La puzza sotto il naso

D – Questa storia della raccolta porta-a-porta a Correggio, come la vivete voi?

R1 – Toh, il giornalista di Primo Piano! Dov’eri finito? Anche tu disperso nel rusco?

R2 – O ti hanno usato come contenitore grigio di riserva?

D – Mi hanno detto di tastare il polso agli utenti. C’è fermento in giro…

R2 – Altroché: dopo quattro giorni l’umido fermenta che è una bellezza.

R3 – Non badare a Desnòm; l’iniziativa è doverosa, i disagi limitati e i cittadini contenti. Solo un po’ di puzza nelle strade del centro storico la notte dell’esposizione dei contenitori.

R1 – Stalin, sempre allineato e coperto eh? È un riflesso condizionato di altre stagioni?

R3 – Ecco Pigàss che la butta in politica. Siamo in sette miliardi al mondo, la temperatura del pianeta cresce sempre di più, e lui si schiera contro!

R2 – Il Pigass non ha tutti i torti. La “notte dell’esposizione”, come la chiama Stalin, trasforma il centro storico in un luogo metafisico, con rispettabili cittadini che arrivano a nutrire i peggiori sospetti sul proprio vicino. Del resto è noto che a Carpi, dove sono anni che si paga profumatamente ogni prelievo dei rifiuti da casa, i pullman delle tombole erano stati sostituiti dai “tour del rusco” per approfittare dei cassonetti dei paesi vicini.

R1 – Il fatto, Stalin, è che tu stai in campagna. Prova a stare in un appartamento senza balcone e senza cortile come mia zia Carolina! Ha dovuto togliere dal salotto la vetrinetta dei cimeli, tanto cari a suo marito, per far posto ai contenitori IREN.

R2 – Così, c’è il nuovo sport del “lancio del rusco”, in campagna, dalle macchine in corsa: lo proporremo per le prossime olimpiadi.

R3 – Bisogna solo ricordarsi di aprire prima il finestrino, se no succede un casino.

R1 – Non fare dello spirito, Stalin. Dobbiamo pensare a come cambiano i nostri costumi. Niente più pesce, perché puzza subito. E basta carne sanguinolenta. Così anche tu hai cominciato a dimagrire, vedo.

R2 – È che deve mettere spesso l’auto nel parcheggio dell’ex-coop. Ci vuole uno assai smilzo per uscire dall’abitacolo, viste le misure extra-small delle piazzuole.

R3 – Con voi è impossibile parlare seriamente. Al bar si esagera sempre: ogni inciampo diventa una caduta rovinosa, ogni problema una tragedia. E poi, è tutto un saltare di palo in frasca.

R2 – Giusto Stalin, quello che è giusto è giusto. Dobbiamo ridurre i nostri rifiuti per inquinare il meno possibile.

R3 – Oh, finalmente, Desnòm!

R2 – L’ho detto a mio suocero di scoreggiare meno, ma lui dice che non ci riesce…

R1 – E i pannoloni per incontinenti e i pannolini degli infanti? Figurati che si è arrivati ad augurare la stitichezza: Come sta il nonno? Benissimo, è arrivato a 48 giorni e resiste ancora!

D – Non avevo colto questo aspetto incentivante. Ma mi risulta che IREN abbia dato la massima disponibilità.

R2 – Ci provano sempre! Prima fanno le riunioni e tu ti fidi del tuo udito. Poi dopo, se chiami il call center c’è una addestrata a dire NO che sembra la sorella di Bersani. Cerca addirittura di convincerti che devi aspettare sulla porta gli operatori fino a che non vengono a prelevare. C’è chi ha già cominciato a chiedere le ferie: Sa, devo accompagnare il contenitore grigio…

R1 – Quelli del “punto informazione” rimandano all’Urp, che non sanno e rimandano ai funzionari, che rimandano a IREN, che non dipende da loro… fino a che, se uno è particolarmente rognoso e insiste, lo mandano a san Defendente Nebeo, patrono dei rifiuti.

D – Ah, i rifiuti hanno un patrono?

R3 – È patrono dei netturbini, Pigàss, non dei rifiuti. E le vostre sono tutte balle: una risposta al cittadino cercano di darla.

R2 – Stalin, hai notato che non c’è un patrono dei cittadini? Nessuno ci ha detto cosa non andava nel sistema precedente di raccolta, quando IREN faceva solo i giri dei cassonetti ed eravamo noi a muoverci. A occhio costava molto meno e tutti eravamo più contenti. Come ci hanno sempre raccontato, i correggesi sono un popolo collaborativo.

R3 – Sappiamo che nella nostra Regione la differenziata non era adeguata agli standard perché alcuni baravano e perché in montagna costa troppo farla. Insomma, Pigàss, non siete voi che volevate impedire la costruzione degli odiati inceneritori? Almeno riduciamo ciò che deve essere bruciato!

D – Ma io non ho ancora capito dove stia il problema: ormai la raccolta porta-a-porta avviene in tutte le città, e non si sono avuti questi drammi…

R2 – Te lo spiego io. Il problema è il numero di prelievi. Se si lascia fare a IREN meno preleva e meno gli costa. Il loro sogno sarebbe passare una volta all’anno, il 29 di febbraio. Poi il comune ti farà uno sconto sulla TARI se li fai passare ancora meno. Così il nonno di Pigàss sarà costretto a battere il record universale di permanenza nell’asciutto e sua zia Carolina il record di apnea.

R3 – Esagerati! Vedrete che dopo le prime proteste, le cose verranno sistemate. Le polemiche non hanno mai risolto i problemi

D (tra sé e sé) – Temo che questa inchiesta non verrà apprezzata dalla direzione di Primo Piano: è troppo poco organica…

(passa davanti al bar una fila di cani d’ogni taglia, con Giacobbe il bastardino che li guida; sembra che abbiano uno scopo preciso: vuoi vedere che sono continuamente in giro per evitare di aumentare l’organico nel porta-a-porta?).

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