La mia grande passione si chiama meccanica

Riccardo Battini dell’ITS Einaudi, primo al concorso nazionale

Il campione nazionale 2023 di meccanica e meccatronica è uno studente correggese al quarto anno dell’indirizzo tecnologico dell’ITS Einaudi: Riccardo Battini. La competizione si è svolta a Lucca il 17 ed il 18 maggio ed è stata organizzata dall’istituto “E. Fermi – G. Giorgi”, il polo scientifico, tecnico e professionale della città toscana. Si tratta di una gara riservata agli studenti degli istituti tecnici che, durante una due giorni competitiva, si sfidano a suon di calcoli, progettazione e programmazione.

«Sono materie che mi piacciono molto – dice Riccardo – ed è un piacere potervi dedicare il mio tempo». Riccardo aveva sentito parlare della gara già lo scorso anno: i suoi professori di disegno e di meccanica gli hanno proposto di partecipare nel 2023.
«È una competizione cui possono partecipare solo gli studenti del quarto anno: ho molto apprezzato che mi sia stato chiesto di prendervi parte».

A Lucca Riccardo è andato accompagnato da uno dei suoi insegnanti, il professor Mattia Davolio. Qui ha trovato altri ventiquattro concorrenti provenienti da diverse scuole. Per la maggior parte si è trattato di studenti provenienti dal Nord Italia, con qualche partecipazione sporadica dal Sud.

La mattina del 17 maggio si è svolta la prima delle due prove dedicata a: “Dimensionamento e verifica di uno o più particolari meccanici appartenenti ad un macchinario o impianto industriale”. «A Lucca – precisa Riccardo – è molto diffusa l’industria della carta. Come problema abbiamo dovuto studiare le caratteristiche di un goffratore, un macchinario che, con dei rulli, accoppia meccanicamente due veli di carta imprimendovi un disegno: il rilievo del disegno fa accoppiare i due veli una volta pressati insieme. Seguendo una traccia che ci era stata assegnata, abbiamo dovuto rispondere a sette quesiti, tra cui: calcolare la velocità dei rulli, fare calcoli strutturali, valutare la deformazione dei rulli in movimento».

Terminata la prima prova, della durata di cinque ore, gli ingegneri in erba si sono cimentati con una seconda specialità: il disegno tecnico. Il tema della seconda prova, sempre di cinque ore di durata, è stato: “Il disegno di fabbricazione tramite CAD 3D di uno o più particolari meccanici appartenenti ad un complessivo o gruppo di un complessivo di un macchinario o impianto industriale, completo di ruote, tolleranze, ed ogni altra indicazione necessaria per la realizzazione e relativo ciclo o cicli di lavorazione”. «Il protagonista della seconda prova – continua Riccardo – è stato uno svolgitore per bobine di carta dal diametro di 2500 mm, messe in rotazione da due fasce. In questo caso, creando un meccanismo che teneva in tensione le fasce man mano che la bobina si svolgeva, con un certo numero di dati e parametri iniziali abbiamo dovuto creare l’assieme ed il disegno esecutivo di alcuni particolari».

Due situazioni particolarmente complesse, per affrontare le quali i concorrenti potevano contare su un computer con installato esclusivamente un software CAD (fornito loro dalla scuola di provenienza), calcolatrici non programmabili, fogli protocollo ed un’ottima conoscenza della materia, dato che i docenti posti a sorveglianza della competizione potevano fornire solo informazioni generali.

«È stata un’esperienza bellissima – afferma convinto Riccardo – che mi ha dato l’opportunità di misurarmi con altri ragazzi che condividono la mia stessa passione per la meccanica e la meccatronica. Ho avuto la possibilità di conoscere studenti ed insegnanti di altre scuole, con cui parlare di argomenti che mi appassionano moltissimo. Quest’anno il livello delle prove e della preparazione dei partecipanti è stato particolarmente elevato. Una bella sfida».

Per prepararsi alla due giorni di Lucca, Riccardo ha studiato sui manuali delle due materie proposte in gara, meccanica e disegno, facendosi dare suggerimenti ed indicazioni da parte degli insegnanti. «Oltre ai libri – precisa – mi sono esercitato sui quesiti delle edizioni precedenti, che ho provato a risolvere mantenendo sempre un confronto con i professori che mi hanno accompagnato durante la preparazione».

Una preparazione che ha dato buoni frutti, visto il risultato raggiunto: «Ciò che ho apprezzato maggiormente – dice – è l’aver dovuto affrontare un problema complesso. Normalmente a scuola si studiano gli argomenti uno alla volta. Alla gara nazionale li ho dovuti affrontare tutti insieme per rispondere ai quesiti e risolvere i problemi proposti nelle due tracce».

Nelle materie di indirizzo Riccardo ha da sempre ottimi voti: «Sono argomenti che mi appassionano molto – conclude – ed è un piacere condividerli anche con i miei compagni. Non mi pesa aiutare quelli, tra loro, che fanno più fatica a comprendere la materia: sono convinto che in classe si debba andare avanti tutti insieme».

Sul futuro Riccardo, che è l’ultimo di una dinastia familiare di studenti dell’Einaudi, ha le idee chiare: «Una volta che avrò terminato le superiori – conclude – mi piacerebbe continuare a studiare. Il corso di laurea che più mi attrae è quello di ingegneria meccanica. Per qualche tempo ho accarezzato l’idea di iscrivermi ad ingegneria aerospaziale a Torino, poi ho capito che quello che più mi si addice è l’indirizzo meccanico tradizionale».
I complimenti a Riccardo sono arrivati anche dall’Amministrazione Comunale tramite una lettera dell’assessore all’educazione e alla cultura, Gabriele Tesauri.

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