La racchetta cambia di mano

Al Circolo Tennis Paterlini succede a Pinotti

Cambio della guardia al Circolo Tennis Correggio. Dopo quattordici anni l’Ing. Massimo Pinotti non si è ricandidato alle elezioni per il rinnovo delle cariche sociali che si sono svolte il 28 febbraio. Termina così una lunga presidenza, iniziata nel 2008, che ha attraversato anni complessi della vita correggese, dal terremoto del 2012 fino alla recente pandemia, ma anche produttivi e soddisfacenti per il Circolo. Lo incontriamo in una fredda sera di marzo, appena dopo un’intensa partita di doppio, in un Circolo Tennis tirato a lucido in previsione dei primi tornei primaverili.
«La mia esperienza si divide nettamente in due periodi, 2008-2015 e dal 2016 ad oggi», esordisce Pinotti. «Nel primo periodo sono stato un “presidente a distanza”, perché lavoravo ancora e ho avuto diversi problemi familiari gravi; delegavo quasi integralmente la gestione ai collaboratori potendo essere presente al Circolo solo saltuariamente. Purtroppo in tale periodo abbiamo avuto un guaio serio con l’Agenzia delle Entrate che aveva riscontrato irregolarità di gestione negli anni 2011/2013 comminandoci una sanzione molto pesante».

 

Queste vicende hanno richiesto per te un impegno straordinario sia pratico, sia morale. Ora è risolto?
«Sì, ma in quel momento abbiamo rischiato di perdere tutto; non tanto il patrimonio, che è di proprietà dell’Amministrazione Comunale, quanto il bagaglio di esperienze e la continuità nel tempo dell’Associazione Sportiva che si occupa di tennis a Correggio dal 1954. Poi nel 2016 è cominciato il secondo “set”, molto più impegnativo, della mia esperienza, poiché ho svolto, oltre che la mansione di Presidente, anche quella di Direttore Amministrativo. Occorreva un’attenzione certosina ai costi e ricavi per risalire la china, e ce l’abbiamo fatta grazie ad un gruppo coeso e al lavoro volontario, arrivando alla buona situazione attuale».

 

Tutto questo senza mai interrompere lo sviluppo dell’attività sportiva. Spieghiamo in cosa consiste.
«Al Circolo si svolgono varie attività: tennis, beach-volley, calcetto, beach-tennis. Nel 2021 abbiamo battuto il record di settemila ore di tennis. Svolgiamo corsi per tutte le età e categorie, con più di 150 partecipanti; 114 sono invece i soci iscritti. Non c’è solo sport: ospitiamo il campo-giochi estivo, e la coop sociale “il Bucaneve” porta i suoi ragazzi a fare didattica ed esperienza nelle nostre cucine».

 

Però! Allora perché non ti sei ricandidato?
«Le cariche sociali vengono rinnovate per i prossimi tre anni. In questi mesi sono emersi due nuovi progetti, che possiamo realizzare in della virtù tranquillità finanziaria raggiunta: la costruzione di due campi da padel (un tipo di tennis in cui oltre alla rete fanno parte del gioco le pareti intorno al campo) e la riattivazione del bar-ristorante del Circolo. Dal punto di vista personale, mi è sembrato che altri tre anni fossero eccessivi; del resto sentivo che da parte del Circolo era pressante l’esigenza di rinnovare e ringiovanire la gestione. Così ho maturato la decisione di non ripresentarmi all’assemblea per il rinnovo del Consiglio, anzi di anticiparle a febbraio permettendo così ai nuovi amministratori di guadagnare tempo nell’esecuzione dei futuri progetti. Il 28 febbraio il Consiglio a sua volta ha eletto Stefano Paterlini come nuovo Presidente».

 

Un tema che non abbiamo ancora toccato è la rinnovata convenzione con l’Amministrazione Comunale. Cosa comporta?
«La convenzione non prevede contributi a nostro favore; il Circolo deve essere autosufficiente in tutto salvo che per manutenzioni straordinarie alle strutture che sono di proprietà del Comune, con cui concordiamo orari, tariffe e momenti di verifica. Dunque un rapporto elastico e sufficientemente autonomo. Si sono succedute durante la mia presidenza diverse Amministrazioni, e come tutte le associazioni sportive avremmo voluto di “più”, ma i rapporti si sono sempre mantenuti entro una dialettica molto corretta. Il Comune non è mai stato coinvolto nel nostro problema con l’Agenzia delle Entrate, pur essendo sempre tenuto al corrente degli sviluppi.

Un momento critico è stato quando, dopo la vicenda di ENCOR, i beni del Circolo sono stati inseriti tra quelli che il Comune avrebbe venduto per far fronte alle garanzie prestate. Come Circolo, comprendendo la gravità del momento, abbiamo aspettato senza polemiche che la vicenda giungesse a conclusione sperando in un esito positivo, il che è avvenuto. Io spero che i rapporti Associazione-Comune continuino nel reciproco rispetto di competenze e obblighi anche con la nuova direzione.

Così come per chi gestisce cariche pubbliche, il livello di responsabilità personale e di rischio diretto per un Presidente di una associazione sportiva è elevatissimo, da suggerire a chiunque di rifiutare una tale carica. Una realtà come la nostra è rapportabile ad una piccola azienda, con ricavi attorno ai duecentomila euro e sette figure tra maestri, istruttori e preparatori atletici: non si può improvvisare, bisogna dotarsi di una struttura operativa che presti molta attenzione ai costi per evitare spiacevoli sorprese. Il tennis è uno sport bellissimo, praticarlo è di per sé una gran cosa e io lo faccio più che posso.

Il Circolo ha un fascino quasi “magico”, tutti vogliono esserci e farci attività. Ricordo notti preoccupate, piene di pensieri, ma l’esperienza nel suo complesso per me rimane intensa e gratificante. Forse perché alla durezza del primo “set” è succeduto il buon risultato del secondo!».

 

Salutiamo l’ex-Presidente, ringraziandolo per averci raccontato il senso di questa sua esperienza e dimostrato la serietà e l’affetto con cui in questi anni ha svolto il ruolo di primo responsabile del Circolo Tennis. Vogliamo per questo ospitare anche il saluto da parte dell’Assessore allo Sport, Elena Veneri. «Posso dire che durante gli otto anni del mio assessorato il rapporto con Massimo Pinotti è sempre stato caratterizzato da un costante dialogo e confronto, anche nei momenti più complessi. Abbiamo sempre cercato il modo migliore per ottimizzare le risorse, in un clima di reciproca fiducia. Per questo, anche a livello umano, sono dispiaciuta per la scelta di Massimo di terminare l’esperienza di Presidente del Circolo; spero che il suo bagaglio di competenza ed esperienza possa ancora restare in qualche modo a disposizione dei correggesi».

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