La cultura, emozione dal vero

La risposta dell’arte e del governo al Covid-19

Il lockdown ci ha sorpresi una sera di inizio marzo; le avvisaglie c’erano già state dal 24 febbraio, con la chiusura totale delle scuole e, poco dopo, di tutto il mondo dell’Arte, ma nulla faceva presagire che sarebbe stato solo l’inizio di un cambio radicale della nostra quotidianità. Così ci siamo ritrovati tutti in casa a suddividerci spazi vitali e connessione wifi; a cucinare, leggere, oziare, fare smart working o semplicemente a riflettere su come sarebbe stato il nostro dopo.

E così anche i Musei, le Gallerie, i luoghi deputati all’arte e alla cultura, ma soprattutto gli artisti e gli addetti ai lavori hanno cercato in qualsiasi modo di sopperire alla mancanza di contatto fisico col pubblico. Come? Spostandosi repentinamente sul web, perché di necessità si è fatta virtù, con visite virtuali, conferenze e immagini in HD da osservare; ma dopo quasi 3 mesi questo modus operandi non è più stato sufficiente. L’arte ha bisogno di un rapporto diretto fra le parti, della vista delle opere dal vero, di toccare i materiali (quando possibile), di sentire in gola l’acre aroma di certe pitture negli atelier, di udire il chiacchiericcio incuriosito durante una performance. Ha bisogno di emozione, di contatto, di relazione.

Nel frattempo sono cresciute le angosce e le preoccupazioni per il dopo. Si aspettava qualche intervento da parte del Governo, con linee guida precise e con azioni concrete: finalmente il 14 maggio è arrivato il tanto agognato Decreto Rilancio. Uno strumento per generare fiducia in un Paese preoccupato per le conseguenze dell’emergenza sanitaria ed economica dovuta al virus e far ripartire un’economia ferita. Un ruolo importante, per fortuna, è stato dedicato anche alla cultura, in stretto collegamento con il turismo. Riassumendo brevemente:

Fondo Turismo. Una dotazione di 50 milioni di euro per l’anno 2020. Confermate: il tax credit vacanze (fino a 500 euro a famiglia per soggiorni presso strutture ricettive italiane); l’esenzione IRAP per imprese e lavoratori autonomi con ricavi compresi tra 0 e 250 milioni di euro; esenzione TOSAP per bar e ristoranti; contributi a fondo perduto per imprese e operatori turistici con fatturato fino a 5 milioni di euro; agevolazioni fiscali, sospensione dei versamenti ed estensione dell’uso dei voucher; concessioni balneari;

Fondo Cultura (aperto anche a contributi privati). 50 milioni in dotazione per il 2020, con possibilità di incremento di altri 50 per il 2021, con l’obiettivo di promuovere interventi per la tutela, fruizione, valorizzazione e digitalizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale;

Fondo emergenziale a favore delle imprese e delle istituzioni culturali che andrà a sostegno della filiera dell’editoria, delle librerie, dei musei e dei luoghi della cultura, per dare ristoro a chi ha subito grosse perdite (spettacoli, fiere, congressi e mostre); 245 milioni di risorse per cinema, spettacolo e audiovisivo, elemento che sottolinea l’importanza della ricerca culturale del presente, enormemente danneggiata dalla situazione in corso;

Indennità. Proroga per i mesi di aprile e maggio dell’indennità di 600 euro già corrisposta a marzo per i lavoratori dello spettacolo con 7 o 30 giornate lavorative nel 2019 e con reddito fino a 35mila e 50mila euro;

Fiscalità. Prevista l’agevolazione fiscale del 65% per le donazioni in favore della cultura, estesa a circhi, complessi strumentali, società concertistiche e corali, spettacoli viaggianti. Il 5X1000 Cultura del 2019 è anticipato al 2020 ed erogato entro il 31 ottobre.

 

Il timore che la complessa macchina burocratica italiana blocchi le modalità di erogazione dei fondi c’è, ma da sempre la capacità del mondo dell’Arte è quella di liberare il meglio in periodi di crisi e di saper mettere in circolo una potente creatività intesa come capacità di innovare attraverso l’immaginazione. Attendiamo quindi fiduciosi il prossimo futuro.

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