Lo strano caso della “Divina” nata da un albergo osé

All’inizio di corso Cavour, a Correggio, fa angolo sulla destra la “Casa Divina Provvidenza” che, attualmente, è una residenza per anziani.

Un po’ di storia: l’edificio fu costruito, con finalità alberghiera, nel 1906, su progetto del correggese Piergiacinto Terrachini, e prese il nome di “Albergo Cavour”. La scelta dell’area di edificazione fu determinata dalla vicinanza alla stazione ferroviaria, entrata in funzione vent’anni prima, che portava notevole traffico di persone e commercio. L’imprenditore dell’opera fu un certo Renzo Cavazzoni di Modena, che di mestiere faceva il commissionario di uve e vini.
La struttura disponeva di alloggio, ristorazione e divertimento, e divenne luogo di riferimento per le contrattazioni di commercianti esteri che arrivavano col treno per negoziare, coi contadini locali, i prezzi di granaglie, vini, bestiame e altro.

Fu anche sede di convegni politici, in particolare dell’Associazione liberale-monarchica Camillo Cavour”, soprannominata la “Caconika”, e del “Casino della Consorteria” correggese che programmava le adunanze per le ricandidature dell’onorevole Vittorio Cottafavi, già sottosegretario al ministero delle Finanze del Regno. La propaganda politica e guerrafondaia della Consorteria si nutriva anche di raduni e banchetti, in loco, in onore dei reduci della Libia, i quali, tornati salvi a casa, indossavano l’abito dei “missionari della civiltà italica”, che avevano, con armi e sterminio, portato i “benefici” a un popolo (libico) selvaggio e ingrato.

Nel 1909, per iniziativa di un impresario di Reggio, venne inaugurato un teatro in legno all’aperto, denominato “Trianon”, posto nel cortile dell’albergo. Nella stagione estiva vi si svolgevano spettacoli musicali, di prosa e di operetta, recanti in città artisti e maestranze che vivacizzavano e creavano un’aria festaiola in paese. Da non dimenticare il cinematografo, che in quei primi anni del Novecento rappresentava la più attraente e moderna invenzione del tempo. All’inizio funzionava con le pellicole girate a mano con la manovella e attirava molta gente nelle proiezioni serali: gli avventori erano comunque piuttosto abbienti, perché i biglietti d’entrata erano piuttosto costosi.
Nelle zone dei servizi dell’albergo c’erano anche le stalle che consentivano il ricovero e la custodia di cavalli e calessi, favorendo, così, l’arrivo di notabili e benestanti anche da luoghi lontani. La gestione dell’attività si mantenne florida fino al 1927 quando, forse a causa dell’incipiente recessione economica oppure per le misure sanzionanti l’esercizio della prostituzione, che aveva preso piede nell’albergo, chiuse i battenti.

Nel 1928 l’albergo fu venduto e acquistato dalle sorelle correggesi Scaravelli, che ne fecero donazione alla Parrocchia di san Quirino. Il parroco, monsignor Pietro Tesauri, lo trasformò in casa della Divina Provvidenza e lo adibì alla formazione e all’attività cristiana delle donne cattoliche correggesi.
Un altro albergo-ristorante con la stessa denominazione, “Cavour”, venne in seguito aperto lungo il medesimo corso, ma nelle vicinanze del Teatro municipale Bonifazio Asioli. Poi nel 1955 la detta denominazione si modificò in “da Citego”, anche se l’albergo veniva spesso contraddistinto come “Albergo del teatro”, per essere frequentato dagli artisti che si fermavano dopo le rappresentazioni (come dimostra la foto, di Maurizio Manzotti, della sala da pranzo tappezzata da un centinaio di ritratti con autografo). L’albergo chiuse l’attività il 31 gennaio 1995.

Un po’ di storia antica: la zona dove nel 1906 sorse l’Albergo Cavour era un antico insediamento cimiteriale riservato alla comunità ebraica presente a Correggio fin dal 1436, ubicato all’interno del circuito fortificato urbano. Fu, probabilmente, il secondo cimitero ebraico di cui si ha notizia certa, e nel Seicento era noto come l’Ortazzo degli Ebrei. Come cimitero rimase in uso fino alla metà circa dell’Ottocento, poi fu definitivamente alienato e dismesso tra il 1866 e il 1869.

Fabrizia Amaini

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