La gioia del viaggio con la Chiesa del mondo

La GMG di Lisbona vissuta da due giovani correggesi

Era il 2019 quando, a Panama, Papa Francesco aveva annunciato nell’entusiasmo generale che la 37esima edizione della Giornata Mondiale della Gioventù si sarebbe tenuta in Portogallo: dopo quattro anni di attesa dovuti all’emergenza Covid, l’evento si è finalmente realizzato. In occasione della Jornada Mundial da Juventude, svoltasi tra il 1 e il 6 agosto 2023, un milione e mezzo di giovani cristiani cattolici si sono incontrati a Lisbona, non solo per vivere momenti di incontro con il Papa, ma anche per sperimentare sulla loro pelle la bellezza di sentirsi parte di una Chiesa viva e giovane, capace di mettersi in cammino da un continente all’altro per far sentire la sua presenza al mondo. 

Se il numero di partecipanti è stato relativamente nella norma rispetto alle edizioni precedenti (alla GMG di Rio de Janeiro del 2013 avevano preso parte tre milioni di persone), l’affluenza della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla è stata davvero degna di nota: sono stati quasi duemila (per la precisione 1.915) i giovani reggiani che hanno deciso di raggiungere il Papa a Lisbona, quasi settecento in più rispetto alle ultime edizioni; la maggior parte di loro tra i diciotto e i ventidue anni. Anche Correggio ha fatto sentire la sua presenza all’interno della diocesi, iscrivendosi all’evento con ben duecento ragazzi e quattro sacerdoti.

Il fulcro dell’evento sono stati sicuramente gli eventi tenuti dal Papa, secondo un programma che tentava di ripercorrere la Settimana Santa: cerimonia di accoglienza il giovedì, Via Crucis il venerdì, veglia serale il sabato e Santa Messa conclusiva la domenica. Accanto a questi momenti, estremamente intensi e ricchi di partecipazione, cuore della GMG sono state anche le catechesi “Rise Up” sui grandi temi lanciati dal Papa (ecologia integrale, amicizia sociale e misericordia), le testimonianze di vita cristiana della Città della Gioia, gli spettacoli culturali e artistici del Festival dei Giovani. 

Il viaggio, per noi reggiani, è iniziato in realtà molto prima di Lisbona, perché abbiamo vissuto momenti ricchi di emozioni con due tappe durante il lungo viaggio in pullman: Barcellona, dove abbiamo potuto celebrare la santa messa all’interno della Sagrada Familia, e Toledo, dove le emozioni di condivisione ed allegria della GMG hanno iniziato a prendere forma. 

La giornata di Barcellona è stata intensa e ricca; a partire dalla catechesi mattutina di J.P. Hernandez, padre gesuita e storico dell’arte. Racconta, con un’esperienza unica, la vita di Gaudì e della sua opera più famosa: la Sagrada Familia. La tecnica della maiolica rotta sviluppata dall’architetto catalano rivela la sua immagine di chiesa: siamo pezzi di coccio rotti, messi insieme dalla sapienza divina in uno splendido mosaico. Gaudì concretizza con le sue opere la frase biblica: “La pietra scartata dai costruttori è divenuta pietra d’angolo”. È seguito un momento di riflessione e la visita libera della città. Verso sera abbiamo avuto l’onore di accedere alla Sagrada Familia e, immersi con sguardo contemplativo all’interno di questa meraviglia, abbiamo partecipato alla messa celebrata dal nostro vescovo Massimo Morandi, unica e suggestiva.

Toledo è la terra del leggendario personaggio letterario don Chisciotte della Mancha, uscito dalla penna di Cervantes nonché protagonista della prima serata. Il professor Daniele Castellari ha scritto per noi un coinvolgente spettacolo; le provocazioni non mancano. Don Chisciotte è un visionario, contro tutto e contro tutti; è visto da tutti come un fallito. Sono veri i suoi sogni di cambiare il mondo o sono solo povere illusioni? È pazzo o sognatore, santo o profano? Al termine della sua vicenda, Don Chisciotte non riuscirà a cambiare il mondo, ma la sua “follia ostinata” cambierà lo sguardo di Sancho; è per ogni giovane un esempio di vita. La sera successiva abbiamo vissuto uno dei momenti più emozionanti: la veglia penitenziale nella piazza della città, l’adorazione all’esterno e le confessioni all’interno della celebre cattedrale spagnola. La “magia” del momento, la spinta della fede di noi giovani reggiani ha ammorbidito la rigida regolamentazione per l’accesso e la permanenza nella cattedrale. Centinaia di ragazzi si sono confessati sperimentando il metodo di Giovani e Riconciliazione.

Lisbona non è stata solo la tappa dell’incontro con il Papa, è stata prima di tutto il passaggio dall’essere chiesa diocesana ad essere parte della Chiesa del mondo. Se girando per le vie di Correggio difficilmente ci si ferma a parlare con uno sconosciuto, a Lisbona non c’è stato nemmeno un estraneo che non si sia fermato a salutarci. La vista di un qualsiasi elemento che rendesse riconoscibile un altro pellegrino (bandiera della propria nazione, cappellino e maglietta) era il “via!” che permetteva l’incontro, il lasciapassare che bandiva ogni timore e portava a scambiare non solo parole, ma anche oggetti con cristiani di qualsiasi parte del mondo. Un sorriso ne generava un altro, la felicità era contagiosa e il sentirsi fratelli creava condivisione: eravamo tutti lì per lo stesso motivo, sapevamo di avere certamente tante cose in comune e volevamo mostrare al mondo che essere cristiani non è uno stile di vita noioso, bensì pieno di gioia. Tanti di noi hanno avuto la sensazione di non essere soli, di essere parte di qualcosa di davvero grande ed estremamente bello, di una Chiesa viva e non fatta solo di mattoni. 

L’evento centrale e conclusivo si è tenuto sulla riva del Tago, con la Veglia di sabato sera e la Messa conclusiva di domenica mattina. Le parole pronunciate dal Papa in questi due momenti hanno confermato le emozioni dei giorni precedenti e risposto indirettamente alle domande nate nei cuori dei giovani: “Siate radici di gioia per gli altri, brillate dell’Amore di Dio che trasfigura e non temete. La GMG ha lasciato un segno indelebile nel cuore di chi ha saputo viverla come esperienza significativa e non solo viaggio turistico. Come dice il Papa: “La gioia è missionaria e il desiderio di diffonderla una volta ritornati nelle proprie vite è sincero”.

La preparazione alla confessione, con il metodo di Giovani e Riconciliazione

La sera della veglia a Toledo ho avuto il privilegio di preparare altri pellegrini al sacramento della confessione seguendo il metodo di Giovani e Riconciliazione, gruppo nato dai ragazzi che hanno svolto il servizio confessioni alla GMG di Roma nell’agosto 2000, per volere di Papa Giovanni Paolo II. Dopo due incontri di formazione, ci è stato chiesto un gesto semplice ma profondo e intenso. In vista di ricevere il Perdono, a piccoli gruppi abbiamo pregato insieme, condiviso spunti e riflessioni su un brano biblico. Nel contatto con la Fede più intima di coetanei e amici mi sono sentito figlio di uno stesso Padre, rendendomi conto di quanto la Parola di Dio sia un elemento essenziale e significativo per molti.

Alessandro Braglia

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