La croce rossa è sempre al tuo fianco

Il Presidente Marco Gemmi ne illustra le tante attività

Intervista realizzata l’08/04/2020

In un periodo in cui tutti vorremmo uscire e goderci un po’ di libertà, c’è chi lo fa rischiando la propria salute per aiutare gli altri. Lo sanno bene i volontari del Comitato di Correggio della Croce Rossa Italiana, che abbiamo contattato per poter toccare con mano cosa significhi mettersi in prima linea durante l’emergenza Covid-19.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con il Presidente del Comitato, Marco Gemmi, che si presenta così: «nato nel 1960, sono volontario da 40 anni e Presidente dal 21 febbraio 2020, quando sono subentrato a Milo Bellesia; colgo l’occasione per ringraziarlo di aver portato a compimento il suo mandato consegnandoci una struttura efficiente, con grandi competenze operative e tecnicamente attrezzata.

L’incarico è cominciato in salita, visto che è subito iniziata l’emergenza Covid-19. Il fatto di essere volontario da così tanto tempo, oltre ad essermi recentemente formato nel settore emergenza di protezione civile, mi ha aiutato a sopportare meglio il colpo».

 

Perché è diventato volontario?
«Quasi non lo ricordo. Croce Rossa si trovava ancora in piazza Garibaldi ed ero sinceramente spaventato dal dover parcheggiare un mezzo tra le colonne interne del fabbricato. Il servizio era diverso, il mondo era diverso, ma costante è la capacità di aggregazione tra persone di età e cultura diversa. Allora svolgevo i turni con la frequenza richiesta, Oggi presiedo il Comitato con un gruppo di amici veramente eccezionale, come eccezionali sono le persone che perseverano nonostante i timori del contagio da Coronavirus e anche i volontari che vorrebbero essere con noi ma non possono per età o condizioni familiari.

Oggi hanno maggiore peso la formazione e la preparazione teorica, perché maggiori sono le competenze richieste e molteplici le strumentazioni da utilizzare nei diversi contesti di intervento. Migliori sono le dotazioni tecniche ma anche maggiori le distanze da coprire e la competenza richiesta nelle diverse situazioni: l’opportunità di crescere umanamente e socialmente, in un ambiente tollerante e solidale, ci contraddistingue da sempre».

 

Come si diventa operatori di Croce Rossa?
«È un percorso lungo e molto selettivo che comprende corsi, esami ed affiancamenti per acquisire le competenze necessarie ad affrontare le emergenze; nulla di irraggiungibile ma bisogna crederci. Poi è possibile specializzarsi in uno dei diversi settori di attività: sanitario, sociale, protezione civile sono i principali».

 

Quali sono i vostri compiti operativi?
«A Correggio abbiamo due ambulanze dedicate 24 ore su 24 alle emergenze mediche, affiancate recentemente da una terza dedicata solo ai trasporti Covid.

Quotidianamente portiamo persone a fare la dialisi o effettuiamo i trasferimenti tra ospedali, le dimissioni e l’accompagnamento per le visite specialistiche, anche fuori regione.

Presso l’ospedale gestiamo l’auto infermieristica sempre attiva e, per i casi più urgenti, l’automedica (ora solo diurna). Per le attività sanitarie abbiamo equipaggi completi, mentre per le specializzazioni di Protezione Civile siamo organizzati con gruppi provinciali o regionali. Svolgiamo attività che vanno dal soccorso in acqua (OPSA) alla ricerca di persone scomparse (SMTS) anche di concerto col gruppo cinofili. Non manca il soccorso in ambiente di disastro chimico biologico (NBCR) e le attività di supporto quali la logistica, le telecomunicazioni, la segreteria di campo e il coordinamento di attività emergenziali, oltre al supporto psicologico (SEP). Gli interventi di Protezione Civile da noi svolti sono molteplici: i più recenti vanno dal sisma 2012 a Reggiolo sino agli allagamenti di Lentigione o Budrio (BO), sia sul campo che in Sala Operativa Regionale.

Abbiamo poi sezioni di promozione che organizzano eventi, praticando socialità e solidarietà sul territorio a favore delle persone anziane e disabili dei tre Comuni di competenza (Correggio, Rio Saliceto e San Martino in Rio).

I nostri Giovani poi si occupano delle attività con i bambini e delle campagne di sensibilizzazione rivolte ai loro coetanei».

Avete al vostro interno medici ed infermieri?
«No, i medici e gli infermieri che viaggiano con noi sono dipendenti dell’AUSL: coloro che vestono la divisa rossa sono per la maggior parte volontari che svolgono altre professioni e  dedicano parte del loro tempo alla collettività. Abbiamo invece psicologi esperti in supporto ai volontari in emergenza come alla popolazione vittima degli eventi calamitosi».

 

Quanti sono i volontari ed i dipendenti a Correggio?
«La nostra organizzazione conta più di 400 volontari. Abbiamo quattro turni al giorno per 34 persone/giorno (7 giorni su 7), che coprono i soli servizi di emergenza (ambulanze, automedica e infermieristica). In questi giorni si sono aggiunti i Volontari Occasionali, una ventina ma in aumento, disponibili ad affiancarci in attività sociali. La copertura dei turni con i soli volontari non può essere costante pertanto ci avvaliamo di 11 dipendenti, già volontari attivi in altri Comitati che hanno scelto di fare della propria passione un mestiere.

Il comitato di Correggio dal 2012 è un’organizzazione di volontariato locale, economicamente autonoma dal sistema complessivo di Croce Rossa con il quale è strettamente connessa nei principi e nei regolamenti. Nei primi tre mesi del 2020 abbiamo compiuto 3200 interventi e percorso 92.000 Km; il nostro parco mezzi conta 9 ambulanze, 4 auto-medico/infermieristiche, 3 furgoni, 3 autovetture, un fuoristrada con gancio per traino barca e un camion.

Il fatturato in maggior parte deriva dalla convenzione con AUSL per la gestione dei servizi di emergenza che, seppur ingenti, coprono solo i costi e gli ammortamenti dei mezzi. L’utile effettivo deriva dalle donazioni. che ci permettono di acquistare nuovi mezzi e tenere alto il livello formativo del nostro personale».

 

In che modo formate la cittadinanza?
«Teniamo corsi di formazione delle squadre di primo soccorso, istruiamo operatori sull’utilizzo dei defibrillatori sia in aziende che presso associazioni sportive; ci occupiamo anche di disostruzione pediatrica con indirizzo alle famiglie.

Un buon riscontro ha avuto in questi anni l’assistenza gratuita alle prove di evacuazione per incendio o sisma nelle scuole di ogni ordine e grado che ne hanno fatto richiesta: ci poniamo da semplici osservatori e forniamo osservazioni su come migliorare l’efficacia dell’evacuazione in osservanza al piano di sicurezza esistente».

 

Come state vivendo questa pandemia?
«Non sono mancati momenti di grande incertezza, sia tra i volontari che tra gli operatori sanitari. Nostro malgrado, Abbiamo dovuto interrompere ogni altra attività, chiudere la sede ai volontari non di turno e sospendere dall’attività tutti i volontari ultra 65enni. Il Covid-19 è cosa nuova, occorre usare prudenza, per questo gli operatori devono prestare la massima attenzione nel porre in essere una corretta sequenza di azioni. 

Dopo un mese sicuramente difficile abbiamo potuto verificare che i presidi che usiamo per tutelarci sono efficaci e ciò ci permette di assistere pazienti infetti o portare i farmaci alle persone in quarantena. L’attenzione e il timore devono convivere in noi nella giusta proporzione. Alcune aziende ci hanno aiutato fornendoci o donandoci parte delle loro scorte di disinfettante e detergenti, le ringraziamo per questo. Anche noi siamo vittime della speculazione: non troviamo mascherine di qualità e in quantità tale da garantirci la scorta necessaria a pianificare seriamente il futuro; confidiamo che le promesse nuove attività producano il necessario per tutti i soccorritori. Siamo ancora qui».

 

Cosa significa essere un volontario di Croce Rossa oggi?
«Superare il confine di casa propria ritenendo che la tutela del tuo vicino è tanto importante da dedicarvi il tuo tempo. Sapere che le tue conoscenze, seppur limitate, possono essere utili ed a volte determinanti anche per la tua famiglia. Sentire che con il tuo agire condividi valori di tolleranza, uguaglianza e solidarietà».

 

Qualche consiglio per questi momenti difficili?
«Lavarsi spesso le mani, non portarle alla bocca e agli occhi, tenere la distanza di un metro e mettere la mascherina chirurgica: questa aiuta se la si sa usare, fatevi insegnare. E soprattutto, #STATE IN CASA».

 

Viale V. Veneto, 34
42015 – Correggio (RE)
correggio@cri.it
tel. 0522-631.639
www.cricorreggio.it
800148632 #TelefonaCri,

il Numero verde appena attivato dal Comitato CRI di Correggio, dedicato alle persone anziane che hanno necessità di un supporto, un sostegno o anche solo di un po’ di compagnia.

Condividi:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email

Leggi anche

Newsletter

Torna su