La beneficenza s’è messa in moto

La passione del sidecar in mostra pro “Do Mani”

Tienno Bettati, titolare della Bett Sistemi, ha deciso di organizzare una mostra di sidecar, con l’aiuto del Lions Club e Pro Loco: allestita in un capannone di via Mons. Bonacini, racconta l’evoluzione del particolare mezzo a tre ruote. L’esposizione, intitolata “Passione Sidecar”, si è svolta dal 9 dicembre al 7 gennaio: l’ingresso era gratuito, ma si chiedeva ai partecipanti una donazione per sostenere il laboratorio socio-occupazionale Do-Mani”. Con le offerte raccolte è stato possibile consegnare un contribuito di 1.765 euro ai responsabili del laboratorio, alla presenza della referente Antonella Vezzani, di Aimone Spaggiari della Pro Loco, del vicesindaco Maria Chiara Oleari e dell’organizzatore.

«Ho avuto l’idea perché avevo voglia di creare un evento parallelo alla Motobefana, per allargarne così le tempistiche e l’utenza. Avevo voglia di parlare di sidecar da molto tempo. Così, insieme all’amico Salvatore, abbiamo cominciato a raccogliere i nostri esemplari, nella speranza di stimolare gli appassionati e riempire almeno la parte anteriore del capannone. Invece la risposta dei collezionisti è stata molto più ampia del previsto, anche se poi abbiamo dovuto recuperare molti mezzi nelle varie case con un camion: uno sforzo organizzativo importante», racconta Bettati.

Entrando veniamo accolti da due stupendi Moto Guzzi del 1948 e 1949. Poi vengono i Gilera, i BMW e tanti altri, fra cui anche alcune piccole automobili a tre ruote. C’è anche uno stupefacente sidecar ambulanza, un Victoria datato 1929.

I due pezzi più pregiati appartengono ad Amedeo Zini, detto Manoun, una vera e propria leggenda del sidecar, vincitore di quattro campionati italiani velocità e di tre campionati italiani in salita. Il primo è il sidecar da corsa, un Yamaha 500, con cui si laureo campione italiano nel 1983: una vera belva, capace di una velocità di punta superiore ai trecento km/h. Il secondo è un BMW R75 militare, che tuttora utilizza durante il lavoro nei campi. «Era importante per noi puntare sull’aspetto culturale: è una vera e propria cronistoria del sidecar, dai primi del ‘900 fino ai giorni nostri. Avrei voluto avere in mostra qualche altro mezzo da lavoro, lo scopo per cui è nato, ma viste le premesse siamo molto soddisfatti. La cosa che ci ha riempito davvero di gioia, tuttavia, è l’aver fatto brillare gli occhi ai ragazzi e agli operatori di “Do-Mani”: questa beneficienza è per loro un grosso aiuto, perché gli permetterà di pagare alcuni mesi d’affitto del laboratorio. In definitiva, la manifestazione si è rivelata un successo», conclude Bettati.

Condividi:

Leggi anche

Newsletter

Torna in alto