La campana dell’economia globale suona per l’Italia

Tito Boeri a Correggio per Primo Piano

Il 10 maggio scorso, al Centro sociale 25 aprile, si è svolto, con larga partecipazione di pubblico, l’incontro dal titolo “L’economia cerca nuovi orizzonti – Come ripensare la globalizzazione” promosso da Primo Piano e da Telereggio. Relatore d’eccezione è stato il professor Tito Boeri, economista e docente all’Università Bocconi, che ha risposto alle domande di Mattia Mariani, direttore di Telereggio. Agli sponsor (Gruppo YAMA, A.Mor srl, AMA SpA, Riservarossa e Veroni SpA) ed a Mattia il nostro grazie.

Di peli sulla lingua Tito Boeri, ex presidente dell’Inps, non ne ha. Le sue idee in fatto di economia sono spesso controcorrente e forse proprio per questo hanno il potere di suscitare discussione. Perché l’Italia non firma il Mes? Il professore non cerca giustificazioni economiche ma va dritto al dunque.

«Non essendoci una ragione plausibile, il governo pensa ad uno scambio di prigionieri in Europa. Cari ventisei colleghi che sedete con noi al tavolo europeo, volete che io firmi il Mes? Allora datemi qualcosa in cambio. Cosa, però, non si sa». Pungente pure quando si parla del PNRR: «Vi pare normale andare a chiedere una montagna di soldi (di cui buona parte da restituire) senza sapere per cosa spenderli?». Sferzante anche quando gli si chiede un giudizio sull’eterno braccio di ferro tra politica ed economia, con quest’ultima che sembra avere una forza soverchiante: «I governi nazionali di Paesi come l’Italia possono fare poco contro le speculazioni del mercato e gli aumenti dei costi delle materie prime. Possono però agire sulla redistribuzione della ricchezza per rendere i salari più competitivi, ma questo il governo italiano non lo sta facendo». La lezione che Tito Boeri ha tenuto a Correggio è stata uno sguardo a largo spettro sul momento storico che stiamo vivendo. Il calo demografico, che ha ora ripercussioni sul lavoro e tra pochi anni sulle pensioni, non può più essere ignorato ma la politica, sempre a caccia di consensi immediati, preferisce offrire cerotti anziché cercare terapie. In Italia poi c’è un elemento aggravante: l’evasione fiscale. «Io non sono per l’abolizione del contante – ha detto Boeri – però alzare il limite come ha fatto questo governo è come aprire ulteriormente le porte al nero. Io non l’avrei mai fatto».

L’età pensionabile (rivedibile secondo Boeri) che non deve diventare per forza un distacco dal lavoro, il welfare che deve restare al centro dello stato sociale, la riscoperta anche in economia del giusto rapporto tra singolo e comunità sono spunti di riflessione che il professore della Bocconi ha suggerito. Di certo, ancora una volta, un grande pensatore del nostro tempo ha lanciato da Correggio messaggi che interrogano. In un mondo in cui si preferisce più delegare che assumersi responsabilità, il poter riflettere sulla scia di input offerti da una mente acuta, è gran cosa e per nulla scontata.

Condividi:

Leggi anche

Newsletter

Torna in alto