La fiera di San Quirino

Foto scattate negli anni Trenta in occasione della fiera di san Quirino. Una rappresenta l’esposizione di macchine agricole, situata nel Cortile del Palazzo dei Principi. L’altra espone  biciclette di vario genere, e sulla destra vi si nota una presenza femminile che, in un piccolo spazio sopra un tavolo, mette in mostra la sua merce: una scatola bombata che riporta la scritta “NECCHI”. Chi non ricorda quest’importante marchio di macchine da cucire che, a cominciare dagli anni Trenta, dettò la rivoluzione nel lavoro di sartoria?

Le fiere hanno un’origine antica, risalente fin all’alto Medioevo, e trassero principio da feste religiose. Si tennero dapprima sui sagrati delle chiese e presso i cimiteri; furono poi trasferite, per il loro ingrandirsi, fuori dalle mura cittadine. I mercanti, anticamente molto mal visti dalla Chiesa, iniziarono a essere accettati e, spesso, ospitati anche in luoghi riservati ai pellegrini, come i monasteri. Sui banchi delle fiere erano pure reperibili le reliquie dei santi, per lo più provenienti dall’area mediorientale, portate da ecclesiastici e in particolare da monaci.

Le fiere duravano generalmente da un minimo di tre giorni a un massimo di cinquanta: Re e Principi concedevano l’esenzione da dazi e gabelle per rendere più convenienti i prezzi delle merci vendute. Le Fiere furono anche importanti perché permisero l’evoluzione del sistema creditizio, che richiedeva di superare il pagamento in contanti. I grossi mercanti, infatti, per difendersi dalle rapine si rifiutavano di girare col sacchetto di fiorini d’oro, e preferivano pagare con la cosiddetta “cambiale in fiera” che le numerose banche garantivano a vicenda per le transazioni. E da lì si creò il mestiere dei “cambiatori”.

Le reliquie di san Quirino (vescovo martire di Lubiana), assieme a quelle dei santi martiri Tiburzio, Ermete, Veronica e Reparata,  furono offerte in premio dal Pontefice Gregorio IV°, nell’anno 833, al Conte Corrado da Correggio, nominato Difensore della Chiesa romana per aver cacciato i Saraceni dall’Italia.

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