La biblioteca, vero spazio social

Correggio è ufficialmente "città che legge"

Sabato 23 marzo 2019 è stato sottoscritto il “Patto per la lettura”, un progetto che coinvolge biblioteche, scuole, associazioni, commercianti, con il comune intento di diffondere il piacere della lettura. Una scelta ammirevole, che anche Primo Piano ha appoggiato con la sottoscrizione, e che si colloca in un periodo storico di profonda crisi della lettura. Nel 2017, in Italia sono il 41,0% le persone di 6 anni e più che hanno letto almeno un libro per motivi non professionali (circa 23 milioni e mezzo – Fonte Istat).

Partendo dalla volontà dell’Amministrazione di valorizzare la lettura, Primo Piano comincia da oggi un’inchiesta sul rapporto fra correggesi e la parola scritta. Iniziamo da quello che è il cuore della divulgazione della promozione della lettura a livello comunale, ovvero le Biblioteche.
Lo spazio al piano terra di Palazzo Principi, sede della Biblioteca comunale “Giulio Einaudi”, ha subito una profonda trasformazione negli anni. Una trasformazione culturale, in primo luogo. Partiamo da questo presupposto: da lungo tempo si parla di “crisi” delle Biblioteche, viste spesso come luogo di sapere stantio e lontano dalle evoluzioni del gusto del pubblico. Entrando nel cortile non si ha certo questa impressione: la Biblioteca è animata da tantissimi ragazzi e ragazze, studenti dalle superiori all’università.

«È vero, il ruolo della biblioteca è mutato», confermano i bibliotecari Graziano Marani ed Erica Zarotti. «Oggi è percepita prima di tutto come luogo di studio e di socialità da tantissimi ragazzi correggesi. Vengono qui, consultano le enciclopedie, o semplicemente trascorrono qui il pomeriggio preparando esami o verifiche». Per capire meglio chi sono i frequentatori della biblioteca è stato somministrato un questionario agli utenti: possiamo dunque dire di avere una fotografia fedele della frequentazione della biblioteca. «Nel corso del 2018 si sono registrate circa 53.000 presenze a fronte di 294 giorni di apertura, i documenti presi a prestito sono circa 36.000.
Il prestito rimane ancora trainante come motivo di frequentazione, ma gli si affiancano altre motivazioni: si viene per studiare, oppure per partecipare alle iniziative culturali, sempre molto gradite e partecipate, o solamente per passare il tempo». Uno degli aspetti che rendono la biblioteca un servizio fondamentale è il suo essere luogo accogliente e sempre aperto (dieci ore al giorno!), uno dei pochi in cui si può ancora passare un pomeriggio senza “consumare” nulla, semplicemente perdendosi fra i suoi scaffali.

Lo zoccolo duro di utenti che annualmente frequentano la biblioteca per il prestito ammonta a circa 3.000 utenti, una tendenza in linea con quella nazionale.
A tanti lettori piace comunque l’idea di possedere il libro. «I libri che vanno per la maggiore sono senza dubbio gialli e thriller: in vetta troviamo sicuramente autori come De Giovanni, Camilleri, Stieg Larsson, Jo Nesbo… ma a tanti lettori piace ancora leggere classici, e c’è stata un’esplosione di prestiti di autori americani contemporanei». Il tipo di lettura che emerge è una lettura di svago. «Sicuramente in questo c’è una differenza rispetto al passato: una volta le sezioni di saggistica erano più frequentate. Oggi le stesse tematiche hanno più fortuna attraverso generi diversi quali le biografie, le inchieste, i reportage narrativi e di cronaca». Molto rilevante anche il prestito di saghe, magari a carattere fantasy, che la fanno da padrone fra i giovani adulti.

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