La sicurezza urbana va ben oltre un autovelox

Gli agenti di polizia locale, tra controllo e prevenzione

Chi è più forte del vigile urbano?
Ferma i tram con una mano.
Con un dito, calmo e sereno,
tiene indietro un autotreno:
cento motori scalpitanti
li mette a cuccia alzando i guanti.
Sempre in croce in mezzo al baccano
chi è più paziente del vigile urbano?

da “Filastrocche in cielo e in terra”, di Gianni Rodari.

Nella seduta tenuta a fine novembre dall’Unione dei Comuni Pianura Reggiana, sono stati consegnati dei riconoscimenti agli agenti della Polizia Locale ed un encomio per tre operatori che si sono particolarmente distinti in una delicata operazione di polizia giudiziaria: sono il Vice Comandante Ispettore Capo Giuseppe Varà, l’Assistente Capo Alfonso De Martino e l’Assistente Scelto Luigi Missano.
Questa evenienza ci ha offerto l’opportunità di fare il punto della situazione su questo delicato servizio che, nel tempo, ha subito profonde trasformazioni. Nel dopoguerra il boom economico ha portato ad una diffusa motorizzazione, ad una esplosione del traffico automobilistico e ad una intensa attività edilizia. In questi ambiti la Polizia Municipale doveva profondere il massimo impegno nella polizia amministrativa, controllando non solo commercio e attività edilizia, ma anche e soprattutto regolando il traffico ed i comportamenti alla guida.
In diverse città italiane i “vigili” avevano assunto scherzose denominazioni, prendendo spunto dal cappello che portavano: ghisa a Milano, pizzardone a Roma, tubo a Trieste. Oppure, per la posizione che tenevano nel controllo del traffico, cantuné a Genova. Da noi i vigili urbani di un tempo erano personaggi molto conosciuti, dotati di una forte identità. Le comunità spesso gli assegnavano degli scutmai (soprannomi). A Correggio: Nuvleina, Grand-hotel, Bolero. A Rio Saliceto: Bireda. A San Martino in Rio: Girasole, data la sua altezza e la sua grande capacità di osservare a 360° le situazioni. Persona di grande umanità.
Vi è stata nel tempo una trasformazione nella società italiana, nei bisogni delle comunità e quindi nei compiti assegnati a questo servizio. Con la legge nazionale 65 del 1986 si è passati dai Vigili Urbani alla Polizia Municipale; poi, con la legge regionale 24 del 2003, sono stati ridefiniti e precisati gli ambiti di competenza, trasformando il corpo in Polizia Locale. Per approfondire questi aspetti ho chiesto un appuntamento al Comandante Tiziano Toni.

Mi sono trovato di fronte ad un dirigente molto preparato e competente, animato da passione ed entusiasmo.

Qual è la attività che al giorno d’oggi vi impegna maggiormente?
«Al giorno d’oggi l’impegno prevalente è legato alla sicurezza urbana. Vivibilità degli spazi pubblici, dei parchi urbani e dei centri cittadini, ma anche contrasto a vandalismo, bullismo, danneggiamenti, inciviltà diffusa e traffici illegali. Comportamenti che spesso implicano responsabilità penali. Interveniamo anche per conflitti di vicinato, violazione dei regolamenti, attività rumorose che si protraggono oltre i limiti consentiti. Inoltre dobbiamo operare un’attenta vigilanza ambientale per evitare o contrastare l’abbandono di rifiuti, sversamenti e smaltimento di materiali (pneumatici, ammortizzatori), spesso derivanti da attività illecite».

Assistiamo in questi giorni al fenomeno dei Fleximan, persone che tagliano gli autovelox: cosa ne pensa?
«Purtroppo nella realtà italiana dobbiamo scontare una comunicazione mass-mediatica dettata da slogan di pronto effetto, ma superficiali e poco attenti al bene comune. Spesso viene presentata l’attività della Polizia Locale come una strategia per raccogliere fondi attraverso le multe. Una immagine molto lontana dalla realtà. Gli autovelox vengono posti in luoghi pericolosi per evitare incidenti e difendere l’incolumità delle persone. La loro ubicazione, previa attente valutazioni, viene autorizzata dalla Prefettura per un preciso obiettivo di interesse generale: salvare vite umane».

Come sono i rapporti con le comunità?
«Indubbiamente questa narrazione non aiuta ad impostare un approccio sereno, consapevole e costruttivo, ma devo dire che nel nostro territorio abbiamo un buon rapporto con le comunità e vi è un diffuso senso civico. Non mancano, a volte, tensioni e polemiche, concentrate su casi specifici».

Avete difficoltà da un punto di vista organizzativo?
«Rispetto al passato dobbiamo gestire qualche problema operativo legato al turnover del personale. Non vi sono più solo i vigili che rimangono per una vita nello stesso paese. Adesso vengono persone da tutta Italia: quando arrivano possono incontrare difficoltà logistiche, come ad esempio gli affitti troppo elevati, quindi a volte si ritrasferiscono».
Al Sindaco di San Martino in Rio, Paolo Fuccio, responsabile del servizio per l’Unione dei Comuni, pongo altri due interrogativi.

Quali sono le attuali criticità nel servizio di Polizia Locale?
«La principale riguarda senza dubbio la dotazione organica:
il numero di agenti sul territorio è decisamente inferiore a quanto stabilito dalle norme. Questo comporta un carico di lavoro importante per il personale in servizio, che sempre più spesso si deve far carico di adempimenti burocratici, anche per conto di altri Enti».

Cosa pensa si debba fare per il futuro?
«Sarebbe auspicabile la definizione di norme chiare su ruoli e funzioni a livello nazionale, che diano indicazioni precise ed univoche anche sugli strumenti da utilizzare».

Il ruolo della Polizia Locale lo traccia con efficacia Lucio Malavasi, presidente dell’Unione dei Comuni, nel suo intervento in occasione della premiazione. «La sfida della sicurezza è la sfida del nostro tempo, anche per quanto riguarda la sicurezza stradale. Se è in gioco una vita, dobbiamo fare qualunque cosa per salvarla: come Unione siamo fortemente impegnati in questo, sia a livello di prevenzione e sensibilizzazione che di rispetto delle regole. La nostra prima preoccupazione è avere una comunità che sappia cos’è il valore della vita. Il nostro compito è ascoltare i cittadini, ma anche parlare con loro e fare interventi per la loro sicurezza. Il corpo di Polizia Locale deve mantenere un grande senso di umanità, professionalità e sensibilità, caratteristiche non comuni, lavorando in squadra con tutti gli altri attori interessati». Questi principi si riscontrano aprendo il sito della Polizia Locale. Il comandante Toni, dopo aver dato il benvenuto ai navigatori con gentilezza e spirito di servizio, introduce gli orari d’ufficio e poi conclude con una frase importante. «L’impegno di tutti gli operatori è massimo per essere vicini ed al servizio dei cittadini: siamo a disposizione per raccogliere segnalazioni utili ad indirizzare al meglio le nostre azioni, ma anche pronti a ricevere critiche e/o suggerimenti. Nel ringraziare tutti i visitatori porgo, anche a nome di tutti i miei collaboratori, il più cordiale saluto!».

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