La mano di Dio

Lui afferma che alle 18 in punto di ogni venerdì Diego Armando Maradona gli appare, gli parla e fa qualche miracolo. «Ma perché di venerdì e alle 18?» gli chiedo. «Perché è molto occupato, cosa credi, mica ha solo Correggio da curare. E poi il mio turno di lavoro finisce alle 18».

La storia sta lievitando e l’appartamento di Nunzio, all’Espansione Sud, il venerdì si riempie di fedeli. Nunzio ha dovuto affittare l’alloggio contiguo per ampliare la platea, e pensa di comprarselo. «Sai» mi dice con competenza d’imprenditore, «al pellegrino costa molto meno che andare in pullman in Erzegovina e pernottare in uno degli hotel dei veggenti. Ti rendi conto? Con duecento euro ti fai la tua esperienza spirituale».

Insomma… “spirituale” non mi sembra adatta ad una apparizione di Maradona. «Perché?» fa l’offeso. «Si tratta pur sempre di uno spirito!».

È ovvio che la gente crede a quel che vuole credere. Non c’è niente di male, solo un po’ di trambusto nel condominio. Molto trambusto. Ma i condòmini si sono organizzati con banchetti che vendono bandiere e ricordini. Insomma, compartecipano. C’è anche l’acqua del Sanpaolo e il sudore di Maradona imbottigliati in graziose confezioni di vetro a forma di pallone. E su per le scale del condominio aleggia un leggero profumo di rose.

Inutile girarci intorno: come si spiega che queste apparizioni avvengano proprio da te? «Bisogna crederci, più ci si crede e più aumentano le possibilità d’intercessione. E io, oltre ad avere alcune reliquie di Diego (un autografo, un calzino…), probabilmente ci credo più degli altri». Quindi se qualcuno rimane deluso e non lo vede è perché non ci crede abbastanza? «Non tutti hanno la grazia dell’apparizione, bisogno essere chiari. C’è chi partecipa per curiosità, altri addirittura per sputtanarmi. Ma poi nessuno torna a casa deluso, perché Diego alle 20 fa il miracolo della moltiplicazione dei panzerotti e dei maccheroni, che mia moglie Concetta prepara come Dio comanda (anche nei miracoli ci vuole una buona base di partenza, se no finisce che moltiplichi delle schifezze). Così ce n’è per tutti».

La spiegazione dell’apparizione mi sembra una tautologia. «No, Diego la tautologia l’ha sempre dribblata» protesta Nunzio. Volevo dire che l’apparizione, perché avvenga, deve essere creduta; ma ci si crede proprio perché è avvenuta. Nunzio della tautologia non sa che farsene: «Nemmeno il diavolo può fermare Diego. Mi appare con la maglia numero dieci, circonfuso di scintille come fanno le girandole di capodanno e un’espressione beata sul volto».

Lasciamo perdere. Piuttosto interessa sapere cosa dice Maradona ai correggesi. Ma tu capisci lo spagnolo? «Diego parla argentino, che come tu sai è molto simile al napoletano. Io ho l’onore di fargli da altoparlante e trasferisco fedelmente ai presenti i suoi precetti sull’amore universale, sulla pace, su come fare la raccolta differenziata… cose così. Una volta mi ha detto di non mangiare liquerizia che alza la pressione… un’altra volta di non aspettare la fine del mondo che c’è ancora un po’ di tempo. Poi, naturalmente, ci sono i tremendi cinque segreti di Maradona che ha rivelato solo a me con preghiera di non divulgarli. No, non riguardano i numeri del lotto, purtroppo. Diego è uno spirito serio, appare per darci consigli, per invitarci alla gioia. Anche se una volta l’ho visto piangere sui peccati del mondo, e ho dovuto dire a Concetta di smettere di tagliare le cipolle per lo stufato».

Comunque avverto Nunzio: potrebbero mettere in dubbio questa storia. C’è qualcuno dei tuoi fedeli che ha visto o sentito lo spirito di Maradona? «In molti. Come in ogni apparizione di questo mondo non sempre tutti sono d’accordo su quello che hanno visto. E spesso dicono di aver ascoltato borbottii e di aver perso delle parole. Ma tutti giurano di aver partecipato ad un evento soprannaturale. Poi ci sono le prove dei miracoli, oltre che i panzerotti e i maccheroni che sono prove inconfutabili. Per esempio, hai presente il gol di Maradona nei quarti di finale del mondiale che assegnò la vittoria all’Argentina sull’Inghilterra? Un vero, indiscutibile miracolo. Tutti, ma dico proprio tutti, videro che aveva segnato con la mano (era stato obbligato a farlo, perché di testa mica ci sarebbe arrivato, la natura l’aveva fatto troppo basso). Tanto che persino mia moglie Concetta, che non seguiva la partita, lo disse subito dalla cucina: ma Diego ha segnato con la mano! Meno che l’arbitro. Solo l’arbitro non lo vide: infatti un angelo era sceso dal cielo e gli aveva coperto gli occhi. Non per niente il goal è passato alla storia come “la mano de Dios”. Se questo non è un evento soprannaturale! Chissà quale valore avrà oggi la reliquia di un dito di quella mano sinistra!».

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