La politica? Mettersi in gioco per il bene comune

Giulia e Ahmed, due nuovi volti in Consiglio Comunale

Come abbiamo raccontato nello scorso numero di Primo Piano, il 30 maggio si è insediato il nuovo Consiglio Comunale dell’amministrazione Testi. Tra le persone che lo compongono, ci sono alcuni volti nuovi e diversi giovani. Com’è già stato detto, abbiamo riscontrato una forte presenza di ragazze e ragazzi fra i candidati a queste elezioni amministrative. Anche per questo motivo, abbiamo pensato di raggiungere proprio i due più giovani consiglieri comunali, entrambi alla prima esperienza, per conoscerli meglio. Buona lettura!

Giulia Ferrari ha ventitré anni, è studentessa universitaria ed è stata eletta per la lista Noi Giovani, di cui è capogruppo in Consiglio Comunale.

Da dove è nata l’idea di candidarti?
«Tutto è partito partecipando ai tavoli di lavoro organizzati a inizio anno dal Partito Democratico. Lì ho scoperto che sarebbe stata creata una lista di giovani ed è nato in me un forte interesse. In questa lista siamo riusciti a riunire ragazzi con interessi ed ambiti di studio molto diversi: c’era una grandissima voglia di lavorare, darsi da fare, essere presenti. È stato un periodo molto intenso, ma candidarmi è stata davvero la scelta giusta».

In queste elezioni è saltato all’occhio il ruolo dei giovani: vi siete dati da fare e avete ottenuto un ottimo risultato, non scontato. Quale pensi che sarà il tuo valore aggiunto in Consiglio Comunale?
«Una cosa che un giovane può portare all’interno di un’amministrazione comunale è una certa freschezza, la voglia di mettersi in gioco. Non mi manca anche la voglia di imparare, di cui ci sarà tanto bisogno. I temi su cui posso apportare il maggior contributo sono sicuramente le esigenze delle nuove generazioni: l’ambiente, la salute mentale, il lavoro. Alla luce del mio vissuto, avrò attenzione per il mondo della cultura e dell’arte: mi sono diplomata nel 2018 come ballerina professionista e conosco tanti giovani impegnati nelle arti, credo che sia importante valorizzarli. Un tema di cui vorrei farmi portatrice è una maggiore conoscenza dell’Unione Europea da parte dei cittadini: come funziona, quali decisioni prende e quali sono gli impatti che ha sulle nostre vite. Questo amore è nato col viaggio d’istruzione di quinta superiore al Parlamento Europeo di Bruxelles, poi si è ampliato con la mia laurea triennale in Studi Internazionali».

In pratica, si parla di modi per riavvicinare le persone alla politica. Spesso si dice che ai giovani non interessi affatto: si può ricostruire questo legame?
«Certo, si può fare! Spesso i giovani pensano che la politica non li ascolti: bisogna innanzitutto che i giovani si sentano rappresentati e che vedano persone della loro età nelle Istituzioni. Avere diversi consiglieri giovani ed un assessore come Giovanni Viglione [n.d.r.: assessore all’ambiente, agricoltura, politiche giovanili ed innovazione] permette di trasmettere questo messaggio».

Cosa ti aspetti da questo percorso politico? Vorresti che continuasse in futuro?
«Mi auguro di riuscire ad imparare il più possibile su come funziona l’amministrazione comunale. Sì, spero che la politica possa continuare anche in futuro a far parte della mia vita, e mi auguro che si riesca veramente a fare quanto più possibile per le nuove generazioni».

Un’ultima domanda: quali sono le tre caratteristiche che deve avere un giovane che si avvicina alla politica?
«Entusiasmo, capacità di ascolto, attenzione ai cambiamenti».

 

Abdul Rrehman Ahmed ha vent’anni, lavora come mediatore culturale ed è stato eletto consigliere comunale per la lista del Partito Democratico.

Avevi mai pensato di entrare in politica?
«No, non ci avevo mai pensato. Mi sono convinto anche grazie al suggerimento di mio padre. Non era mai successo che a Correggio ci fosse un consigliere comunale di origine pakistana: se lo sono diventato è stato grazie al supporto della comunità, di cui intendo essere il portavoce».

E cosa ti motiva? Cosa ti ha spinto a fare questo percorso?
«La possibilità di essere il megafono delle comunità della zona, che stanno affrontando diversi problemi. Voglio provare ad aiutare le persone e portare i giovani ad avvicinarsi alla politica. Le generazioni precedenti hanno dato un grande contributo in questo: ora tocca a noi».

Mi dicevi che sei il primo consigliere di origini pakistane.
«In tutta Italia è la prima volta che ci sono due consiglieri di origini pakistane. L’altro è a Brescia. Sarebbe bello cercare di portare avanti qualche iniziativa in futuro. A Correggio l’appoggio delle comunità locali è stato molto importante: le persone hanno scelto di votarmi e sostenermi. Quando sono stato eletto, ho ricevuto messaggi e chiamate da tante persone, anche dal mio paese d’origine. Tutti si sono congratulati».

Quali sono le prime sensazioni che hai avuto in queste settimane da consigliere?
«All’inizio ho avuto un po’ d’ansia, ma poi ho scoperto che c’è proprio una bella atmosfera, sia all’interno della maggioranza che verso l’opposizione. Certo, ci sono diverse cose da capire in questo mondo così complesso, ma confido che col tempo imparerò tutto».

Quali sono i tuoi obiettivi?
«Spero di riuscire a risolvere i problemi delle nostre comunità. Mi piacerebbe dare vita a feste e occasioni multiculturali, in modo da creare dialogo tra le persone. Io sono nato qua e ho studiato qua, ma ci sono persone di generazioni diverse dalla mia che non hanno avuto queste opportunità: fare iniziative di questo tipo aiuterebbe molto».

In futuro, ti vedi nel mondo della politica?
«Sì, mi piacerebbe».

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