e il 1923. 

Ha portato la morte di due terzi degli armeni dell’Impero Ottomano, all’incirca un milione e 500 mila persone. Può essere considerato il prototipo dei genocidi del ‘900 a causa della pianificazione sistematica con cui è stato progettato anche in collaborazione con la Germania.

GIUSTI TRA LE NAZIONI 

Sono i non-ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita per salvare la vita anche di un solo ebreo dalla Shoah. 

Ad oggi sono stati riconosciuti oltre 24.000 Giusti tra le nazioni. 

Oggi il termine è stato allargato a tutti quegli uomini e donne che in condizioni estreme hanno trovato la forza di opporsi al male seguendo il principio della responsabilità personale, difendendo il principio di umanità al di là dei condizionamenti ideologici, religiosi, politici, o etnici, sociali e culturali.  

GIARDINO DEI GIUSTI 

È un giardino dedicato ai Giusti che, nel mondo, si sono opposti con responsabilità individuale ai crimini contro l’umanità e ai totalitarismi.

Il primo Giardino dei Giusti è nato a Gerusalemme nel 1960. 

Lo scrittore e giornalista Gabriele Nissim, ha proposto l’istituzione di Giardini dei Giusti in tutto il mondo.  In Italia sono più di 35.

GARIWO LA FORESTA DEI GIUSTI

È una ONLUS che valorizza le azioni e la memoria delle figure esemplari di resistenza morale e di coraggio civile. 

Organizza seminari, dibattiti, convegni, mostre e spettacoli, costruisce luoghi della memoria in ogni parte del mondo, raccoglie e diffonde attraverso il sito e i social network articoli, documenti, percorsi didattici, riflessioni e approfondimenti.

www.gariwo.net

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