La pandemia? Sia un’occasione per crescere

Ilaria Capua, per Primo Piano, incanta i correggesi

Una pandemia globale è una tragedia. È possibile trarre anche da una simile avversità qualcosa di buono? Certamente. Perché la storia ci insegna che dalle peggiori crisi nascono grandi opportunità, che non vanno sprecate. Mercoledì 4 maggio, al Teatro Asioli, abbiamo parlato di questo, nella serata intitolata: “La salute non è un fai da te. Cosa ci insegna la pandemia”.
Un palco tutto al femminile con Ilaria Capua, virologa di fama internazionale; Alessandra Ferretti, giornalista e divulgatrice scientifica per il Sole 24 ore e altre testate; e il sindaco di Correggio Ilenia Malavasi.
Ha preso la parola il primo cittadino che ha tenuto a ricordare, anche numeri alla mano, quanto sia stato difficile per tutta la comunità il periodo pandemico. Una riflessione che guarda al futuro, facendo tesoro di quanto appreso dal passato, consapevoli che ci sia ancora tanto da fare nel presente. Il teatro gremito è rimasto in un religioso silenzio per tutta la serata, cogliendo nelle parole dell’ospite d’onore Ilaria Capua non solo preoccupazione, ma anzi, speranza. Una donna di scienza che ha vissuto l’arrivo e il diffondersi della pandemia da Covid-19 non come un evento unico e inaspettato, ma come un inevitabile e ciclico avvenimento della storia.
Al centro della sua analisi il cosiddetto “stupore pandemico”, ossia quella sensazione di paura, incertezza e meraviglia che si prova in una situazione completamente nuova, sconvolgente. Prima della pandemia, le persone pensavano alla salute e agli ospedali come ad un appuntamento, una sorta di pit-stop obbligato. Poi all’improvviso le mascherine, i gel per le mani, i tamponi sono entrati a far parte del lessico quotidiano. Un mondo prima lontano diventa quotidianità, facendo luce sull’importanza della prevenzione ed evidenziando tutte le crepe di un sistema che, grazie ad alcune scelte drastiche e impopolari, ha retto l’onda d’urto evitando il collasso.
Si è compreso che tutti siamo accomunati da una condizione di fragilità, che esiste una responsabilità sociale che ci lega tutti e che non possiamo più ignorare. Il sistema sanitario nazionale deve essere al centro della politica, poiché ha permesso a tutti di ricevere una cura, diversamente da quanto è accaduto ad esempio negli Stati Uniti.
Nella società dell’individualismo, abbiamo riscoperto una solidarietà senza confini, che a tratti ci ha mostrato una resilienza di cui non eravamo consapevoli. Alessandra, esperta di giornalismo scientifico, ha parlato di come sempre di più le donne stiano facendo strada nella scienza, grazie alla loro ostinazione e passione. In merito la Dottoressa Capua non nasconde qualche timore: «il mondo della ricerca ha bisogno di rinforzi, poiché a causa del Covid ha visto un importante calo di ricercatrici donne, che hanno dovuto abbandonare per questioni di gestione familiare. È un peccato».

La pandemia e il virus ci hanno mostrato che un’altra strada è possibile; è giunta l’ora di voltare pagina e pensare al domani, facendo tesoro di quanto vissuto. Il Circolo Primo Piano nell’occasione ha dedicato un pensiero a tutti coloro che hanno perso la vita a causa della pandemia e ha ringraziato il personale sanitario per l’incessante battaglia contro il virus che sta continuando a portare avanti ancora oggi.

Sul sito web di Primo Piano la registrazione integrale dell’incontro.

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